Llorente e Tevez rompono il ghiaccio – La Juventus è tornata a vincere fuori casa. C’è riuscita dopo tanto tempo e l’ha fatto sul brutto capo del Malmoe. La formazione svedese contava anche sulle complicate condizioni del manto erboso per fermare i campioni d’Italia in carica, ma non c’è stato nulla da fare. La pioggia, che avrebbe fatto rinviare la partita, non è arrivata. Nessuna bufera di neve come un anno fa a Istanbul. Nessuna sfortuna, anche se le occasioni fallite per rendere la vittoria ancora più netta non sono mancate. Claudio Marchisio, il migliore in campo, è stato fermato soltanto dall’istinto del portiere avversario e Alvaro Morata ha fallito un gol incredibile. A sconfiggere il destino c’hanno pensato Fernando Llorente e Carlos Tevez. La coppia gol bianconera ha rotto il ghiaccio e gli ottavi di finale di Champions League sono a un passo, a un punto per essere precisi. Ma non basta, questa Juventus può arrivare prima nel girone e allora contro l’Atletico Madrid si proverà a vincere. Massimiliano Allegri, a fine partita, è apparso soddisfatto. Sapeva delle difficoltà ambientali e finalmente inizia a vedere la sua impronta sulla squadra anche in Europa.

Nonno Kuzja, Max Allegri e le virtù dei calmi –  E’ l’educazione di Max il mite. E’ “l’educazione siberiana”, volendo fare un noto collegamento cinematografico. Si, lo so. Uno dei protagonisti del film di Gabriele Salatores, nonno Kuzja, per alcuni gesti eclatanti ricorda Antonio Conte e non certo l’ex allenatore del Milan. Però in alcune scene della pellicola emerge una calma, una saggezza del nonno che sembrano doti di Allegri. La pazienza, l’intelligenza, il saper dove si vuole arrivare sono le caratteristiche principali dell’attuale tecnico bianconero che gli hanno permesso di creare una squadra paragonabile a quella degli ultimi tre anni. Sarà meno scenico e “agghiacciante”, più aziendale e pacato, ma quando Allegri deve trasmettere ai suoi giocatori dei valori ben precisi, quelli da mostrare sul campo, non esita a perseguire un’educazione siberiana. Si, non c’è termine migliore. Soprattutto se riferito al match di ieri sera, nel freddo tipico del nord Europa. La durezza della calma, la convinzione delle proprie possibilità. Allegri sembra avere quella saggezza che è mancata ad Antonio Conte in quel giorno estivo, quando decise di concludere il suo rapporto con la Juventus.

Per il salto di qualità si attendono i “colchoneros – Dal caldo al freddo. Sono trascorse stagioni, sono cambiati allenatori, ma i bianconeri sono una macchina perfetta. L’unica cosa orrenda di ieri sera era quella maglia verde in stile “piselli Findus”. Forse è stata indossata in previsione di una nevicata e per rendere più riconoscibili i calciatori, oppure per un dubbio gusto estetico. Sta di fatto che è stata una Juventus più europea e lo è, guarda caso, da quando gioca con la difesa a quattro. Un modulo abbracciato dalla maggior parte dei club più prestigiosi del continente. Allegri ha avuto un’ottima intuizione. E’ vero che è stato “aiutato” dagli infortuni, ma negli ultimi mesi ha lavorato parecchio anche sulle condizioni dei suoi calciatori. Li ha educati alla Champions e se non fosse stato per la sfortuna, probabilmente la Juventus non avrebbe perso neanche a Madrid contro i vicecampioni di Simeone. A breve, però, ci sarà l’opportunità della rivincita, del definito rilancio della Juventus in Europa. Non è più sostenibile una dicotomia così evidente tra serie A e Champions League. Bisogna voltare pagina. La Juventus sembra pronta, l’educazione che gli è stata trasmessa sta iniziando a dare i primi risultati e per il definitivo salto di qualità si attendono i “colchoneros”(materassai), perché in quell’occasione il rimbalzo potrebbe dare maggiore slancio.

 

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