Lo smarrimento della destra italiana – Rieccolo, forse, chissà. Gianfranco Fini ci pensa ogni giorno al suo ritorno in politica. Lo vorrebbe con tutto se stesso. Vorrebbe riproporsi come il punto di riferimento di tutta la costellazione della destra italiana, oggi divisa in partitini e correnti varie. Quel 12 o 13 per cento di Alleanza Nazionale è soltanto un lontano ricordo. I camerati sono smarriti, trascorrono le loro giornate su twitter. Maurizio Gasparri, a tal proposito, ne sa qualcosa. Litiga con tutti, posta foto e stati improbabili. Le provocazioni di La Russa, e il suo timbro di voce, sono finite nel dimenticatoio e Giorgia Meloni, che sogna di essere la Marine Le Pen italiana, la mattina si alza e rimane molto delusa nel dover rappresentare Fratelli d’Italia e non il Front National, che in Francia è la principale forza politica del Paese. Fini sognava una destra europea, repubblicana. Si ispirava a Chirac e Reagan, ma venne travolto dall’ultimo impeto d’orgoglio del berlusconismo. Non fu in grado di rialzarsi. Alcuni suoi colonnelli lo abbandonarono sul campo di battaglia, lasciandolo solo con un Bocchino.

Se Fini parla con Storace – Fini vorrebbe essere al posto di Angelino Alfano. Del resto il padre di quel progetto è proprio l’ex presidente della Camera. Ormai, però, è troppo tardi. Aver sognato una destra costituzionale, in una nazione come l’Italia, è stato un grosso sbaglio. Fini l’ha pagato in prima persona. Ma il camerata non si arrende. Prova a rilanciarsi con i social network e tramite twitter, qualche giorno fa, ha parlato con l’amico-nemico Francesco Storace sull’ipotesi di riaccendere la fiamma. Chissà, Fini ha detto che non c’è alcun progetto in cantiere, ma nello stesso tempo ha ribadito che «il tempo ci saprà dire se ci sono le condizioni per un nuovo progetto, insieme o divisi questo non è all’ordine del giorno». Uno spiraglio è rimasto aperto. Vedremo cosa accadrà, ma con l’affievolirsi del fenomeno Grillo qualcosa dovrà accadere a destra. Al momento la coalizione politica dei conservatori è inesistente. La tiene a galla, nonostante litigi e lotte interne, Silvio Berlusconi, e il ministro Angelino Alfano, il quale sembra voler continuare dritto per la propria strada.

Un ritorno al futuro – Poi c’è Matteo Salvini e il suo progetto di una “Lega nazionale”. Un’idea ispirata alla Le Pen. Già, e questa potrebbe essere un’ipotesi per la ri-nascente destra italiana. Il leghismo che si trasforma in nazionalismo e abbraccia la costellazione della destra nostrana. Gianfranco Fini potrebbe accettare di partecipare a un simile progetto. Un qualcosa che in buona parte rinnegherebbe le svolte degli anni passati. Nessun europeismo, nessun profilo costituzionale. Soltanto un “sano” nazionalismo all’italiana condito dalle diffidenze verso gli immigrati, dalla difesa dei valori tradizionali della famiglia e dal rilancio del militarismo. Fini rinnegherebbe quel “Futuro e Libertà” su cui aveva scommesso per tornare sulla scena politica? La risposta non può che essere positiva. Chi, del resto, accetterebbe di rimanere nell’inferno dei morsi e degli eterni battibecchi tra camerati? Quale politico non avrebbe rimorsi per aver distrutto un partito, Alleanza Nazionale, che rappresentava le elettrici e gli elettori di destra? Allora Gianfranco Fini, tra morsi e rimorsi storici, si augura un ritorno al futuro per ricostruire quello che lui ha distrutto.

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