Un lunedì d’allerta al nord – Liguria, Lombardia e Piemonte, tre regioni in cui oggi si terrà un occhio verso il cielo e l’altro sugli argini dei fiumi. Tre regioni martoriate dalle alluvioni nell’ultimo mese, tre regioni che non conoscono tregua. Da Genova ad Alessandria, da Milano a Chiavari, da Varese al Tigullio, storie di famiglie che hanno perso tutto, storie di morti e dispersi nel fango. Ieri le ultime tre vittime accertate a Cerro di Laveno, nel varesotto, e ad Alba, in provincia di Cuneo. Un uomo di 70 anni e la nipote di 16 sono stati travolti nella loro casa da una frana che ha sfondato un’intera ala dell’abitazione in cui vivevano. Salvi gli altri tre componenti della famiglia varesina, che in quel momento si trovavano sul lato opposto dell’edificio. Da giorni avevano espresso preoccupazione per quella collina gonfia d’acqua ai piedi della quale abitavano. Alla periferia di Alba, invece, una ragazza di 21 anni ha sbandato nella tarda serata con la sua auto, annegando nel Rio Baraccoi, ingrossato da acqua e fango. Nelle condizioni normali di quel corso d’acqua la ragazza si sarebbe salvata. Per tutta la giornata di oggi la Protezione civile ha diramato l’allerta su gran parte di Liguria, Lombardia e Piemonte, col grado che va da giallo a rosso a seconda delle zone su cui si concentrerà la perturbazione.

Da mercoledì tregua, ma quanto durerà? – L’alta pressione, secondo le previsioni, tornerà soltanto mercoledì, mentre dalla prossima nottata le nuvole cariche di pioggia si sposteranno progressivamente verso sud. Ci saranno schiarite sul Nordovest e su Emilia Romagna, Toscana e Sardegna, mentre zone critiche diventeranno Veneto, Fiuli, Lazio e alta Campania. Da mercoledì rivedremo il sole su tutto il Paese e, pare, potremo godercelo per qualche giorno. Il dato che emerge da tutto questo fango, però, è che da un mese a questa parte sembra non poter più piovere da nessuna parte in Italia, perché altrimenti finiamo sott’acqua. Ha iniziato Genova il 9-10 ottobre scorso, poi l’alessandrino, Parma, Massa Carrara, il Lazio, la Sicilia, di nuovo Genova e il Tigullio, Milano, Varese. E’ un bollettino di guerra, e a leggerlo sembra impossibile possa essere successo tutto nel giro di un solo mese. Che siamo un Paese ad elevato rischio idrogeologico lo sappiamo da tempo. Che siamo a un punto di non ritorno è sempre più evidente giorno dopo giorno.

Scontro Renzi-Burlando – Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha attaccato le Regioni, anche quelle storicamente governate dalla sinistra, teoricamente più attenta al territorio. «Ci sono 20 anni di politiche ambientali da rottamare» – ha tuonato Renzi dal G20 di Brisbane, in Australia. «La colpa è anche dei condoni degli ultimi 30 anni decisi a Roma» – gli ha risposto Claudio Burlando, presidente della Regione Liguria. Difficile dare torto a entrambe, perché la cementificazione selvaggia in tutto il Paese è un fatto dagli anni 60 in avanti e ciò è stato consentito dalla miopia, dall’incuranza, dalla superficialità e, in qualche caso, dall’ottusa o criminosa avidità di politiche, politici e pseudo-tecnici su e giù per l’Italia.

«Situazione irrisolvibile» – Le parole del geologo del Cnr Fabio Luino a La Stampa sono eloquenti. Fa riferimento a Genova, ma il capoluogo ligure può tranquillamente essere utilizzato come metafora per tantissime zone del Paese: «Che cosa dovrebbe fare il sindaco di Genova? Chiamare le ruspe e buttare giù interi quartieri. È l’unica soluzione. L’altra è sperare che non piova più. Mai più». E poi spiega che la situazione, «irrisolvibile», è completamente sfuggita al controllo dal secondo dopoguerra, «quando i comuni hanno via via conquistato i territori lungo i corsi d’acqua, occupando le zone di pertinenza fluviale». L’acqua, non ci vuole un esperto a notarlo, non è un elemento contenibile. Se ha bisogno di spazio se lo prende, si allarga, si espande. E se noi quello spazio glielo togliamo, se proviamo a costringerla secondo i nostri comodi, lei dopo un po’ dei nostri comodi se ne frega e torna a riprendersi il maltolto. Perché la natura esisteva con le sue leggi prima dell’uomo e continuerà ad esistere, seppur da noi modificata, anche dopo di noi. Si tratta solo di capire se vogliamo vivere prima o poi in armonia con essa oppure se la nostra prepotenza preferirà insistere e continuerà a farci piangere i morti.

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[Foto Youreporter]

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