La “Compagnia dei Cammini” è un’associazione che lavora per diffondere la cultura del camminare in Italia, “camminare è salute, camminare è ritrovare il contatto con la natura, camminare aiuta a rallentare e a vivere più in contatto con se stessi e il mondo”. I lunghi cammini sono lo strumento per fare questo. Ecco perché la “Compagnia dei Cammini” propone ai suoi soci di partecipare a cammini, trekking, viaggi a piedi ed eventi che valorizzano quest’opportunità. La compagnia ha scelto, tra le 119 proposte nel 2014, più volte la Sicilia. Una Sicilia che pochi conoscono, quella che sta lontano dalle città d’arte e dalle spiagge assolate, una Sicilia interiore, quasi invisibile, agricola che si manifesta nei paesaggi modellati dal lavoro, nella cultura rurale, nei sapori e soprattutto nei volti della gente, come quella del retroterra agrigentino, Sant’Angelo di Muxaro, città del mitico re Kokalos e antica capitale degli indomiti Sikani, l’eremo di Santa Rosalia, il monte Cammarata, la rocca di Caltabellotta; oppure una Sicilia “di mare e passione” dalle antiche tonnare di Bonagia e Scopello, attraverso le torri e i vecchi portali delle case patronali, sino al Monte San Giuliano dove sorge la splendida Erice; o ancora la Sicilia d’avventura attraverso le cave dei monti Iblei (stretti valloni rocciosi), la parte più singolare della Trinacria; o ancora la Sicilia fiabesca che segue gli uccelli migratori, esplorando le isole Egadi, Marettimo, Levanzo e Favignana o le isole Pelagie, Linosa e Lampedusa, una Sicilia più vicina alle coste africane che a quelle italiane. Anche il viaggio evento 2014 è stato dedicato alla Sicilia in un cammino che si è svolto dal 16 al 24 novembre da Sant’Alfio Catanese a Messina con lo scopo d’incontrare, conoscere e raccontare la Sicilia operosa, pacifista, intatta, umana, insomma la Sicilia migliore.

E così gli oltre settanta partecipanti, non solo italiani, non solo guide esperte, non solo ambientalisti, naturalisti, ma anche i molti che si sono aggiunti lungo la strada, hanno visto, hanno fotografato una Sicilia diversa, una Sicilia nuova e alcuni ne hanno scritto, regalandoci pagine di diario e di reportage unici. Abbiamo così scoperto la Casa di paglia Felcerossa a Sant’Alfio sull’Etna di Tiziana Cicero e Toti Domina, un esempio di autosufficienza energetica e agricoltura rigorosamente biologica. Ho conosciuto il giovane sindaco di Monforte San Giorgio, Giuseppe Cannistrà, più volte minacciato dalla mafia, che ha accolto i camminatori insieme ai suoi cittadini al suono delle campane e dei tamburi della Katabba, un rito millenario. O ancora incontrato, anche noi lettori, gli uomini e le donne che appartengono alla rete Arcipelago Siqillyàh che sono riusciti unendosi a produrre e spedire in tutta Europa casse di arance, scavalcando ogni mediazione fra consumatore e produttore. Insomma, abbiamo potuto vedere che la Sicilia sta cambiando, che ci sono tante eccellenze che vanno sostenute, che un turismo diverso è possibile quello che secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture ci mostra l’altra faccia della nostra terra, la più bella.

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