Taormina, una fiaba senza lieto fine – Si, sembra il titolo di qualche nuova commedia. Una sorta di “cinepanettone” pronto a fare incassi da record nei botteghini dei cinema. Potrebbe trattarsi anche di una fiaba ispirata a quella più famosa scritta da Charles Dickens. Parlo di “Christmas Carol”, il “Canto di Natale”, dove il protagonista, l’avaro Ebenezer Scrooge, odia il Natale in quanto è una festa e quindi è costretto a interrompere l’attività lavorativa e non può guadagnare. Se dipendesse dal vecchio Ebenezer, il Natale verrebbe cancellato dal calendario. Poi c’è il romanzo del Dr. Seuss, “Come il Grinch rubò il Natale”, da noi quasi sconosciuto e invece molto popolare negli Stati Uniti. Quel dispettoso del Grinch, interpretato in una riproduzione cinematografica da un eclettico Jim Carrey, proverà in tutti i modi a privare gli abitanti di Whowille del Natale. Ecco, quest’anno Taormina potrebbe trasformarsi in una favola. Una di quelle che compaiono nelle vetrine delle librerie, oppure che vengono rappresentate a teatro o in un film. A differenza di questi racconti, però, la conclusione dovrebbe essere differente. Non ci sarà il lieto fine.

Giardina: «Non verrà festeggiato un Natale come l’anno scorso o due anni fa se questo vuol dire continuare a indebitarci» – Si, perché nella perla dello Jonio non si festeggerà il Natale e a quanto pare non ci sarà nessun ripensamento o marcia indietro. A causa della complicata situazione economica che sta attraversando il comune di Taormina, il sindaco Eligio Giardina ha annunciato, durante il Consiglio comunale di ieri, sera, che non verranno affisse luci, addobbi natalizi. Nessuna canzoncina rasserenerà le cittadine e i cittadini che passeggeranno sul Corso Umberto. Saranno giorni come gli altri. «Per Natale non si può fare nulla. Quando si va a parlare con la ragioneria, dicono che non ci sono soldi, sforiamo il Patto di stabilità. Non verrà festeggiato un Natale come l’anno scorso o due anni fa se questo vuol dire continuare a indebitarci. E’ necessario fare il passo che la nostra gamba ci permette di fare», ha detto il primo cittadino. Una brutta notizia per gli abitanti della città, ma le condizioni economiche appaiono davvero critiche e non sembra ci sia nessuna alternativa. Purtroppo i numeri sono freddi e non hanno i sentimenti di un Grinch o di Ebenezer Scrooge che sono pronti a ravvedersi a poche ore dal Natale.

Raneri: «Lasciamo senza stipendi e tredicesime i dipendenti comunali e facciamo il Natale» – I conti hanno lo sguardo rivolto verso le tasche e non certo verso il cuore. Staremo a vedere se i commercianti faranno una “colletta” in cui proveranno ad animare il centro cittadino. Senza ombra di dubbio potrebbero racimolare qualcosa, ma non sarà paragonabile agli addobbi di dodici mesi fa. Sulla necessità di “festeggiare” il Natale è intervenuto Eugenio Raneri, consigliere d’opposizione del gruppo “Insieme si può”. L’esperto politico taorminese ha ribadito la necessità di fare il Natale a qualsiasi costo e ha avanzato una proposta destinata a far discutere: «Non si può dire che il Natale non si può fare. Lasciamo senza stipendi e tredicesime i dipendenti comunali e facciamo il Natale». Difficile che una proposta del genere venga accettata e infatti in Consiglio comunale nessuno ha replicato a Raneri. Sta di fatto che in un momento come quello attuale, caratterizzato dalla crisi economica e dai conseguenti problemi quotidiani delle famiglie, non adoperarsi per degli addobbi natalizi non risolleverà il morale, non allieterà giorni che dovrebbero distrarre da tutto il resto.

Il turismo, la questione dei fondi e le divisioni della politica – Al di là di tutto ciò non si può non parlare di turismo. Si sottolinea sempre l’importanza di destagionalizzare, di investire sul settore trainante l’economia taorminese anche in altri momenti dell’anno e quando arriva il Natale non si può neanche addobbare il Corso Umberto? Proprio sulla questione turismo e fondi, ieri sera in Consiglio comunale c’è stato un dibattito, a dir la verità sempre il solito, sui soldi per la promozione turistica. L’esponente del Partito Democratico, Piero Benigni, si è rivolto all’assessore Ivan Gioia dicendo che «la storiella che non ci sono soldi, non è sostenibile dal Consiglio comunale. Vorrei sapere come mai con 80 mila euro si riusciva a fare qualcosa in passato e oggi con tre milioni di euro non riusciamo a fare nulla. Lei ha detto che non ha un euro per la promozione turistica, ma non è così e nel suo bilancio può bloccare qualcosa dai proventi». Dichiarazioni a cui ha risposto il sindaco Giardina: «Il comune è in una situazione economica difficile. Dobbiamo remare nello stesso senso per uscire da questo momento. Taormina ha la forza per farlo. Le difficoltà non sono dovute a chi c’è in questa aula». Anche il consigliere Salvatore Abbate si è rammaricato per un Natale sotto tono, per usare un eufemismo, ma ha detto che per quanto riguarda il turismo «a Taormina mancano due cose, tra le altre: il casinò e il porticciolo turistico». Insomma, anche sul Natale ci sono delle divisioni. Persino su una festa del genere non si riesce a trovare un punto d’incontro e così la città di Taormina si dovrà chiedere, con un velo di tristezza, chi ha rubato il nostro Natale?

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