Le indagini della Gdf che fanno tremare la regione – Giorni delicati, tanto per cambiare, nella regione Sicilia. Nelle ultime ore la Guardia di finanza si è presentata all’assessorato bilancio per sapere se i dirigenti hanno rispettato la norma che prevede la restituzione della metà delle retribuzioni per gli incarichi aggiuntivi. Si tratta di compiti come quello di commissario liquidatore, componenti di consigli di amministrazione, revisori dei conti, direttori generali. La particolarità di simili incarichi è che devono restituire la metà dei loro compensi alla regione e le forze dell’ordine stanno verificando se questi versamenti sono stati correttamente effettuati. La legge è stata rispettata? Staremo a vedere. Intanto a essere coinvolti in questa vicenda sono, in primis, gli enti regionali. Quando viene sottoscritto un contratto con un dirigente, l’ente è tenuto a versare l’intera somma al Servizio bilancio della regione e questo dovrà versare al dirigente di turno “soltanto” la metà dell’importo. Un meccanismo complesso sul quale stanno lavorando gli inquirenti. In attesa di sviluppi e di scoprire ennesima “munnizza” sotto i tappeti, la Sicilia deve affrontare, di nuovo, la questione rifiuti.

L’ultima spiaggia: utilizzare tutte le discariche della regione – Una bomba che potrebbe esplodere nelle prossime settimane. Qualcosa non va e dopo la chiusura della discarica Oikos di Motta Santa Anastasia, Tirreno Ambiente di Mazzarà Sant’Andrea e Catanzaro di Siculiana, il governatore Rosario Crocetta ha disposto il piano straordinario di emergenza rifiuti. Un piano che prevede l’utilizzo per trenta giorni di tutte le discariche disponibili in Sicilia: Bellolampo, Gela, Castellana Sicula, Misterbianco, Lentini e Sciacca. Questi luoghi verranno sottoposti a uno sforzo non indifferente, ma non potranno accogliere più “munnizza” delle loro possibilità. Il problema della vicenda si trascina ormai da diversi mesi ed è anche legato a questioni burocratiche. Per un motivo del genere il presidente Crocetta sembra intenzionato a chiedere lo stato di emergenza alla presidenza del Consiglio, «per potere compiere in modo veloce tutti gli atti necessari alla realizzazione di un piano di investimenti che riorganizzi l’intero settore».

Crocetta e il piano delle discariche pubbliche – L’ex sindaco di Gela sembra avere le idee chiare e vorrebbe creare delle discariche pubbliche in alternativa a quelle private. L’imperativo categorico è evitare un disastro ambientale nelle città siciliane e considerando la situazione attuale non si è molto lontani da una simile prospettiva: «Serve un vero piano di solidarietà attraverso il quale si vuole evitare un disastro ambientale nelle città siciliane. Nei prossimi giorni il governo regionale intende approntare un piano più dettagliato per un uso ottimale di tutte le discariche e l’eventuale messa in esercizio di discariche già esistenti che potrebbero essere riavviate con piccoli interventi. E’ indispensabile accelerare l’incremento della differenziata e l’apertura di discariche pubbliche in alternativa a quelle private». Girando tra alcune città dell’isola, come Messina e Catania, ci si rende conto che non si può attendere ancora per molto tempo. Nella città dello Stretto, in particolar modo, anche il progetto di avviare la raccolta differenziata è avvolto nel mistero. Il risultato è sempre lo stesso: cassonetti strapieni, spazzatura in vari luoghi cittadini e isole ecologiche che non vengono utilizzate in maniera adeguata.

© Riproduzione Riservata

Commenti