Pubblicare Leonardo Sciascia oggi ha ancora un senso? Sicuramente si, perché è un grande narratore a livello europeo, perché scrive in modo chiaro e perché affronta tematiche cruciali della storia italiana. D’altronde Sciascia a venticinque anni dalla morte è uno scrittore che riceve ancora l’attenzione dei lettori e studiosi. La casa editrice Adelphi, per la collana “La nave Argo”, per ripercorrere nel suo insieme e nel suo sviluppo cronologico e riproporre l’intera produzione sciasciana, ha pubblicato il secondo volume delle “Opere” di Leonardo Sciascia, a cura di Paolo Squillacioti. Il primo volume era uscito due anni fa e raccoglieva la opere di narrativa, teatro e poesia. Questo secondo volume, invece, raccoglie gli scritti civili, i racconti-inchiesta, dalle “inquisizioni” (nell’accezione borgesiana) alle cronachette, dalle memorie ai saggi.

Il criterio di raccolta dei testi non è cronologico ma è legato al genere, alla tipologia, alla forma dei testi, alla scrittura del noto autore siciliano. Dopo le opere letterarie pubblicate nel primo volume qui sono riuniti i saggi, i pamphlet, le memorie raccolte in due ‘diari’: uno “Nero su nero” costruito per dieci anni sui giornali e poi radunato nel 1979; l’altro più personale “Occhio di capra”, una raccolta di espressioni dialettali della sua Racalmuto, elaborato con analoga perseveranza fino gli ultimi anni di vita. Tutte le opere civili quindi con l’aggiunta di testi inediti o dimenticati che dimostrano sempre e comunque quello spirito critico che caratterizzava Sciascia. Una raccolta delle opere di Sciascia curata da Claude Ambroise era stata pubblicata per i classici Bompiani nel 1987 e già in quell’anno lo scrittore aveva stabilito che la riproposizione delle sue opere venisse riservata all’ Adelphi. Tra gli scritti presenti in questo prezioso volume: “Le parrocchie di Regalpetra”, “Morte dell’inquisitore”, “La scomparsa di Majorana”, “L’affaire Moro”, “Dalla parte degli infedeli”, “Il teatro della memoria”, “La strega e il capitano”, “Pirandello e la Sicilia”, “La corda pazza”, “Fatti diversi di storia letteraria civile”, “A futura memoria”.

L’impegno civile e la denuncia sociale dei mali della Sicilia metafora dell’Italia sono uno dei tratti principali di questa raccolta curata da Paolo Squillacioti che ha voluto ricordarci il forte impegno civile, la profonda coscienza critica di un intellettuale disorganico che non ha mai avuto paura di cercare e dire sempre la verità, nutrendosi del dubbio che è il migliore antidoto al dogmatismo e alimentando il dialogo con tutti.

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