Alessandro Gaglio (Dir. sportivo piscina comunale) - Foto Andrea Jakomin/Blogtaormina ©2014

Gaglio: «I lavori sono a buon punto, potremmo riaprire la piscina giorno 20» – Continua la discussione intorno alla piscina comunale di contrada Bongiovanni. Nonostante il dirigente sportivo dell’ente gestore della struttura, Alessandro Marco Gaglio, ha detto che «i lavori sono a buon punto, l’autorizzazione da parte del genio civile è arrivata, la ditta ha fatto un ottimo lavoro, il 9 e il 10 saranno dedicati alla cosiddetta “prova di carico” e il collaudo dovrebbe essere giorno 11 e se va tutto bene prima del 20 potremmo riaprire la piscina», è una vicenda che rischia di trascinarsi per ancora molto tempo. Si, perché è emersa una diatriba tra comune e Cvsm a causa di un risarcimento richiesto dall’ente che gestisce la struttura, per il ritardo nei lavori di consegna della piscina. Se Alessandro Marco Gaglio, in una precedente intervista, aveva ricordato che la ditta indicata per sistemare il danno si era pronunciata sui «20/25 giorni di tempo per concludere i lavori», quel periodo di tempo non è stato rispettato: sono trascorsi 250 giorni dall’accaduto. Ecco il motivo per il quale potrebbe aprirsi un contenzioso con il comune. Questi mesi, secondo il dottor Gaglio, hanno procurato “un danno non indifferente”: «Ci sono otto padri di famiglia che non lavorano più dal 27 di marzo, ci sono i fornitori che abbiamo dovuto pagare e questo ci ha comportato delle difficoltà, perchè senza introiti abbiamo dovuto fare grandi sacrifici, e abbiamo perso il lavoro fatto negli ultimi anni. Con 250 giorni di ritardo il comune non può dire che non è successo nulla. Noi siamo riusciti a resistere a questa situazione, ma se il comune non ci darà una riposta faremo arrivare la prossima settimana da parte dei nostri legali una richiesta lecita dei danni subiti».

«Se abbiamo voglia possiamo sederci intorno a un tavolo e ragionare» Già, in questi giorni il Corpo volontario di soccorso in mare ha avanzato l’ipotesi di procedere per via legale contro il comune di Taormina: «Con avvertimento – si legge nel documento – che a titolo risarcitorio la sottoscritta associazione intende richiedere le ulteriori somme di 650 euro giornaliere dal momento della notifica dell’atto e fino all’effettiva riconsegna dell’impianto». Una cifra che metterebbe in difficoltà le vuote casse comunali e proprio su questo punto il dirigente Gaglio ha voluto fare una precisazione: «Se non ho la possibilità di intervenire economicamente, faccio di tutto per ridurre le spese e i lavori che si potevano fare in poco tempo. All’amministrazione dico: abbiamo qualche giorno di tempo, se abbiamo voglia possiamo sederci intorno a un tavolo e ragionare, perchè nessuno vuole creare difficoltà e problemi all’amministrazione, ma se non c’è un dialogo e la tempistica ci porta a ragionare in maniera diversa, le vie legali sono una necessità. Penso che l’amministrazione, dopo la festività dell’Immacolata, potrebbe trovare un accordo benevolo. Se ciò non dovesse accadere, saremo costretti a proseguire sulla via legale. Non sarà un piacere, ma andrà fatto».

Un dialogo per evitare le vie legali – Il dottor Gaglio sembra aver lanciato un invito al dialogo e al confronto con l’amministrazione. Un incontro che potrebbe concretizzarsi nei prossimi giorni, dopo la festività dell’Immacolata. Al centro del dibattito ci sarà una struttura, come ha ribadito il dirigente Gaglio, che è fondamentale per le attività sportive della perla dello Jonio: «Vogliamo proseguire a gestire una struttura che è il fiore all’occhiello di quelle che sono le attività sportive del comune di taormina. All’interno della struttura siamo riusciti a creare una squadra di nuoto che annualmente partecipa a campionati italiani. Abbiamo ragazzi che hanno scommesso tanto sul lavoro e il sacrificio e se pensiamo che fanno tutto per una medaglia, si capisce bene l’impegno e il nostro obiettivo. Abbiamo sempre messo in primo piano l’attività sportiva, ludica». Un lavoro, un impegno che rischia di svanire a causa dei problemi causati dal tetto: «È chiaro che le difficoltà che ci siamo dovuti sobbarcare in questo periodo non dipendevano dalla gestione, ma da quel benedetto tetto che è venuto giù. Quello che dispiace è che a lentezza burocratica possa far vanificare molti anni di attività. Abbiamo dovuto dare il nullaosta a molti ragazzi per recarsi presso altre associazioni sportive per non perdere il ritmo di allenamento e continuare la preparazione. Il danno grave è quando perdiamo dei giovani, i disabili, gli anziani che hanno sempre usufruito della piscina. Spero che si comprenda, una volta per tutte, che l’impiantistica sportiva non è un accessorio di secondaria importanza. Noi abbiamo dimostrato, con la piscina di Taormina, di dare possibilità agli albergatori, ai ristoratori, di portare in città ricchezza tramite sportivi di livello agonistico. Non a caso ospitiamo importanti gare regionali e nazionali».

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