Nasce “Progetto Taormina” – Dopo la proposta del Partito Democratico di Taormina di costituire una giunta di tecnici e concludere l’esperienza del sindaco Eligio Giardina entro dicembre 2015, è nato un nuovo gruppo politico in città. Si tratta di “Progetto Taormina” e il suo direttivo, come si apprende dal comunicato stampa, è composto dal consigliere comunale Franco Pizzolo, Danilo La Monaca, Salvatore Curcuruto, Antonio Lo Presti, Mario Smiroldo, Franco Lampuri, Carmelo Garufi, Rossella Parisi e Sebastiano Siligato. Il nuovo movimento, tengono a sottolineare i componenti, «si colloca al di fuori degli attuali schieramenti politici» e auspica «un deciso cambio di passo da parte dell’amministrazione». Al di là delle dichiarazioni e dei comunicati stampa, la domanda è: che ruolo avrà questa compagine in Consiglio comunale? Come si rapporteranno con “Progetto Taormina” i consiglieri Nunzio Corvaja, al momento “indipendente”, e Pinuccio Composto, fino ad oggi nel gruppo “Insieme si può”, ma sempre più lontano dal collega Eugenio Raneri? Già, tra i nomi che compaiono nel direttivo di “Progetto Taormina” spicca Danilo La Monaca, che da un punto di vista politico è molto vicino a Pinuccio Composto e quindi potrebbe fare da apripista per un ingresso del consigliere comunale nel nuovo gruppo cittadino. Chissà.

L’eterno impasto con i soliti ingredienti – Del resto, come detto dal consigliere Raneri, «al momento non c’è più agibilità politica fra me e lui». Lo storico politico taorminese, inoltre, ha espresso dei dubbi sulla nascita di “Progetto Taormina”: «Quando si fa un movimento si fa politica, è inutile girare intorno alle parole, non ha senso. Chi ha queste pulsioni nei confronti della politica è meglio che se ne vada dal Consiglio comunale». C’è movimento nel palazzo della politica taorminese e in vista del prossimo Consiglio comunale tutto è possibile. Ops, “tutto è possibile”. Una frase impropria se accostata alla politica siciliana. Non vi preoccupate, eviterò il riferimento al gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa che, a dir la verità, ha ammorbato generazioni su generazioni ed è stato strumentalizzato a sufficienza. Però il significato è quello. Si impasta all’infinito, senza mai preparare il piatto finale. Si impasta anche se la pasta è nera ed è “na picca lodda”. Si mescolano e si confondo i soliti ingredienti.

Raneri: «Con i cosiddetti tecnici ci sono le solite alchimie» – Al di là di tematiche “culinarie”, il consigliere Raneri è perplesso anche sulla proposta tecnica del Partito Democratico: «Non ha senso mandare il sindaco Giardina a casa, tutti dovremmo dare qualcosa in più alla città. Invece con i cosiddetti tecnici ci sono le solite alchimie. In realtà in Consiglio comunale hanno fallito anche le minoranze, che non sono riuscite a pungolare l’amministrazione su alcuni temi e non sono state in grado di creare un fronte compatto». Parole destinate a far discutere, soprattutto dopo il contratto che i democratici sottoporranno al primo cittadino Eligio Giardina. Chiederanno di firmare un testo, ma con quale forza politica? È vero che all’assemblea c’erano alcuni esponenti delle opposizioni, ma non tutti e a quanto pare Eugenio Raneri è il primo a dissociarsi da un’azione del genere. Se l’idea di una giunta tecnica, secondo i democratici taorminesi, dovrebbe amalgamare la classe politica, l’impressione è che questa proposta rischia di acuire lo scontro e alzare il muro tra maggioranza e opposizione. Insomma, niente di buono per la città di Taormina e quindi, mattarello alla mano, assistiamo all’eterna “prova del cuoco”. Camerieraaaa….

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