La poliposi nasale rappresenta senza dubbio la più grave patologia benigna del naso, in particolare per la sua tendenza a resistere ai trattamenti e a recidivare. L’otorinolaringoiatra a fronte di tale motivazione dovrebbe affrontare con meticolosità tale malattia. In questo caso lo specialista non dovrebbe limitarsi a trattare chirurgicamente o farmacologicamente la poliposi nasale ma dovrebbe approcciarsi al paziente studiandolo nella sua interezza. È importante raccogliere informazioni riguardo lo stile di vita del paziente, eventuali allergie respiratorie, alimentari o da contatto, la tipologia di alimentazione ed eventuali patologie gastrointestinali, come reflusso gastroesofageo, intolleranza o allergia ai Fans, alterazione del metabolismo dell’acido arachidonico e infine eventuali interferenze di terapie assunte in atto per altre patologie.

È sempre indicato, anche in presenza di sintomatologia atipica, eseguire un’endoscopia delle fosse nasali mediante l’uso di fibre ottiche flessibili o rigide di dimensioni e angoli di visione molteplici, così che introdotti nel naso permettono di visualizzare con precisione zone non altrimenti visibili. La diagnosi va completata sottoponendo il paziente ai vari test allergologici e all’esame citologico nasale, approccio diagnostico importantissimo per l’identificazione, e quindi il successivo trattamento medico mirato, delle diverse forme rinitiche responsabili dell’infiammazione cronica della mucosa nasale. In ultimo e altrettanto importante, al fine di indicare un eventuale e corretto approccio chirurgico, è la diagnostica radiologica e l’indagine da preferire è la TC dei seni paranasali.

La terapia della poliposi nasale è pressoché esclusivamente chirurgica, ad eccezione delle fasi iniziali della formazione dei polipi, in cui una valida terapia antiinfiammatoria e decongestionante, può dare risultati. I polipi di maggiori dimensioni raramente regrediscono completamente con la terapia farmacologica, per cui dopo un periodo di tempo variabile tornano a produrre la sintomatologia. Nonostante oggi ci siano numerosi protocolli farmacologici antiedemigeni locali innovativi, con scarsissimi effetti collaterali, la risoluzione del problema respiratorio è chirurgica. Lo sviluppo delle tecniche endoscopiche e la comprensione del funzionamento del sistema dei seni paranasali hanno permesso enormi passi avanti nel trattamento chirurgico della poliposi nasale. Alla possibilità del chirurgo di vedere accuratamente, mediante strumenti ottici sempre più all’avanguardia, si è associata tutta una serie di strumenti “ad hoc” per una chirurgia poco aggressiva, così che l’intervento, nella stragrande maggioranza dei casi, può essere eseguito in anestesia locale.

L’intervento chirurgico può essere eseguito mediante l’utilizzo di micro frantumatori-aspiratori nasali, come debrider o shaver, strumenti innovativi e tecnologicamente avanzati che permettono di eseguire la chirurgia mini-invasiva. Attualmente presso la nostra clinica la quasi totalità degli interventi chirurgici è effettuata con tecniche di chirurgia mini-invasiva utilizzando una serie di presidi ottici che bene si combinano con l’utilizzo di micro frantumatori o apparecchi laser o radiofrequenza riducendo notevolmente il disagio post-operatorio del paziente. Oggi una validissima alternativa agli interventi tradizionali è rappresentata appunto dalla Laser Chirurgia, tecnica moderna, semplice, rapida e indolore. Si esegue in regime ambulatoriale, in anestesia locale di contatto (utilizzando uno spray anestetico, senza iniezioni), utilizzando una fibra laser che inizialmente apre in due la formazione polipoide ne vaporizza successivamente il contenuto acquoso e in seguito permette di asportare i residui del polipo stesso. Dal punto di vista prognostico, i polipi nasali rappresentano una patologia che ha una pessima reputazione tra la popolazione per la sua fama, di essere incurabile e che gli interventi siano sempre e soltanto palliativi, infatti, come già detto la poliposi nasale, ha una spiccata tendenza a recidivare e a richiedere ripetuti interventi chirurgici.

Oggi un’innovativa metodica medico-chirurgica ci permette di ridurre, e spesso azzerare, la percentuale di recidiva della poliposi nasale. Quest’ultima consiste nell’apposizione, sotto visione endoscopica, di “schiume” vegetali, (che si riassorbono rapidamente dopo pochi giorni, e non ostacolano mai la respirazione nasale), a livello della bulla etmoidale, e successiva infiltrazione di quest’ultime con farmaci antiedemigeni mediante un apposito e sottilissimo ago, dopo aver eseguito un’accurata chirurgia che risani i focolai di patologia e consenta di ri-ventilare i seni paranasali. Tale procedura, non invasiva e indolore, della durata di pochi minuti, può essere ripetuta ogni tre mesi per prevenire l’infiammazione e l’edema della mucosa nasale e quindi la possibilità della recidiva della poliposi. Tale approccio già da tempo praticato in America ci ha permesso di affermare l’eccellente validità della metodica nel ridurre di molto la percentuale di recidiva della poliposi nasale e in alcuni casi nell’azzerare la medesima. Presso la nostra clinica da più di un anno i pazienti che vengono sottoposti ad intervento chirurgico per polipectomia nasale con tecniche mini-invasive, senza apposizione di tamponi nasali, successivamente vengono inseriti in un programma di follow-up con cadenza periodica stabilita. Tali pazienti ogni tre mesi vengono sottoposti ad apposizione di schiume vegetali sotto visione endoscopica mediante l’utilizzo di una micropinza, la manovra è completamente indolore, non necessita neanche l’utilizzo di anestetici locali e dura circa tre minuti. Gli appuntamenti del follow-up, dopo il primo anno verranno via via allontanati fornendo al paziente dei protocolli farmacologici mirati da osservare a domicilio.

È necessario che il paziente comprenda che la poliposi nasale è una patologia curabile ma infida e per tale ragione bisogna che dopo il trattamento chirurgico si sottoponga a protocolli terapeutici locali utilizzando farmaci antiedemigeni non necessariamente cortisonici per periodi di tempo ben stabiliti, a trattamenti desensibilizzanti nel caso di allergie respiratorie certificate, a una correzione delle patologie concomitanti e a regolari controlli per intercettare in fase precoce un inizio di recidiva e bloccarla con le cure specifiche del caso. È bene comunque rilevare e affermare, alla luce dei risultati ottenuti sui nostri numerosi pazienti, che se l’intervento è ben eseguito e se lo specialista affronta con meticolosità la malattia sia in ambito diagnostico sia in ambito terapeutico post-chirurgico, si riduce di molto, spesso azzerandosi, la probabilità di eventuale recidiva che impone eventuali “ritocchi” chirurgici molto meno impegnativi ormai ambulatoriali in regime di Day Hospital senza necessità di eseguire il tamponamento nasale anteriore.

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