Da Maletto al resto della Sicilia – Nel sito internet ufficiale della Lega Nord, nella sezione “Le nostre sedi”, ancora non compare un circolo in Sicilia. Però, se l’attuale segretario del Carroccio dovesse confermare il progetto di creare un partito politico che vada al di là dei confini del fiume Po’, in Trinacria potrebbe diffondersi la nuova moda del leghismo in salsa nazionalista. Matteo Salvini ha lanciato il guanto di sfida al suo competitor diretto, Matteo Renzi: «Da oggi ci sentiamo parte di un progetto che non guarda solo al nord ma a tutta Italia. E’ una bella sfida, quando Renzi e’ pronto noi siamo pronti». Il “nipotino” di Umberto Bossi pensa già al terreno fertile siciliano. Un luogo in cui è evidente, più di altri posti, il problema della continua immigrazione e della mancanza di lavoro. I segnali sono arrivati, come detto diverse volte, durante le ultime elezioni europee. Si, nel piccolo paese di Maletto, in provincia di Catania, aveva stravinto la Lega Nord ottenendo il 32,61 per cento delle preferenze e in tutta la Sicilia i leghisti avevano raccolto quasi 15 mila voti. Il giovane Antonio Mazzeo, originario di Bronte, aveva staccato tutti gli altri partiti nella cittadina famosa per le fragole.

Alla conquista del territorio con alcuni argomenti-calamita – I temi che l’hanno portato alla ribalta e che potrebbero far raccogliere più voti del previsto a Matteo Salvini a Palermo e Catania, sono lo stop alla legge Fornero, la guerra contro l’euro, la lotta all’immigrazione clandestina e la riapertura delle case chiuse. Erano semplici referendum, snobbati dalla maggior parte della classe politica e invece se si gira tra la gente siciliana ci si accorge che hanno avuto presa. Qualche mese fa, in un ufficio postale, alcuni signori di mezza età parlavano dell’importanza di andare a votare in comune contro la legge Fornero. Ecco, Salvini ha saputo toccare le corde giuste. Mentre i grillini sono alle prese con gli scontrini e Beppe Grillo urla alla luna, i nuovi leghisti pensano a riallacciare un rapporto con il territorio. Sull’immigrazione, altro argomento molto sentito, Matteo Salvini non le manda a dire e su twitter ha lanciato un messaggio al ministro dell’Interno Angelino Alfano: «Il ministro dell’invasione Alfano dice che “Salvini è un bugiardo”. Penso che dormirò bene lo stesso».

Salvini vs Alfano, per l’egemonia della destra italiana e siciliana – Già, Alfano. E’ con il Nuovo Centro Destra che il segretario leghista ha intrapreso un’altra battaglia. Forse è quella più importante, perché deciderà gli equilibri del centrodestra. Con un Silvio Berlusconi in declino e Forza Italia sull’orlo di una crisi di nervi, oltre che di consensi, Salvini e Alfano si contenderanno l’egemonia politica della destra italiana e anche siciliana. La prima sfida è sulla gestione del flusso dei migranti. Il leader del Ncd considera Salvini un bugiardo con cui non potrà mai andare d’accordo: «Con Salvini non vado d’accordo perché dice bugie. Dice che Triton e Mare Nostrum sono uguali. E’ una totale bugia. Mare Nostrum ci costava 114 milioni di euro e Triton ci costa 0 euro, prima la Marina italiana si spingeva fino alle coste libiche e ora, invece, resta a 30 miglia dalle coste italiane. Ma soprattutto ci sono 19 Stati che collaborano e abbiamo avuto un risultato che non ha precedenti: l’Europa è scesa in mare. Salvini è imbarazzato perché lui è stato, ed è, parlamentare europeo e non ha concluso niente, Maroni ha fatto il ministro dell’Interno e non ha portato l’Europa nel Mediterraneo.  Noi invece siamo riusciti a coinvolgere l’Europa e a farla intervenire in mare». E siamo soltanto all’inizio di un braccio di ferro che appassionerà gli amanti della politica.

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