Portoghesi degenerati – Treno regionale 8771 delle 10.15 da Messina Centrale a Milazzo. Un “Minuetto”, un treno “i chiddi novi”, anche se in realtà festeggiano quest’anno i primi dieci anni di servizio sulle rotaie delle ferrovie italiane. Ma che sono dieci anni in confronto con gran parte degli altri treni nostrani, fabbricati nei primi anni dell’Età del Ferro, cimeli d’arte primitiva ancora operativi sulle italiche rotaie? Insieme a loro, insieme a questi cimeli, milioni e milioni di anni fa, nacque anche un costume che si è tramandato, purtroppo, in generazioni di cavernicoli, che usavano salire su quell’allora moderna tecnologia privi dell’apposito biglietto. E, pensate, discendenti di cotanta civiltà se ne trovano ancora oggi, anche sui treni “i chiddi novi”, anche sull’8771 delle 10.15 da Messina a Milazzo. Peccato, però, che col susseguirsi dei millenni, come spesso accade, quel già deprecabile costume abbia subito pure una degenerazione grave, ultimo esempio della quale lo abbiamo avuto giusto ieri, giusto sul Minuetto delle 10.15 da Messina a Milazzo.

Storia di ieri, a Spadafora – Colti in flagrante, due portatori per niente sani di quella degenerazione hanno reagito assalendo il capotreno che chiedeva le loro generalità, nel pieno rispetto delle sue funzioni, del suo mestiere. Un mestiere che una volta sembrava normale e sicuro, ma che ultimamente è sempre più bersaglio di cavernicoli degenerati, che se vengono beccati senza biglietto ti aggrediscono e ti accoltellano, come avvenuto ieri a quel capotreno, Riccardo Caristi, 41 anni, segretario provinciale del sindacato Orsa Ferrovie. Caristi, a quanto si apprende, è in prognosi riservata ma non sarebbe in pericolo di vita: è stato colpito alle spalle (perché i degenerati sono anche vigliacchi), all’altezza della scapola, e ha subito un versamento pleurico. I due delinquenti sono fuggiti alla stazione di Spadafora, la prima nella quale il treno si è fermato immediatamente dopo l’accoltellamento. I Carabinieri sarebbero sulle loro tracce.

Richieste cadute nel vuoto – Riccardo Caristi, in quanto segretario sindacale, aveva di recente denunciato le scarse condizioni di sicurezza in cui lui e i suoi colleghi si trovano a svolgere il proprio lavoro. E ora che è finito su un letto dell’ospedale di Milazzo, a fargli sono i compagni del sindacato: «Da anni chiediamo maggiore sicurezza nelle stazioni e sui treni – dice Michele Barresi -. Ci vogliono più controlli da parte delle forze dell’ordine. E’ inconcepibile che dei dipendenti debbano rischiare la vita facendo il proprio lavoro». «Non è la prima volta che l’Orsa è costretta a denunciare simili viltà nei confronti dei lavoratori dei trasporti, a rischio di vita, isolati nei convogli e costretti a fronteggiare l’escalation di violenza stigmatizzata da questo sindacato anche con azioni di sciopero» – aggiunge Mariano Massaro, segretario generale di Orsa Sicilia.

La solidarietà e la proposta dei pendolari – Ma non sono solo i colleghi a stringersi attorno a Caristi e a chiedere più sicurezza. Ci sono pure i passeggeri, che si sentono anche loro poco salvaguardati a viaggiare potenzialmente accanto a dei delinquenti. Un augurio di pronta guarigione al capotreno arriva infatti anche da Giosuè Malaponti, presidente del Comitato pendolari siciliani, che aggiunge: «Abbiamo più volte proposto, noi del comitato, negli incontri con la direzione di Trenitalia e con la Regione Sicilia-Dipartimento trasporto ferroviario, di valutare la possibilità di concerto con il dirigente del Compartimento della Polfer, di programmare sui treni un servizio di scorta in borghese specie su quelli ritenuti a rischio. Tale servizio – prosegue Malaponti -, secondo noi, se realizzato potrebbe servire in molti casi come deterrente, volto a scoraggiare i malintenzionati sapendo che a bordo dei treni possano esserci degli agenti in borghese». Questa come altre proposte sarebbe ora forse il caso di ascoltarle e iniziare a prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di fronteggiare un problema che non è evidentemente un caso isolato. Lo scorso maggio si era verificato un episodio simile che ha visto vittima una collega di Caristi, mentre i lavoratori di Atm hanno denunciato casi analoghi sugli autobus. Una soluzione andrebbe trovata, una volta tanto, prima che ci scappi il morto.

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