Dalla tempesta al sole, ma i problemi restano – Giornata di sole, sembra quasi primavera. A meno di un mese dall’inizio dell’inverno, la natura regala ancora sprazzi di bel tempo. Il mare è calmo, cristallino, di un blu che colpisce e fa innamorare. Quasi non si muove e le onde sono così piccole da non sentire neanche il rumore. E’ uno scenario lontano anni luce da quello di qualche settimana fa, quando l’allerta meteo aveva imposto prudenza e attenzione ai cittadini di Messina. Le onde arrivavano sulla strada statale 114 (come documentato da Blogtaormina), il mare apriva i cancelletti delle case poste a ridosso delle spiagge, portava sabbia sul manto stradale e lacerava asfalto e cemento. Invece oggi il mare sembra un bambino innocente. Emana gioia, pace, serenità. I raggi del sole lo accarezzano ed è come se fosse allietato da questo gesto. I pescatori sono sugli scogli, in spiaggia. Hanno le canne da pesca e sperano in una giornata proficua. Strano pensare, in un contesto del genere, all’erosione delle coste o alle montagne di sabbia che si depositano nel porto di Tremestieri. Eppure è così, forse è meglio non dimenticare la criticità dei giorni passati proprio in un momento del genere.

Santa Margherita e Galati, il mare e la sabbia tra le case – Così, come si può notare dalle foto scattate in esclusiva dalla redazione di Blogtaormina, alla sinistra del lungomare di Santa Margherita, nella zona sud della città dello Stretto, il mare ha continuato a ridurre la spiaggia. E’ entrato nelle abitazioni e ha portato montagne di sabbia. Ha sfondato porte e finestre. Non sono serviti a nulla i muretti costruiti dagli abitanti del luogo. Dalle foto, inoltre, si possono scorgere le toppe che in questi anni sono state poste a ogni mareggiata. Muri in cemento, scogli sistemati alla meno peggio. E’ chiaro che non è servito a nulla. La sabbia è sul ciglio della strada statale e nelle abitazioni, ormai abbandonate, c’è soltanto distruzione. Lo scenario non cambia a Galati Marina, dove alcuni palazzi sono separati dal mare soltanto da un muretto in cemento. Quello che rimane di un palo della luce è stato trascinato sulla spiaggia, vicino l’acqua del mare. Guardando in lontananza si vede, senza bisogno di alcun obiettivo fotografico, la progressiva e inesorabile riduzione della costa. Un processo al quale va posto un argine e non è un caso che l’attuale amministrazione dovrebbe indirizzare una parte dei fondi concessi dal governo nazionale, nel contesto dello Sblocca Italia, per risolvere la questione “erosione delle coste”.

Porto Tremestieri, si lavora per togliere la sabbia. Amianto vicino la spiaggia di Mili Marina – Nel villaggio di Mili Marina lo scenario è identico, ma in più c’è un preoccupante scarico di immondizia tra cui si scorgono diverse lastre di amianto. Si, avete capito bene. Amianto a due passi dalla spiaggia, amianto vicino al centro abitato. Poi c’è la situazione del porto di Tremestieri. Ancora chiuso a causa della sabbia che si è riversata, come durante ogni mareggiata, nelle invasature. La ditta incaricata sta lavorando e oggi (?) dovrebbe esserci la parziale riapertura dell’approdo della zona sud. Ma per vederlo efficiente al cento per cento si dovrà aspettare almeno la metà di dicembre. Nel villaggio di Tremestieri, al confine con il centro di Pistunina e vicino all’ex fabbrica Sanderson (ormai abbandonata), purtroppo non si vede nulla di nuovo rispetto agli altri luoghi della zona jonica di Messina. Uno scarico fognario si trova accanto a una abitazione e riversa i liquami nell’acqua del mare. Lo spettacolo è sempre degradante. Sottolineando che servirebbe una riflessione su chi ha fatto costruire certe abitazioni a ridosso del mare, nello stesso tempo non si può restare indifferenti nel vedere case sprangate con tavole di legno per arginare la violenza del mare. In più la sabbia ha provocato gravi danni alla stradina e gli abitanti del luogo ancora lavorano, con pale e rastrelli, per cercare di rendere pianeggiante il terreno. Inoltre alcuni cittadini hanno creato delle barriere di cemento. Una sorta di doppio ingresso alle loro case, per evitare che il mare arrivi nel soggiorno. Ecco la situazione, o almeno una parte, della costa jonica della città dello Stretto. Occorre intervenire, prima che ci scappi il morto e per riportare la parola “civiltà” al centro della quotidianità di Messina.

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