Dalla “democrazia diretta” alla “linea diretta” – Il Movimento Cinque Stelle prosegue nella perdita di preferenze e simpatie tra gli italiani. Le elezioni regionali in Emilia Romagna, luogo in cui si era manifestato il fenomeno Grillo con maggiore incidenza, e in Calabria hanno dimostrato l’assenza di radicamento sul territorio del movimento che fa riferimento a Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Come durante le ultime tornate elettorali in cui gli stellati avevano fallito i loro dichiarati obiettivi politici, non è stata avviata nessuna analisi della sconfitta. Dicono di non essere un partito e in questo hanno ragione. Qualsiasi organizzazione partitica, infatti, dopo il voto, soprattutto se l’esito è stato nefasto, si riunirebbe per comprendere gli errori e le nuove strategie da adottare. Niente di tutto ciò accade nel M5s, dove il concetto di “democrazia diretta” sbandierato dal guru genovese, ha un significato particolare. Più che “democrazia diretta” potrebbe chiamarsi “linea diretta”. Si, tra Grillo e Casaleggio. Sono loro due a decidere ogni cosa.

Nel nome del Grande fratello – Il blog, il sacro luogo virtuale, sembra la casa del Grande fratello. Chi sbaglia, chi recita una battuta fuori dal copione viene allontanato, epurato. Mentre dall’altra parte arrivano “fino in fondo”, ovvero fanno carriera quelli che rispettano la sceneggiatura prestabilita. A quanto pare gli “attori” che non si adeguano in toto al copione del M5s sono sempre di più. Nell’ultimo periodo ci sono state diverse epurazioni e adesso è toccato ai deputati Massimo Artini e Paola Pinna, da tempo considerati dissidenti.  La motivazione della loro espulsione è stata giustificata con il mancato rispetto, da parte degli epurati, del regolamento dei grillini in cui viene imposto ai deputati e ai senatori di restituire parte della diaria e delle eccedenze dello stipendio parlamentare. Il blog, tramite un voto, si è espresso a maggioranza per l’espulsione e così sono scoppiate le polemiche. Scontri dovuti al fatto che gli onorevoli Artini e Pinna hanno dimostrato, tramite documenti, di aver pagato quello che dovevano. Le reazioni si sono accodate dietro l’hashtag #BeppeQuestaVoltaNONCISTO e a postare commenti critici contro la decisione di Grillo e Casaleggio sono stati, tra gli altri, i deputati Segoni e Rostellato.

L’uomo qualunque 2.0 dalle stelle alle stalle – Tra chi annuncia sit-in, chi difende gli epurati, chi li accusa e si schiera con il comico genovese, si consuma la vita del Movimento. Non ci si aspettava un’implosione così repentina della creatura grillina. Hanno bruciato le tappe, ma l’hanno fatto al contrario. Le contraddizioni, i paradossi erano emersi in tutta la loro drammaticità già nei primi mesi dell’attuale legislatura. Grillo e Casaleggio sono in difficoltà. Il loro format virtuale rischia di perdere molti seguaci appassionati. L’avanzata di Matteo Salvini e della nuova Lega Nord, per non parlare del fermento alla sinistra del Partito Democratico, possono contribuire a far precipitare un Movimento che riempiva le piazze fino a qualche mese fa e oggi  riesce soltanto a svuotare i propri banchi in Parlamento. La protesta fine a se stessa non ha prodotto i risultati sperati. Non è servito l’appoggio di Dario Fo, Fiorella Mannoia e Fedez. Il movimento dell’uomo qualunque 2.0 non sembra aver miglior sorte di quell’uomo qualunque che nacque dopo la fine della Seconda guerra mondiale. In seguito allo smarrimento, alle macerie, le forze politiche si riorganizzarono e si ripresero la scena. Oggi c’è smarrimento, ci sono le macerie provocate dalla crisi economica e l’uomo qualunque potrebbe tornare, prima del previsto, dalle stelle alle stalle.

© Riproduzione Riservata

Commenti