“I Luoghi del Cuore” è adesso un libro. Per celebrare, infatti, il decennale del progetto, il Fondo ambiente Italiano (Fai) ha realizzato due attività. Da un lato il volume fotografico pubblicato da Rizzoli che illustra appunto i 139 luoghi del cuore più votati. Le foto sono state realizzate da sette giovani professionisti grazie a una campagna fotografica ad hoc. Dalla sua creazione nel 2003 il censimento nazionale del Fai, realizzato in collaborazione con Intesa San Paolo, ha coinvolto oltre un milione e mezzo di cittadini, 31.000 luoghi d’arte e natura in tutta Italia e quasi 6.000 Comuni. Nel corposo volume i luoghi del cuore sono stati divisi in cinque macro-tipologie, che riassumono quelle di maggior dettaglio utilizzate nei censimenti: Beni ambientali, ecclesiastici, architettonici, urbanistici e archeologici.

Il volume è un viaggio tra i tesori del nostro patrimonio paesaggistico e culturale da non dimenticare perché possano essere recuperati e tutelati nel tempo e consegnati come preziosa eredità alle generazioni future. Ecco perché dall’altro lato il Fai continua a condurre un’analisi dei dati emersi dal censimento per sistematizzare e valorizzare tutto il patrimonio d’informazioni ottenuto da dieci anni di campagne. La mappatura che ne è scaturita non è scientifica, essendo nata da indicazioni spontanee dei cittadini. Rimane, comunque, il fatto che “I Luoghi del Cuore” è la più estesa iniziativa nazionale di mobilitazione degli italiani attorno ai valori dell’identità culturale sedimentata nel territorio. La campagna Fai ha permesso la nascita di centinaia di comitati spontanei che si sono attivati in tutto il Paese a favore dei luoghi che vogliono vedere salvaguardati e ha sensibilizzato le Direzioni Regionali del MiBACT a favorire decine d’interventi di restauro.

L’analisi presente nel Rapporto dei dati è stata affidata poi alla Cooperativa Architetti e Ingegneri di Reggio Emilia (CAIRE), che vanta una pluridecennale pratica nel campo degli studi urbanistici, per avanzare letture aggiuntive a quanto emerge nel Rapporto. Dall’incrocio della lettura dei dati con quella del territorio possono nascere una serie di proposte strategiche di sviluppo economico e turistico di un patrimonio archeologico insospettato e poco conosciuto in aree interne o non frequentate dell’Italia. Esempio su tutti il Monastero dei Cappuccini di Francavilla, vero scrigno di storia e cultura di tutta la valle dell’Alcantara, in cui è possibile anche ammirare lo straordinario cimitero monumentale dei Ruffo. Ed è proprio il 28 novembre che il gruppo Fai di Giardini Naxos, Taormina e Valle dell’Alcantara, coordinato da Fulvia Toscano, propone la visita del Monastero guidata da studenti “ciceroni” della classe III A del Liceo Scientifico Caminiti di Francavilla .

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