Il sindaco segue la linea annunciata nell’ultimo Consiglio comunale – «Sono sempre fermo alle mie ultime dichiarazioni in Consiglio comunale». Sono queste le parole del primo cittadino di Taormina, Eligio Giardina, che sembra non voler salire sulla giostra della politica locale. Un contesto che negli ultimi giorni è più in fermento del solito e le acque non si calmeranno in vista del prossimo Consiglio comunale fissato per giorno 12 dicembre. Se il Partito Democratico sottoporrà, come annunciato nell’assemblea del 5 dicembre, il sindaco a una sorta di contratto con dei punti ben precisi (questione economica e finanziaria, la situazione di Taormina arte, la vicenda del Palazzo dei congressi e la riqualificazioni delle periferie cittadine) a cui dovrà seguire la composizione di una giunta formata da tecnici ed Eligio Giardina dovrebbe dimettersi, per consentire alla città di tornare al voto, entro dicembre 2015, un altro consigliere comunale come Eugenio Raneri, esponente di “Insieme si può”, non sembra convinto da un’ipotesi del genere che rischia, secondo lui, di alzare ancora di più il muro contro muro tra maggioranza e opposizione.

Giardina: «Aprirò delle consultazioni con i partiti» – Di quest’avviso non sembra essere Pinuccio Composto, che ha partecipato all’assemblea del Partito Democratico di Taormina applaudendo le dichiarazioni del consigliere Piero Benigni sulla presunta conclusione politica dell’amministrazione Giardina. Sarà curioso comprendere quali saranno le mosse del consigliere Vittorio Sabato e del gruppo Alternativa 2015, ma prima di prendere una decisione definitiva, molto probabilmente, si attenderanno le parole del sindaco in Consiglio comunale e le consultazioni che Eligio Giardina avrà durante la prossima settimana con le diverse formazioni politiche che costituiscono l’attuale realtà comunale. «È evidente che in una situazione del genere serve l’apporto di tutti, quindi aprirò delle consultazioni con i partiti per presentare un percorso programmatico più ampio possibile per il bene della città». Eccola la mossa del primo cittadino, che vorrà un faccia a faccia con i vari esponenti politici per giungere a una svolta nell’amministrazione di Taormina.

«Sono il sindaco eletto democraticamente dalla città» – Eligio Giardina sembra pronto al dialogo e al confronto: «Mi auguro ci siano seri presupposti per condividere un percorso comune». Però, nello stesso tempo, non ci sta a farsi dettare l’agenda politica da chi ha perso le ultime elezioni amministrative. «Non mi farò dettare l’agenda politica da nessuno, sono il sindaco eletto democraticamente dalla città. I numeri parlano chiaro, sono legittimato a svolgere il mio compito». Il riferimento è a chi ha messo in dubbio l’autorità dell’amministrazione comunale, come l’ex sindaco Mario Bolognari che durante l’assemblea dei democratici aveva evidenziato come «per la prima volta, da quando esiste l’elezione diretta del sindaco, la città di Taormina ha un sindaco eletto senza la maggioranza assoluta dei votanti. Non è mai successo prima. Si è verificato in Sicilia soltanto nei comuni al di sotto dei 5 mila abitanti. Questo non è un elemento di secondaria importanza, ma è frutto di una legge sbagliata, perché in un comune come Taormina di oltre 10 mila abitanti si dà la possibilità a una minoranza di amministrare per cinque anni». Forse sono state queste le parole che hanno infastidito il sindaco Eligio Giardina, che ha evidenziato l’importanza dei numeri in democrazia e con un velo di ironia ha concluso: «Se poi dobbiamo avere una gestione bolscevica e comunista della Cosa pubblica….».

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