Teatro antico di Taormina Foto Andrea Jakomin /Blogtaormina ©2014
Teatro antico di Taormina Foto Andrea Jakomin /Blogtaormina ©2014

Il 2014 si è concluso per Taormina con un’immagine suggestiva che ha fatto il giro del mondo di un Teatro Antico in tutta la sua bellezza imbiancato da fiocchi di neve. Il Teatro è per Taormina il suo simbolo principale e la sua storia. Una storia iniziata nel III secolo a.C. che lo ha visto protagonista nel tardo impero romano delle venationes, spettacoli di lotta tra gladiatori e bestie feroci; nel Medioevo, l’edificio scenico e le due turris scalae vennero riutilizzate per ricavarne un palazzo privato; durante il Grand Tour crebbe la sua fama romantica grazie anche ai noti viaggiatori che lo visitarono e immortalarono in quadri e foto dell’epoca e infine a partire dagli anni cinquanta il teatro è stato impiegato quale struttura teatrale all’aperto per varie forme di spettacolo che spaziano dal teatro ai concerti, dalle cerimonie di premiazione del David di Donatello ai concerti sinfonici, dall’opera lirica al balletto dal grande cinema ai Nastri d’Argento. Il Teatro Antico è stato anche scenario di alcuni film tra cui “La dea dell’amore” di Woody Allen. Negli ultimi dieci e forse più anni il Teatro Antico di Taormina è set di concerti rock e pop.

Nasce spontaneo dunque chiedersi se un luogo simbolo della Storia antica possa diventare la scena di eventi legati più all’intrattenimento che alla cultura e se affittandolo per somme irrisorie non si sminuisca il suo decoro e valore e, inoltre, se decibel non consentiti, pubblico molto più numeroso del dovuto, luci ed effetti speciali non lo danneggino irreparabilmente? «Il codice dei beni culturali dà la possibilità agli Istituti del Ministero di concedere l’uso temporaneo, dietro versamento di un canone, di alcuni spazi appositamente individuati all’interno delle aree archeologiche di competenza della Soprintendenza, per attività che sono valutate compatibili con il decoro del monumento». Decoro tutto ruota intorno al significato primario di questa parola di cui sinonimi sono la dignità, la decenza, il contegno, la discrezione. Il punto è proprio questo possono essere dei concerti rock e pop, spesso nati e organizzati per i Palazzetti dello Sport o addirittura per gli stadi, confacenti all’unicità, alla bellezza, al valore di un Teatro Antico. Questo non significa volerlo ingessare e utilizzarlo solo per generi classici e tradizionali.

Concerti come quello di Elton John al piano o di Caetano Veloso alla chitarra sono stati emozionanti, irripetibili, moderni e hanno permesso di vendere pacchetti turistici in tutto il mondo. Chiaramente il pubblico e il turista delle due magiche serate era selezionato. D’altronde la stessa ubicazione del teatro non permette per sicurezza ma anche per rispetto dei turisti che soggiornano negli hotel di lusso della zona moltitudini di ragazzini urlanti, fans sfegatati del cantante in voga del momento. Per questi concerti un bel teatro tenda può bastare proprio come quello del 1982 alle porte della città. Sembra che il 2015 per il Teatro Antico possa essere un buon anno, un anno di svolta,  l’8 gennaio, infatti, l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Antonio Purpura, e il dirigente BB.CC, Salvatore Giglione, hanno invitato alcuni enti preposti e interessati alla gestione d’uso del Teatro Antico di Taormina e del Teatro Greco di Siracusa in una riunione a Palermo proprio per programmare gli spettacoli da tenere nei siti di propria competenza territoriale per la stagione estiva 2015. Io incrocio le dita, e spero lo facciano anche i tanti taorminesi che come me ci tengono veramente alla salvaguardia del nostro Teatro, che dalla riunione vengano formulate delle regole e dei criteri giusti di gestione artistica di un monumento così splendido. E’ un dovere, vincolante, infatti, che la sua tutela non sia solo “fisica” ma anche artistica. Una manifestazione che mira alla crescita culturale del nostro territorio, al recupero della nostra storia, delle nostre radici, che sia irripetibile nel suo genere è una delle potenzialità su cui dobbiamo puntare per organizzare eventi di qualità e creare promozione turistica non mordi e fuggi, tenendo sempre bene in mente IL VALORE INESTIMABILE DEL NOSTRO TEATRO. Il punto è proprio questo, in fondo. Aldilà delle questioni specifiche. Prescindendo perfino dalle royalties provenienti dalle concessioni. Del circo Massimo, a Roma e di Villa Massimo a Stabia, come della villa di Poppea ad Oplontis. La questione cruciale è assicurare che il decoro del monumento e/o area archeologica non sia sminuita.

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