Un rapporto passionale – «Una volta a Taormina ho visto schierati Manfredi, Gassman, Sordi, Tognazzi e Monica Vitti. E ho capito dove Manfredi era superiore a tutti: negli occhi. Recitava con gli occhi dove altri si aiutano con viso o le parole». Questa riflessione del messinese Nino Frassica, che di solito allieta il pubblico con battute che non si concludono mai con riferimenti volgari, dimostra cosa è stato Nino Manfredi per gli italiani. Uno degli attori più bravi e gentili che il Bel Paese ricordi. E a proposito di memoria, la città di Taormina non ha dimenticato quello sguardo espressivo del grande attore nato in provincia di Frosinone. Un personaggio che amava la perla dello Jonio e in questo borgo baciato dal sole era nata Erminia Ferrari, una ex modella che è stata la moglie dell’attore. Nino Manfredi e Taormina, un amore nel senso letterale del termine. Non solo per la passione con la signora Erminia, che si è conclusa soltanto con la morte di uno dei più noti protagonisti della vera commedia all’italiana.

Uno sguardo che aveva colpito Taormina – Se Nino Manfredi era innamorato di Taormina, anche i cittadini della perla erano colpiti dalla bravura dell’attore. Forse Taormina, come tutte le altre città italiane, si era innamorata della capacità di Nino Manfredi di immedesimarsi nei personaggi che di volta in volta rappresentava. La fisionomia, trucco permettendo, era più o meno la stessa, ma quello sguardo cambiava in base all’uomo che doveva incarnare. Come non ricordare quegli occhi paterni di Geppetto nel film “Le avventure di Pinocchio” del 1971 di Luigi Comencini, oppure le magistrali interpretazioni nelle pellicole che raccontano una parte della storia dell’Italia “In nome del Papa re” e “Nell’anno del Signore” con la stessa regia di Luigi Magni. La sua bravura non ha sopraffatto l’umanità che lo contraddistingueva. Forse Taormina lo amava anche per questo e infatti gli consegnò la cittadinanza onoraria e Nino Manfredi, che aveva colto la bellezza e l’unicità di questa terrazza che si affaccia sul mar Jonio, aveva acquistato anche un albergo. Un legame forte tra Manfredi e Taormina, ma nonostante un rapporto così intenso a dieci anni e poco più dalla morte dell’attore e regista la perla dello Jonio non aveva ancora ricordato il suo indimenticabile figlio “adottivo”.

Antonio D’Aveni: «Per la prima volta Taormina fa qualcosa in onore di Manfredi» – Una mancanza a cui è stato posto rimedio in occasione della VII edizione del Premio città di Taormina, che il 6 gennaio, presso l’Hotel Villa Diodoro alle ore 18.00, verrà dedicato alla memoria di Nino Manfredi. Un evento istituito e promosso, come ogni anno, dalla presidenza del Consiglio del comune di Taormina e proprio il presidente Antonio D’Aveni ha tenuto a sottolineare come «per la prima volta Taormina fa qualcosa in onore di Manfredi». Il Premio città di Taormina è uno di quei momenti molto sentiti dalla cittadinanza, dove si conferisce un prestigioso riconoscimento a personalità che hanno contribuito, in diversi contesti, a far conoscere e apprezzare Taormina. Quale occasione migliore di questa per ricordare Nino Manfredi? Chissà per quale motivo l’attore ciociaro si era invaghito di Taormina. Forse per il suo noto buon gusto, come dimostrava la sua bellissima casa disegnata da grandi architetti, che era stato colpito appena aveva scorto le particolarità del borgo. Sta di fatto che la VII edizione del Premio città di Taormina verrà allietata dall’Orchestra a Plettro diretta dal Maestro Antonino Pellitteri con la partecipazione straordinaria del baritono Salvo Todaro e dell’attrice Rosita Gulotta.

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