Il bivio dell’informazione – Sono anni caratterizzati da incertezze, paure e timori verso il futuro. Si vive con ansia il presente e si prova a legarsi a qualche aspetto del passato che, in realtà, è andato via da un po’ di tempo. Strani giorni, li chiamerebbe Franco Battiato. Una sorta di limbo nell’attesa di vedere le porte del paradiso. In un contesto del genere, di solito, si iniziano a progettare le idee che dovranno caratterizzare il paradiso futuro. Progetti, programmi, nuove visioni della realtà. Uno sguardo sul mondo nuovo, quello che sembra a un passo, ma che spesso facciamo fatica a raggiungere. Tutti i contesti sono coinvolti in un simile ragionamento, anche e soprattutto quello dell’informazione. L’epoca della carta stampata sembra a un bivio: o si rinnova o muore. I grandi quotidiani nazionali e internazionali si sono già organizzati e hanno creato un’informazione online di primo piano. In questo senso, il quotidiano francese Le Monde, è uno dei giornali all’avanguardia. Alcuni, però, si intestardiscono e con volumi di enciclopedie, cd e libri provano a tirar su le vendite. Niente da fare, l’informazione sta cambiando e il peso di un’enciclopedia non fa altro che affossare ancora di più alcuni quotidiani. Sarà la loro zavorra.

Nel resto del mondo i giornali si leggono da un tablet – Molti quotidiani hanno chiuso, si sono ridimensionati e hanno operato delle ristrutturazioni senza precedenti nelle varie redazioni. La carta stampata è ormai quasi superata. Lo è nella metropolitana di Berlino, di Amsterdam, di NewYork, di Milano, dove giovani e adulti sfogliano su un tablet un quotidiano. La loro nuova finestra sul mondo, il loro occhio più dinamico su un pianeta in continua evoluzione, che fa della velocità e del cambiamento un suo tratto distintivo. Già, è la velocità ad aver reso i giornali di carta già superati nel momento in cui arrivano nelle edicole. Un cambiamento è avvenuto in alcune parti del mondo e d’Italia, ma nel meridione, come accade sotto diversi punti di vista, si arriva in ritardo e così internet è un mondo ancora in parte sconosciuto e si pensa di fare informazione pubblicando dei semplici comunicati stampa. Al di là del modo di intendere il giornalismo, è il giornale online che viene sottovalutato e ritenuto quasi un lavoro gratuito, un passatempo per chi non ha niente da fare. Si banalizza l’informazione online e non si comprendono le potenzialità di questo mezzo. È davvero un peccato, perché i giornali cartacei sembrano avere grosse difficoltà e pensare a un’alternativa sarebbe un ragionamento logico.

Il caso di Ficarra e di altri comuni siciliani – Nel piccolo comune di Ficarra, nella provincia di Messina, per esempio, il sindaco Basilio Ridolfo ha dovuto prendere atto del preavviso di sospensione del servizio di distribuzione di periodici e quotidiani presso i punti vendita del suo comune. Una decisione dovuta al “sensibile calo dei consumi” che riguarderà anche i comuni di Montagnareale, Librizzi, San Piero Patti, Raccuja, Sinagra, Castell’Umberto, Naso, Ucria, Montalbano Elicona, Basicò, Tripi, San Fratello, Tortorici e Galati Mamertino. La crisi economica non sta facendo altro che accelerare il processo di cambiamento nel modo di fare informazione. Eppure il sindaco del comune di Ficarra, invece di prendere atto di un simile passaggio epocale, invita la società che si occupa della distribuzione dei quotidiani e dei periodici a proseguire nel proprio servizio. Purtroppo non si riesce a cogliere il lato positivo della vicenda, che dovrebbe invogliare gli amministratori locali e la popolazione a investire in un’informazione online. Ma niente di tutto ciò avviene nelle nostre zone, dove il tempo sembra essersi fermato a circa trent’anni fa.

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