Libera chiede “Verità e Giustizia” ancor di più dopo la lettera a Luigi Ciotti pervenuta nelle giornate organizzate dall’associazione “Gli Stati Generali Dell’Antimafia” alla fine di ottobre a Roma, scritta da uno dei ragazzi del Messico. Il procuratore Generale del Messico, Murillo Karam, afferma che le prove indicano che i resti incontrati nella discarica di Cocula siano dei 43 ragazzi scomparsi di Ayotzinapa. Nonostante non vi siano prove scientifiche che confermino la dichiarazione di alcuni detenuti, ci sentiamo vicini alle famiglie che stanno soffrendo per la scomparsa forzata dei loro cari. Un dolore tremendo che però non può rimanere muto. I fatti di Iguala riproducono gli schemi che hanno causato la scomparsa di più di 25000 donne e uomini durante questi anni in Messico. Indignarsi non basta più, è necessario agire, reagire, naturalmente in modo pacifico e rispettando le leggi, perché alla violenza non si risponde con la violenza. Libera, Associazioni nomi e numeri contro le mafie richiede l’immediata creazione di una Commissione per la Verità e Giustizia, una Commissione Indipendente, assistita tecnicamente dall’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ed i cui componenti vengano approvati dalle famiglie delle vittime. Verità e Giustizia non sono concetti teorici, e i lavori di una Commissione di questo tipo, così come la storia nel mondo ha dimostrato negli anni scorsi, rappresenta anche l’unica garanzia per l’immagine delle istituzioni messicane. Ma diamo la dovuta attenzione anche alla lettera pervenuta a don Luigi Ciotti.

«Caro Fratello Luigi Ciotti, oggi non scriviamo per raccontarti dei beni confiscati, o della costituzione di parte civile, o per dirti se siamo riusciti a smantellare un’altra rete criminale. Oggi ti scriviamo dal profondo del nostro cuore addolorato per raccontarti il modo in cui stanno distruggendo e insanguinando il nostro Paese, il Messico. 24 Giorni fa, 43 giovani studenti della “Escuela Normal Rural” sono stati sequestrati e sicuramente assassinati. Una normale zona rurale dove i poveri più poveri hanno il diritto di sognare che un altro mondo è possibile. Quarantatré giovani sono stati sequestrati dal cartello dei Beltràn Leiva, 43 giovani che si formano come insegnanti, 43 giovani che sognavano di essere diversi e di cambiare la realtà dei più poveri di questo Paese, sono stati allontanati da noi, rapiti dal nostro cuore. Loro i piccoli studenti giovani di circa diciotto anni, sono stati brutalmente sequestrati ed uccisi con maggiore brutalità. Uno di loro era un giovane di 20 anni, il chilango come lo chiamavano, brutalmente torturato, gli hanno distrutto la faccia, gli hanno staccato la pelle e gli occhi. Don Luigi, non è giusto, quello che ci stanno facendo non è giusto. Lo hanno gettato come un cane in una strada di campagna, senza faccia e senza occhi. Don Luigi abbiamo paura, molta paura, siamo per le strade, manifestiamo però abbiamo paura che ci vengono a prendere quando meno ce lo aspettiamo. Ci stanno uccidendo come cani, come maiali, come se fossimo mucche da uccidere e da cucinare in massa, ci sciolgono nell’acido. Ci separano dalle braccia delle nostre madri e stanno cercando di annichilirci. Don Luigi fratello e amico, non ci abbandonate, ci sentiamo soli davanti a questi criminali mafiosi ed ai politici mafiosi che usano le polizie e l’esercito per uccidere e sequestrare. Sì, perché dobbiamo dirti che questi 43 giovani sequestrati e desaparecidos sono stati rapiti dallo stato mafioso messicano. E’ stata la polizia del comune di Iguala a crivellarli di colpi. Quelli rimasti vivi li hanno fatti salire come mucche sui camion che, infatti, trasportano le mucche. I 43 li hanno fatti salire e li hanno consegnati al gruppo Guerreros Unidos, braccio del cartello dei Beltràn Leyva. Questo stato mafioso dove negli anni ‘80 e ‘90 sono rimaste vittime i nostri fratelli, questo stesso stato mafioso che attaccò i giovani nel 1968, questo stesso stato mafioso che oggi uccide un altro gruppo di studenti e li fa sparire e così dissangua il Messico Lindo y Querido. Caro Don Luigi, sappiamo che a Roma inizia un momento molto importante di riflessione sullo stato della lotta alle mafie. Abbiamo letto il programma di “Contromafie” e sappiamo che parlerai davanti ai ministri del governo, alla presidente della Commissione Antimafia, al Procuratore Nazionale Antimafia e davanti alle trentamila persone che parteciperanno ai lavori. Ti chiediamo il favore di fare menzione su quanto sta accadendo in Messico. Pensavamo di aver visto tutto, però la situazione è arrivata a livelli drammatici e la comunità internazionale deve sapere, non può chiudere gli occhi e sappiamo che il tuo aiuto avrebbe un valore più importante delle denunce».

In Messico il 26 settembre 2014 numerosi studenti, insegnanti della Normal Rural di Ayotzinapa stavano raccogliendo fondi a Iguala per partecipare alla marcia commemorativa della strage del 2 ottobre 1968 a Città del Messico. Quarantatré di loro non sono più tornati a casa e sono stati fatti sparire nel nulla dal governo di Iguala in stretta collaborazione con i cartelli del narcotraffico. Il 28 settembre le autorità dello Stato di Guerrero avviano le ricerche degli studenti scomparsi, vengono arrestati 22 poliziotti per la loro presunta responsabilità degli attacchi. Il 30 settembre il governatore di Guerrero, angel Aguirre, chiama il sindaco di Jguala, Iosè Luis Abarca, per provare che è estraneo ai fatti, il sindaco chiede una licenza temporanea e fugge. Il 4 ottobre vicino a Iguala sono trovate delle fosse comuni che contengono 28 cadaveri carbonizzati, il 15 ottobre i test del Dna mostrano che i corpi trovati nelle fosse comuni non sono quelli degli studenti, il 19 ottobre viene inviata a Iguala la polizia federale, per sostituire le forze municipali. Il 22 ottobre il procuratore Generale Jesùs Murillo Karam dichiara che sono stati emanati mandati di arresto per il sindaco Abarca e sua moglie, Maria de Los Angeles Pineda, come per il capo della polizia municipal Felipe Flores, sia il sindaco e la moglie, che il capo della polizia sono ricercati. Il 22 ottobre studenti e insegnanti messicani indicono uno sciopero di 48 ore per chiedere la verità sulla scomparsa dei ragazzi. Mobilitazione notturna “Una Luz por Ayotzinapa”, il 24 ottobre il governatore dello Stato di Guerrero, Angel Aguirre, si dimette, il 7 dello stesso mese Rogelio Ortega prende temporaneamente il posto di Aguirre, il 29 ottobre dopo manifestazioni di massa in tutto il Paese, il presidente Enrique Pena Nieto incontra i genitori dei ragazzi e promette di continuare le ricerche.

I portavoce del governo definiscono l’incontro come “soddisfacente” mentre i familiari degli scomparsi si dicono “furiosi” per l’assenza di risposte concrete e l’impunità diffusa. Il 30 ottobre in un’intervista con i familiari e testimoni dei fatti di Ayotzinapa a Aristel Noticias, il giorno successivo all’incontro con il presidente Nieto, il giovane Omar , sopravvissuto, dichiara che l’esercito è implicato nei fatti e non ha aiutato gli studenti feriti e in difficoltà. Quando è arrivato sul posto, inoltre, dice che la stampa non ha potuto comunicare ciò che stava accadendo perché il governo, dicevano, glielo avevano impedito. Il 4 novembre la polizia messicana cattura l’ex sindaco di Iguala e sua moglie, il 6 migliaia di messicani partecipano alla marcia organizzata per protestare contro il procedere delle indagini. Gli studenti universitari si uniscono con uno sciopero di 72 ore. Il 7 novembre il procuratore Generale della Repubblica, Jesùs Murillo Karam, annuncia in conferenza stampa la versione ufficiale ricavata dai confessori dei tre presunti sicari. I 43 studenti sarebbero stati consegnati dagli agenti della polizia municipale di Iguala al gruppo criminale dei Guerreros Unidos. Il 18 novembre viene ratificato l’accordo per la Commissione Interamericana dei Diritti Umani sui fatti di Atotzinapa. L’accordo non da mandato di indagine, ma solo di analisi tecnica: per questo non ha la possibilità di avere davvero efficacia nel suo lavoro. Nella ricorrenza del 104esimo anniversario della Rivoluzione Messicana, è stata convocata una mobilitazione in Messico di solidarietà per le famiglie dei 43 ragazzi scomparsi della Normal di Ayotzinapa.  Sono oltre 27000 gli uomini e le donne fatti sparire in Messico negli ultimi anni, di questi nessuno è stato ritrovato.

Al contempo in tutto il mondo si manifesta solidarietà per i Desaparecidos di Iguala. Il 10 novembre si è manifestato ad Acapulco, l’11 il 12 e il 16 a Chilpancingo, capoluogo dello stato di Guerrero. Il 20 novembre viene annunciato sciopero generale in tutto il Messico, il 15 e il 17 dello stesso mese ci sono marce di protesta e sit- in davanti alle Ambasciate e ai Consolati Messicani negli Sati Uniti. A Brisbane, in Australia, in occasione dell’incontro del G20, un gruppo di manifestanti ha esposto bandiere messicane e australiane decorate con il numero 43. Sia la comunità messicana sia le Ong che diverse realtà sociali chiedono che sia fatta giustizia. Al contempo sono state annunciate manifestazioni a Londra, Edimburgo, Buenos Aires, Caracas, La Paz, Madrid, Montreal, Chicago, Napoli, Phoemix, San Salvador, Manuaga, Santiago, del Cile, Rio De Janeiro, Monaco di Baviera, Lima, Bogotà e il 26 novembre a Roma con Libera, davanti l’Ambasciata Messicana si sono raccolti  con i giovani della Rete della Conoscenza, giornalisti e la gente del Messico per chiedere Verità e Giustizia per il Messico, per ricordare che la vita è un diritto, per urlare: Vivos se los llevaron y vivos los queremos.

Infine ricordiamo i 43 ragazzi scomparsi: Abel Garcia Hernàdez, Abelardo Vàzquez Peniten, Adàn Abrajan de la Cruz, Alexander Mora Venancio, Antonio Santana Maestro, Benjamin Ascencio Bautista, Bernardo Flores Alearaz, Carlos Ivàn Ramìvez Villareal, Carlos Lorenzo Hernàndez Munoz, Cèsar Manuel Gonzàlez Hernàndez, Christian Alfonso Rodrìguez Telumbre, Christian Tomas Colon Garnica, Cutberto Ortiz Romos, Dorian Gonzàlez Prral, Emiliano Alen Gaspar De La Cruz, Everardo Rodriguèz Bello, Felipe Arnulfo Rosas, Giovanni Galindes Guerrero, Israel Caballero Sànchez, Israel Jacinto Lugardo, Jesùs Jovany Rodrìguez Tlatempa, Jonàs Trujillo Gonzàlez, Jorge Alvarez Nava , Jorge Anìbal, Cruz Mendoza, Jorge Antonio Tizapa Legideno, Jorge Luis Gonzalez Parral, Josè Angel Navarrete Gonzàlez, Josè Eduardo Bartolo Tlamtempa, Josè Luis Luna Torres, Jhosivani Guerrero De la Cruz, Julio Cèsar Lòpez Patolzin, Leonel Castio Abarca, Luis Angel Abarca Carrillo, Luis Angel Francisco Arzola, Magdaleno Rubèn Lauro Villegas, Marcial Pablo Baranda, Marco Antonio Gòmez Molina, Martin Getsemany Sànchez Garcìa, Mauricio Ortega Valerio, Miguel Angel Hernàndez Martìnez, Miguel Angel Mendoza Zacarìas, Saùl Bruno Garcìa.

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