Castelmola, Foto di Andrea Jakomin / Blogtaormina ©2014

L’importanza della Bioarchitettura – L’attuale situazione idrogeologica di tutto il Paese ha costretto gli italiani a dover parlare e pensare al rapporto tra ambiente e territorio. Un legame che fino a poco tempo fa era stato posto in secondo piano, all’interno di logiche basate sui condoni, e adesso, dopo i continui lutti e i molti disastri, è qualcosa di attuale, quasi di moda. Certo, in un pensiero del genere c’è l’influenza del mondo circostante e delle politiche ambientali e territoriali perseguite dalla maggior parte delle nazioni occidentali. In un’era globalizzata dove la comunicazione ha oltrepassato barriere inaspettate, è facile scorgere alcuni esempi virtuosi che fungono da stimolo. In questo contesto l’Istituto nazionale di Bioarchitettura può giocare un ruolo principale. Può fornire gli strumenti e gli argomenti per fare abbracciare logiche europee e occidentali anche in Italia, soprattutto nel meridione e in Sicilia.

«Eco-orientare le istituzioni per favorire la sostenibilità ambientale» – Per un simile motivo il meeting nazionale tenutosi qualche giorno fa nel bel comune di Castelmola è stato un momento importante, in cui si è insistito sulla necessità di  «eco-orientare le istituzioni per favorire la sostenibilità ambientale, con un focus specifico sulla Sicilia e l’analisi dei diversi sistemi di valutazione ambientali, comparati a esperienze parallele del panorama italiano». In un vero e proprio dibattito tra rappresentanti delle istituzioni, delle professioni e del mondo universitario, sono emerse alcune «soluzioni alla luce anche delle urgenze del dissesto idro-geologico, del risparmio energetico  e della tutela attiva del patrimonio territoriale nazionale e regionale». Risultati che dovranno essere discussi dall’attuale classe politica siciliana e così il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, che era presente al meeting, ha rimarcato la sua piena disponibilità a rappresentare in Aula e legislativamente le istanze emerse ai fini di una sostenibilità ambientale che sia sinonimo anche di sviluppo economico e occupazionale.

Riconoscere la Bellezza come elemento costitutivo dell’identità nazionale – L’azione dell’Istituto nazionale di Bioarchitettura non è da sottovalutare. Al di là degli aspetti tecnici e pratici, c’è un profilo formativo che in un momento storico come quello attuale dovrebbe essere il pilastro principale da rinforzare per impedire futuri e drammatici smottamenti. Nel meeting, inoltre, si è sottolineato come «le complesse problematiche dell’abitare sostenibile devono tendere a conciliare  l’uomo  con l’ecosistema in cui vive e di cui e’ parte ; il  quadro operativo  di piani e progetti teorici e pratici contestuali  alle sfide di questi tempi hanno costituito la cornice dei numerosi interventi a carattere scientifico,culturale e normativo. Sono tanti i modelli sul campo  e possono incrociarsi dando vita a una rete vasta di esperienze frutto delle pratiche e degli errori del passato, ma anche delle tante virtuosità del presente». A Castelmola era presente anche l’onorevole Serena Pellegrino, della Commissione Lavori Pubblici, Territorio e Ambiente della Camera, socio onorario Inbar, che ha presentato la proposta di legge costituzionale  per la modifica all’Art.1 in materia di riconoscimento della Bellezza quale elemento costitutivo dell’identità’nazionale.

I temi affrontati da studiosi e professionisti – Sono stati diversi gli interventi di esperti e studiosi al meeting tenutosi a Castelmola.  Il professor Giovanni Campeol, già docente presso lo IUAV di Venezia, ha evidenziato come sia necessario invertire la rotta rispetto ai tempi della valutazione ambientale ,prevista per legge: «Va fatta prima non dopo i  piani o i progetti». Per quanto riguarda il tema dell’efficientamento energetico è stato puntuale l’intervento del professor David Fanfani, dell’Universita’ di Firenze, che ha parlato di come sia possibile una vera e propria bioregione in transizione che parta dal network dei sistemi energetici locali. Una piccola rivoluzione dal basso per nuove alleanze territoriali finalizzate al risparmio. Mentre l’architetto Claudio  Capitanio, vice presidente di iiSBE Italia, ha chiarito come la valutazione energetico ambientale debba scorrere lungo un arco che vada dal singolo edificio alla città. Poi si è parlato di diagnosi energetica, riqualificazioni e fattibilità di sistemi energetici integrati, anche a chilometro zero. Si è discusso sulle prospettive di sviluppo per la Sicilia partendo da Ambiente e Territorio,modernamente coniugati e l’architetto Giovanni Lazzari, presidente dell’Ordine degli Architetti di Messina e della Consulta regionale, ha  manifestato la necessità di proseguire una politica di serrato confronto con le istituzioni su tutti i temi caldi della dinamica professionale e la piena intenzione di trasferire da qui a poco, su scala regionale, il modello del Laboratorio sinergico tra i diversi soggetti operanti sui territori, già istituito e avviato a Messina.

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