Crolla l’affluenza alle urne. Vittorie dimezzate – L’ennesima tornata elettorale italiana si conclude con un astensionismo da record, ha votato meno del 40 per cento degli aventi diritto, e con un successo del Partito Democratico sia in Emilia Romagna che in Calabria. Non a caso abbiamo citato prima i dati dell’affluenza alle urne, che segnano una stanchezza fisiologica degli italiani di fronte a continue votazioni e una sorta di fastidio per la situazione attuale in cui si trova il Paese. Dopo vengono i risultati politici che, occorre sottolinearlo, sono ridimensionati dai dati sull’astensione. Nella regione rossa per eccellenza, l’Emilia Romagna, dove nel capoluogo Bologna ha votato soltanto il 39,75 per cento degli aventi diritto e in tutto il territorio si è raggiunto il 37,67 per cento contro il 68,07 delle ultime elezioni regionali, il vincitore è Stefano Bonaccini che distanzia i competitor. L’esponente di fiducia di Matteo Renzi sfiora il 50 per cento, mentre il candidato di Lega Nord e Forza Italia (Alan Fabbri) si ferma sotto il 30 per cento. Ancora più marcate le distanze in Calabria, dove hanno votato il 43,8 per cento degli aventi diritto, contro il 59 del 2010. Trionfa il cosentino Mario Oliverio con il 61 per cento, mentre Wanda Ferro di Forza Italia si ferma al 23,56 per cento.

La debacle dei grillini – Neanche il tempo di chiudere i seggi per lo spoglio, che sono esplose le polemiche nel mondo della politica. Nel Partito Democratico, sia Pippo Civati che Romano Prodi, sottolineano il preoccupante crollo di persone che si sono recate alle urne. Una flessione in cui hanno influito anche gli scandali in cui sono state coinvolte, a prescindere dai colori politici, entrambe le amministrazioni uscenti. E proprio dopo un evento del genere sorprende che il Movimento Cinque Stelle non sia riuscito ad approfittarne. In Emilia Romagna Giulia Gibertoni si ferma al 13,30 per cento, mentre in Calabria Cono Cantelmi si attesta al 4,84 per cento. Una debacle dei grillini era nell’aria, ma non si aspettavano numeri così disastrosi. Neanche la cosiddetta anti-politica è riuscita a ingrassare le fila di Grillo e Casaleggio. Il dato politico importante, soprattutto in Emilia Romagna, è il sorpasso della Lega Nord su Grillo. E in Calabria gli stellati sono stati doppiati da tutti i partiti, anche dal Nuovo Centro Destra. Grillo, a quanto pare, passa dalle stelle alle stalle.

Il successo di Salvini che sorpassa FI e M5s – Il suo atteggiamento e quello dei parlamentari hanno stancato gli italiani. Chi, invece, torna con prepotenza sulla scena politica è la Lega Nord di Matteo Salvini. Il secondo Matteo più amato d’Italia, e non solo della Padania, riesce nell’operazione sorpasso ai danni sia di Forza Italia che del M5s. I dati emiliani sono eloquenti e in via Bellerio esultano, perché il Carroccio è la seconda forza politica della regione con il 19,43 per cento. Davanti ha il Pd con il 44,49 per cento e dietro il M5s con il 13,26 per cento e Forza Italia con un 8,37 per cento. Adesso il politico lombardo potrà lanciare il proprio progetto di un Front National in salsa italiana. Il leghismo che si trasforma in nazionalismo ha dimostrato di poter essere la forza principale di quello che rimane del centrodestra. In Calabria, invece, Forza Italia è il secondo partito politico con il 12,10 per cento. Il Pd è al 24,31, il Ncd al 6,32 per cento e il M5s al 4,79 per cento. Continua, nonostante l’azione di Silvio Berlusconi, il progressivo allontanamento dei forzisti dal territorio. Un risultato che avrà delle conseguenze politiche e rischia di complicare anche il percorso delle riforme costituzionali. L’ex premier, ormai, è in un angolo. Salvini da un lato e Alfano dall’altro lo braccano. Il centrodestra sta per porsi di fronte a una svolta molto importante, mentre in via del Nazareno stanno per scoppiare nuove polemiche tra le diverse correnti.

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