“L’uomo sospeso nel tempo”, un romanzo ambientato in Sicilia

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La semplicità tra i dialetti ennesi – Poliedrico, intelligente, dotato di una fantasia travolgente e di una semplicità che avvicina e rassicura: è questo il ritratto di Tony Mantrino, giovane scrittore siciliano che con il suo romanzo d’esordio, “L’uomo sospeso nel tempo”, ha rivelato una innata fibra di artista. Il suo sguardo è penetrante e un po’ indagatore, tanto da intimidire; ma i suoi affascinanti e particolarissimi occhi azzurri nascondono un’anima profonda, sensibile e una personalità tipica di un uomo forte. Il suo romanzo, contraddistinto da uno stile letterario semplice, diretto e ricco di dialoghi dialettali ennesi, è testimone del fatto che quando si tratta di scrivere la semplicità è il miglior partito.

Un personaggio curioso e con grande dignità – Siciliano, ma abituato a viaggiare per l’Italia e per l’Europa, attualmente svolge la professione di vigile del fuoco; nel tempo libero si dedica con passione allo sport, alla cucina (che è il suo vero cavallo di battaglia) e alla lettura. Convinto sostenitore che la vita è continua ricerca e che ogni essere vivente è un piccolo miracolo, ci ha voluto regalare con il suo libro il ritratto di una vita vissuta con umiltà, vera forma eccelsa di intelligenza. “L’uomo sospeso nel tempo” ci presenta un personaggio di grande dignità, che conserva quella curiosità tipicamente infantile di cui tutti credo abbiamo bisogno. Il protagonista (che si chiama Tony, come l’autore), nasce in una importante città siciliana, Enna, in una famiglia semplice e onesta; è un bambino brillante, dotato di un’astuta dialettica e di un’accesa vivacità che lo spinge a scoprire e “vivere” tutto quello che la vita gli offre ogni giorno.

Un vuoto che riempirà la sua vita – Tony cresce con la sensazione di essere sempre “grande” per tutti e capace di saper fare sempre da solo, senza bisogno di coccole e senza quella tipica “protezione” paterna di cui ogni bambino ha diritto di ricevere. Un vuoto, questo, che sarà sempre protagonista nella sua esistenza e un dolore profondo che si ripresenterà spesso, riaffiorando senza preavviso, senza pietà.

Un’opportunità inaspettata – Il giovane, senza disprezzare un inizio umile, comincia a lavorare sin dall’infanzia nell’officina del padre; ma la sua voglia di migliorare non riesce a spegnere la sua ambizione, così dopo vari concorsi riesce a entrare nel corpo dei vigili del fuoco. Un posto, questo, che non rappresenta solo un lavoro sicuro, ma soprattutto la possibilità per Tony di riscattarsi e fare qualcosa che possa essere di aiuto per gli altri: un modo, insomma, per poter fare per gli altri quello che nessuno aveva fatto per lui. L’illusione, però, presenta sempre il conto: questo lavoro, infatti, lo porterà lontano per anni, a Torino, dove il ragazzo si troverà nuovamente “solo”, costretto ad allontanarsi dalla famiglia. Nonostante le difficoltà, il ragazzo continua ad amare la vita che si è cucito addosso e grazie alla sua buona dose di sana“pazzia”, riesce a superare anche questo periodo di distacco.

La grandezza di un libro “semplice” – Il suo percorso vitale è un continuo viaggio, emotivo e fisico, accompagnato da una cornice di turbamenti, dolori, gioie, cambiamenti e a volte contraddizioni, ma capace di riscoprire e riconoscere la sua bellezza, nonostante le diverse sfumature e le altalene di umori. Un romanzo che rappresenta un lungo cammino di ricerca che Tony affronta con timida difesa. E sarà proprio questa la formula vincente per fargli “capire” e apprezzare la quotidianità, soprattutto nelle piccole cose: il ragazzo, infatti, durante il suo percorso non dimenticherà mai che non serve a niente lamentarsi per quello che poteva essere e non è stato, ma soprattutto non abbandonerà mai la sua umiltà. “L’uomo sospeso nel tempo” è un libro destinato a lasciare il segno nell’anima del lettore, perché grazie alla sua semplicità è in grado di trasmettere la grandezza della vita.

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