La senatrice del Partito Democratico Anna Finocchiaro

Finocchiaro, dubbi nel Pd e poi c’è quella spesa all’Ikea… – Tra le ipotesi per il successore di Giorgio Napolitano c’è quella, non troppo remota, di assistere all’elezione di un presidente siciliano. Tra Walter Veltroni, Emma Bonino, Raffaele Cantone, Piero Fassino, ecco che sono venuti fuori i nomi del presidente del Senato Pietro Grasso, della senatrice del Partito Democratico Anna Finocchiaro e Sergio Mattarella, ministro, vicepremier nel primo governo D’Alema, padre del Mattarellum, fratello del Piersanti ucciso dalla mafia. Tra i tre sono Grasso e Mattarella ad avere alte possibilità di essere nominati come successori di Giorgio Napolitano. La senatrice Finocchiaro non è ben vista dalla maggioranza renziana del Partito Democratico, anche se i rapporti sono migliorati durante gli ultimi mesi, soprattutto con il ministro Maria Elena Boschi. Sulla Finocchiaro, secondo alcune fonti vicine all’ex cavaliere, ci sarebbe il benestare di Silvio Berlusconi che non vedrebbe male l’esponente democratica al Colle, anche se su di lei pesa come un macigno la famosa vicenda della spesa all’Ikea con tanto di scorta. Se il leader di Forza Italia non avrebbe nulla in contrario nel votare la senatrice Finocchiaro, lo convince ancora di più il giudice della Corte Costituzionale Sergio Mattarella.

La forza di Mattarella, tra legalità e bipolarismo – Un nome che è stato fatto proprio in questi giorni dai vari media. Più che un’ipotesi quella di vedere un democristiano di sinistra come Capo dello Stato. Mattarella potrebbe essere il nome che farebbe il cosiddetto pieno di voti. Dopo due laici tornerebbe al Quirinale un cattolico, un rappresentante del concetto di legalità, un bipolarista convinto e un sostenitore del famoso Mattarellum tanto caro a ulivisti della prima ora e grillini. Anche nell’ala renziana, a quanto pare, questo nome potrebbe fare breccia. A proposito di legalità, il nuovo presidente dovrà incarnare questo valore. Più trascorrono i giorni e più si comprende che l’Italia potrà rialzarsi soltanto recuperando il senso di questo concetto. La scelta di un presidente della Repubblica in grado di rappresentare l’essenza della legalità, con la sua storia personale, sarebbe un segnale forte di cambiamento per tutto il Paese. Un gesto che la classe politica difficilmente si farà sfuggire, nel tentativo di rinnovarsi e respingere sentimenti populisti. Così rimane in primo piano anche il nome del presidente del Senato Pietro Grasso.

Grasso, una legalità lontana dal manettarismo – L’ex Procuratore nazionale dell’Antimafia farà le veci di Napolitano da qui a breve e subito dopo, proprio com’era successo al cardinale Joseph Ratzinger con Papa Giovanni Paolo II, ne potrebbe prendere il posto. Una figura che incarna meglio di altri il concetto di legalità senza scadere nel manettarismo e nella gigliottina del giustizialismo. Grasso fa della moderazione un suo tratto distintivo. Un modo di fare che l’ha portato dove oggi si trova, ma l’ultimo gradino potrebbe salirlo nel giro di qualche settimana. Un nome che non dovrebbe dispiacere a Silvio Berlusconi e neanche al Nuovo Centro Destra, ma i grillini, dopo i duri confronti a Palazzo Madama, non sembrano convinti di volerlo votare come presidente della Repubblica. Meglio il solito e orecchiabile Rodotà-tà-tà. Grasso, senza ombra di dubbio, si giocherà le sue carte e oltre Sergio Mattarella un suo outsider potrebbe essere Raffaele Cantone, noto magistrato e presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione. Un tecnico e non un politico, ma che incarnerebbe il concetto di legalità, oltre a vantare un ottimo rapporto con il premier Matteo Renzi.

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