Un’allerta nera – Per la classe politica tradizionale, quella composta dai partiti tradizionali e dai movimenti che si definiscono “fuori dal sistema”, si tratta di una vera e propria allerta. No, non è una questione meteorologica. Non c’è bisogno di scomodare la Protezione civile e i Vigili del fuoco. Non è il caso neanche di evacuare alcune zone cittadine e della zona jonica in generale, che si trovano a pochi metri dal mare. Non diffondiamo panico, soprattutto in quei luoghi, come il comune di Sant’Alessio Siculo, in cui il mare sta riducendo sempre più il tratto di spiaggia. No, non è nemmeno un’eruzione improvvisa di sua maestà l’Etna. La pioggia di cenere non è un pericolo, eppure qualcosa di “nero” sta per arrivare su tutto il territorio intorno alla città di Taormina. Allora di che minchia si tratta? Esclamerebbe un cittadino locale spazientito da un simile gioco di parole. Beh, il riferimento è politico. Se è vero che la Sicilia è il laboratorio della politica nazionale (chiudono fabbriche e industrie, ma gli artigiani della politica sono sempre a “lavoro”), dove vengono sperimentate alleanze e nuovi soggetti politici, allora anche il nordico Salvini potrebbe utilizzare la Trinacria come luogo adatto per sperimentare la sua creatura: il leghismo di Alberto da Giussano che incontra il nazionalismo autoctono.

Uno tsunami politico, formato dall’incontro tra due correnti: fascismo e leghismo – Un radicamento è già in atto, soprattutto in alcuni centri del catanese, come dimostrato durante le ultime elezioni europee. Però l’onda, anzi lo tsunami (ci perdoneranno i nazionalisti amanti di un gergo italico) potrebbe giungere fino alla perla dello Jonio e di tutti i comuni che gravitano nella fascia bagnata dal mar Jonio. Da Giardini Naxos a Letojanni, da Roccalumera a Santa Teresa fino a Nizza di Sicilia, Alì Terme e Scaletta Zanclea. Quando uno tsunami vuole manifestare la propria forza, si sa, non ci sono barriere che tengono. Non ci sono ostacoli in grado di rallentare la sua corsa, soprattutto se quelle “muraglie” si sono indebolite e si stanno distruggendo da sole. Ma com’è possibile? Da quando questo tsunami politico ha iniziato a minacciare le zone limitrofe? La lunga e logorante crisi economica è il fattore principale. Una depressione sociale che sta distruggendo il ceto medio, lo sta spazzando via e così viene meno quell’equilibrio che lo contraddistingue e che mai e poi mai avrebbe permesso l’avanzata del fascioleghismo. Un fenomeno strano, un incontro tra due correnti in grado di provocare imprevedibili azioni sul territorio. Ciò che li tiene uniti è il razzismo, la xenofobia, l’odio verso l’altro inteso come diverso.

Qualcosa si muove nella zona jonica – Si nascondono dietro la difesa degli interessi dei più deboli, per perseguire le solite idee del Novecento, quelle che hanno partorito morte e distruzione. In tutto ciò si inserisce la Lega Nord. Con l’alleanza tra Matteo Salvini e l’estrema destra di Marine Le Pen, nel Carroccio ha vinto la linea radicale. Quella che il sindaco di Verona Tosi vorrebbe tenere sempre relegata in un angolo, quella, per intenderci, rappresentata da Mario Borghezio. Un intreccio tra fascismo e leghismo è un qualcosa che può provocare un’allerta politica. I primi a essere travolti potrebbero essere i grillini. Già, il Movimento Cinque Stelle è il primo che potrebbe perdere quel radicamento populista sul territorio, anche se nella zona jonica non ha mai riscosso chissà quale successo. Non servirà certo la “cunta” di qualche scontrino a convincere i cittadini di continuare a votare gli stellati, che in verità si stanno riducendo a pensioncina vecchia e logora. Intanto i leghisti jonici si riuniranno, come avevamo annunciato qualche giorno fa, nei pressi di Taormina giorno 19 dicembre. Tra auguri di Natale (ah, festeggiano la nascita di un bimbo “extracomunitario”?) e confronti politici, la cena o giù di lì verrà organizzata dal movimento “Tradizione Distinzione” rappresentato da Massimo Adonia. Per comprendere la portata di questo nuovo (?) soggetto politico, che dovrebbe sorgere a breve, è sufficiente andare sul loro blog ufficiale: loghi della Lega Nord si incontrano con banner neofascisti e neonazisti, come quello che si rifà al Partito nazionalista tedesco o all’italiana Casa Pound. Allora siamo sicuri che quello di Salvini sia un rinnovato progetto politico, oppure come Marine Le Pen in Francia sta soltanto producendo il miracolo di riabilitare nostalgici dei regimi dittatoriali nazifascisti?

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