Quel filo rosso che si chiama “meglio gioventù” – Nel film del regista Marco Tullio Giordana, “La meglio gioventù”, si parla delle vicende della famiglia Carati. Attraverso questo nucleo familiare si racconta la storia dell’Italia dal 1966 al 2003. La famiglia Carati cambierà, verrà travolta da disgrazie e accoglierà con piacere gradevoli sorprese. Proprio come il Paese, che muterà in profondità nel corso di questi decenni. Giordana mette in evidenza alcuni momenti chiave della storia contemporanea italiana. Parla degli scontri tra polizia e manifestanti, dell’emergere del terrorismo rosso, della strage di Capaci e della morte del magistrato antimafia Giovanni Falcone. Diversi momenti che hanno inciso sulla nazione. In un contesto del genere, che a un primo sguardo può apparire diverso da un periodo all’altro, c’è un filo rosso. Una linea che congiunge gli avvenimenti. Quello che tiene insieme le vicende storiche è la cosiddetta “meglio gioventù”. Entusiasta, sognatrice, caparbia, testarda, astratta, delusa, rabbiosa, ma sempre presente nel susseguirsi degli eventi d’Italia.

Oggi, a Palermo, è tornata la “meglio gioventù” – Sono loro, nonostante tutto e tutti, che vivono, gioiscono e soffrono in un Paese che a volte dicono di “odiare” e da cui vorrebbero andare via. Invece stanno qua, combattono per le loro idee, a prescindere se siano giuste o sbagliate. Ci mettono la faccia, impiegano il loro tempo. Non si arrendono e nel “peggio” che a volte emerge dall’Italia si mostrano come il “meglio”, appunto “la meglio gioventù”. Questa mattina, a Palermo, la famosa “meglio gioventù” è ricomparsa. È scesa per le strade del capoluogo della Sicilia per manifestare la propria vicinanza e solidarietà a Nino Di Matteo, uno dei Pm che seguono il processo sulla trattativa Stato-mafia. Di Matteo, ormai da qualche periodo, deve subire continue e preoccupanti minacce di morte da parte delle cosche. Una delle città italiane più colpite dalla violenza e dalla brutalità della criminalità organizzata, ha voluto dire la sua. I suoi cittadini hanno mostrato che Palermo è diversa da come spesso viene descritta, anche in alcuni film. Tra i presenti spicca il nome del sindaco Leoluca Orlando, che ha voluto lanciare un messaggio ben preciso: «Chiediamo ai ministri dell’Interno e della Giustizia che facciano tutto il necessario per garantire la sicurezza di Di Matteo e degli altri magistrati».

La “meglio gioventù” e il sogno della trasparenza – Al di là della presenza del primo cittadino di Palermo, alla manifestazione promossa da Scorta Civica e Agende rosse, c’erano anche le associazioni Anpi, Addiopizzo e Libero Futuro. Però ciò che ha sorpreso è stato il numero di giovani. Sono scesi in piazza per dichiarare il loro rifiuto verso la mafia e i suoi affari. Per evidenziare la loro vicinanza al Pm Nino Di Matteo e al suo lavoro. La “meglio gioventù” di Palermo, che si è diretta verso il Palazzo di Giustizia, ha ribadito la necessità di porre una netta dicotomia tra lo Stato e la mafia. Nessuna trattativa è possibile. In un momento così delicato, ecco che ritorna la “meglio gioventù”. Com’è accaduto in altre circostanze della storia del nostro Paese, si mostra, si palesa con il coraggio delle idee. È pronta a bonificare l’Italia dalla sporcizia diffusa dal malaffare e dalla delinquenza. La “meglio gioventù”, in fondo, ha un innato ottimismo. Spera che questo Paese possa essere migliore, anche se si è costretti a manifestare per difendere un servitore dello Stato. In fondo il loro sogno è quello espresso da Carlo, uno dei protagonisti della “meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana: «Il sogno mio è uno di quei posti tipo la Danimarca, la Svezia, l’Olanda: sono paesi che sembrano scatole di vetro: il cittadino passa davanti e ci guarda dentro. Il sogno mio è avere le banche trasparenti, la Borsa trasparente, quindi la politica, l’economia, tutto diventa trasparente». Già, un po’ di trasparenza non sarebbe male in tutta questa vicenda.

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