Prossimamente nei migliori stadi – Per la serie “A volte ritornano”, sottotitolo “anche se non credevano”, Roberto Mancini e l’Inter mettono in scena “Ci riproviamo”. Il sequel di “E’ andata bene finché è durata” ha annunciato l’inizio delle riprese ieri, quando il regista Erick Thohir ha riacceso i motori tra la sorpresa generale. Oggi le interviste di rito del protagonista principale, l’ex numero 10 di Lazio e Sampdoria, domenica prossima il primo ciak nella cornice delle cornici: lo stadio Meazza vestito a festa per il derby. E con un inizio del genere tutto fa pensare a un primo atto da ricordare. Gli elementi ci sono tutti: malcontento estremo per le esibizioni del protagonista precedente, Walter Mazzarri, mandato via all’apice della rabbia del pubblico pagante (specialmente di quello abbonato); ritorno ad effetto di colui che aveva riportato il cast sul tetto d’Italia dopo 20 anni; scenografia che, per questi due motivi precedenti, sarà carica d’entusiasmo e attese. Insomma, San Siro domenica 23 novembre ribollirà e per il cattivo dei cattivi, il Milan, potrebbe essere una serata da incubo.

Quello che fu – Un ritorno mozzafiato per il Mancio, che deve riportare in casa nerazzurra speranza e prospettive e che non può spegnere in quattro e quattr’otto l’entusiasmo con cui è stato accolto il suo ritorno. Per questo è vietato perdere almeno una tra le prime due partite: il derby e la sfida con la Roma. Una sfida, questa, che fa sfogliare a Roberto Mancini l’album dei bei ricordi in nerazzurro. Era quello il duopolio ai tempi di “E’ andata bene finché è durata”. Inter e Roma, Roma e Inter, tra scudetti, coppe Italia e supercoppe italiane. Due i campionati strappati dal Mancio ai giallorossi, contro cui sentiva aria di derby per i trascorsi in campo e sulla panchina laziale. Il primo, arrivato alla sua terza stagione in nerazzurro, non è solo il ritorno di un primato che mancava dal 1989, ma è anche lo scudetto del record di 17 vittorie consecutive. Anche l’anno successivo l’Inter supera la Roma in campionato, ma con un finale da thrilling: 11 punti di vantaggio al termine del girone di andata dilapidati in quello di ritorno; all’ultima giornata i nerazzurri vincono a Parma 2-0, la Roma pareggia 1-1 a Catania e Mancini festeggia.

Com’era finito “E andata bene finché è durata” – Ma quella vittoria è stata l’ultima, perché “E’ andata bene finché è durata” era ormai nella sua fase finale. Un finale dolce-amaro, iniziato mesi prima, quando lui stesso, dopo l’eliminazione in Champions League per mano del Liverpool, annuncia il suo addio a fine stagione. Un addio che però non avviene come tutti se l’aspettavano. Perché il Mancio viene invece esonerato dal presidente Moratti a stagione ormai finita, dopo la sconfitta in Coppa Italia contro la Roma. E’ il 29 maggio e tra i titoli di coda di “E’ andata bene finché è durata” si leggono i ringraziamenti al Mancio e il motivo del suo allontanamento da parte della società: le sue parole dopo l’eliminazione col Liverpool. Passano 4 giorni e sulla sponda nerazzurra dei Navigli inizia un nuovo film: l’attore protagonista è Josè Mourinho, che all’Inter regalerà tre Oscar.

Lo scontato inizio di “Ci riproviamo” – Adesso, sei anni dopo, è la volta di “Ci riproviamo”. La trama non è ancora nota, l’inizio è abbastanza intuitivo. Il nostro eroe, Roberto Mancini, dovrà raccogliere i cocci di Walter Mazzarri, che tra piatti, bicchieri e vasi di ceramica ha lasciato un disastro in casa Inter. Dovrà usare Bostik e Attack per incollare l’incollabile in attesa di gennaio, quando potrà dotarsi di armi migliori di quelle scelte dal suo predecessore. Tutto dipende dal modulo e dall’esperienza che il Mancio ha maturato sui set dei film stranieri girati negli ultimi 6 anni. Il 3-5-2 di Mazzarri verrà dato al macero e si faranno esperimenti col 4-2-3-1 e col 4-3-1-2, che si prestano a molte variazioni sul tema, che il nuovo tecnico dovrà inventare per introdurre in “Ci riproviamo” elementi di felicità. Elementi per i quali, ora come ora, servono effetti speciali di ultima generazione, costosi ed efficaci. Ce la farà il nostro eroe a riportare la gioia alla Pinetina?

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