Il piccolo comune di Gaggi, ormai da diversi anni, è diventato un esempio di buona amministrazione. Il perseguimento di politiche energetiche e ambientali europee l’ha trasformato in un modello per i comuni della zona jonica e soprattutto ha permesso ai suoi cittadini di usufruire di alcuni vantaggi immediati, come la riduzione delle spese e vivere in un ambiente circostante migliore. Sabato, proprio a Gaggi, si parlerà di Paes (Piano d’azione per l’energia sostenibile). Il sindaco Francesco Tadduni ci ha anticipato alcuni aspetti interessanti dell’incontro e si è soffermato sulle politiche attuate nell’ultimo periodo da parte del comune di Gaggi.

Sindaco Francesco Tadduni, di cosa si parlerà nel convegno di sabato, alle ore 9:30 presso il salone della scuola dell’infanzia, “Paes – Piano d’azione per l’energia sostenibile – verso un nuovo paradigma di sviluppo territoriale”?

«Lo scopo principale del convegno organizzato dal comune di Gaggi il prossimo 15 novembre è quello di illustrare alla cittadinanza il Paes, redatto dagli ingegneri Guido Di Bella, Francesco Carrozza e Carlo Olivo, professionisti incaricati dal comune di Gaggi dopo una selezione con bando a evidenza pubblica. A seguito dell’emanazione, da parte dell’assessorato regionale dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità Dipartimento regionale dell’Energia, del decreto n. 413 del 04/10/2013, con il quale venivano ripartite le risorse messe a disposizione dalla regione per tutti i comuni siciliani per la redazione del Paes, abbiamo dato corso a tutti gli adempimenti finalizzati all’individuazione delle necessarie competenze professionali, non disponendo come comune di Gaggi di adeguate figure nel proprio organico. Una volta individuati i professionisti, questi ultimi hanno provveduto ad acquisire tutta la necessaria documentazione propedeutica alla redazione del Paes, partendo dall’analisi dello stato di fatto presente nel comune di Gaggi. I professionisti incaricati hanno svolto un eccellente lavoro, grazie al quale, attraverso la redazione della relazione energetica, abbiamo avuto la possibilità di accedere ai fondi messi a disposizione dal ministero per lo Sviluppo Economico per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici, in particolare mi riferisco al fondo “Poi energia” tramite il quale abbiamo ottenuto dei finanziamenti per la realizzazione di: impianto fotovoltaico; impianto solare termico; relamping (realizzazione impianto a led interno ed esterno); climatizzazione, che verrà realizzata nell’edificio che ospiterà i locali del nuovo Palazzo municipale, per l’importo complessivo di circa 190 mila euro. Quindi presenteremo tutto il lavoro sin qui svolto dagli ingegneri per la definizione del Paes del comune di Gaggi, come momento di naturale coinvolgimento della popolazione destinataria degli interventi previsti per i prossimi anni, con la quale, com’è naturale che sia, intendiamo dialogare per decidere insieme il futuro del nostro paese che appartiene a tutti e non solo all’amministrazione comunale o al sindaco».

Che tipo di politica energetica, negli ultimi anni, sta adottando l’amministrazione comunale di Gaggi?

«Già dal 2009, quando pochi credevano che avremmo raggiunto l’obiettivo, abbiamo iniziato con la progettazione degli impianti fotovoltaici nei tre edifici che ospitano le scuole dell’obbligo nel comune di Gaggi. Senza chiedere niente a nessuno abbiamo assunto, a carico del bilancio comunale, un mutuo di 150 mila euro con la Cassa depositi e prestiti e abbiamo dato esecuzione ai progetti realizzando gli impianti. Dall’esercizio 2012, a seguito delle definizione della procedura con l’Enel per il collegamento in rete degli impianti, introitiamo sul bilancio comunale circa 15 mila euro annui dal conto energia, oltre ad aver ridimensionato i costi per il pagamento dell’energia elettrica necessaria per il funzionamento dei plessi scolastici. A seguire siamo riusciti ad ottenere un finanziamento dal ministero dell’Economia di 150 mila euro, grazie al quale abbiamo realizzato un altro impianto fotovoltaico all’interno del complesso sportivo comunale. Credo siamo riusciti a realizzare un buon lavoro. Dal dicembre 2011 abbiamo attivato il servizio di raccolta differenziata in collaborazione con l’Ato Me4, attraverso il sistema della raccolta “porta a porta” della frazione secca.  Dal marzo 2014, sempre mediante il sistema del “porta a porta”, abbiamo introdotto anche la raccolta della frazione organica. Da luglio 2014 abbiamo eliminato tutti i cassonetti stradali estendendo anche alla raccolta dell’indifferenziato il sistema del “porta a porta”. Grazie a questa “forte” decisione, la percentuale di raccolta differenziata è più che triplicata, passando dal 20 per cento al 65 per cento, determinando un sostanziale risparmio per la cittadinanza già in sedi di applicazione della Tari per il corrente anno. Il nostro Comune, inoltre, è partner del progetto “Life No.Wa.Ste”, cofinanziato dalla Comunità europea, che prevede la sperimentazione di un nuovo elettrodomestico per il trattamento della frazione umida dei rifiuti. Entro la fine dell’anno inizierà la distribuzione gratuita alla nostre famiglie della versione definitiva del prototipo che coinvolgerà, al momento, circa 1/3 della nostra popolazione. Insieme ai comuni di Giardini Naxos, capofila dell’iniziativa, Letojanni, Castelmola, Gallodoro e Mongiuffi Melia, stiamo definendo le procedure per la costituzione dell’Aro Naxos (Aree di raccolta ottimali) per la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Originariamente vi era anche il comune di Taormina. La costituzione dell’Aro consentirà di gestire in forma diretta il servizio, secondo le forme previste dalle leggi vigenti in materia, con una governance molto più ridotta. In parole povere significa riduzione di costi di gestione e potenziamento dei servizi. Questa è un’altra importante scommessa, ovvero fare in modo di guardare ai rifiuti non come costo per la collettività, ma come risorsa. Nei prossimi giorni andrà in pubblicazione il bando di gara per la realizzazione di un impianto di depurazione consortile al servizio dei comuni di Gaggi, Graniti e Motta Camastra. Sorgerà a Gaggi, in ampliamento all’impianto di depurazione esistente e non funzionante. L’opera prevede un costo di oltre 4 milioni di euro e permetterà di porre fine anche all’annoso problema della depurazione delle acque nei comuni interessati».

Quali sono le conseguenze di una razionale e innovativa politica energetica per le cittadine e i cittadini del suo comune?

«I risultati di questa nostra attività vanno nella duplice direzione di ridurre la spesa corrente e salvaguardare l’ambiente che ci circonda. La nostra cittadinanza ha risposto in maniera esemplare a tutte le sollecitazioni poste dall’amministrazione comunale. Molto altro vi è ancora da fare e la definizione del Paes, appunto, prosegue nella direzione già tracciata da anni.

Ci sono difficoltà a perseguire una politica del genere in un territorio come quello della provincia di Messina?

«Sulla scorta della nostra esperienza ritengo che il territorio della (ex!) provincia di Messina non rappresenti un ostacolo. Se c’è qualche intoppo, forse, è da imputarsi alla mancanza di professionalità adeguate all’interno della Pubblica amministrazione. Come ho avuto modo di dire, molte cose le abbiamo realizzate con risorse del bilancio comunale, altre esclusivamente con l’impegno e la dedizione. Esiste un problema culturale che, di certo, non può essere causa di impedimento e dalle scuole può e deve essere avviata una seria campagna di sensibilizzazione sui temi energetici ed ambientali.  In una logica del genere, ad esempio, potrebbero essere utilizzate le professionalità presenti nelle ex province regionali, che per anni si sono occupati delle problematiche dei rifiuti e che potrebbero rappresentare un’importante risorsa per gli enti locali. Magari attraverso una politica diversa, da attuarsi a cura del governo regionale».

Il comune di Gaggi, sotto questo punto di vista, sembra molto ambizioso. L’ambizione è frenata da difficoltà economiche?

«Il comune di Gaggi è molto ambizioso, è vero. Il nostro impegno su queste tematiche è stato molto forte, pressante, impegnativo, dispendioso. Ci eravamo posti degli obiettivi importanti che stiamo via via raggiungendo. Ci siamo dati una programmazione che stiamo seguendo, nonostante le difficoltà e le problematiche di tutte le pubbliche amministrazioni. Ho già rappresentato come i tagli nei trasferimenti non rappresentino assolutamente un freno, molte iniziative si possono attivare e realizzare a costo zero. Ribadisco che il problema è di natura culturale. Lungo la direttrice già tracciata intendiamo proseguire il nostro percorso senza retrocedere di un millimetro».

Come ci si sente ad essere un esempio nella zona jonica di Messina e non solo, dal punto di vista di politiche innovative e rispettose dell’ambiente circostante?

«Non mi sono mai soffermato su un simile aspetto, anche se sono a conoscenza del fatto che molti osservano con interesse le iniziative poste in essere dal nostro comune. Spesso mi trovo a dover sollecitare i colleghi sindaci a essere più incisivi, più propositivi, soprattutto nei confronti di quanti mi hanno chiamato per avere informazioni. Ritengo che da qualche anno a questa parte, vuoi anche per il cambio generazionale che sta interessando l’azione politica negli enti locali, qualcosa stia cambiando, seppur ancora a piccoli passi. Occorre guardare ai comuni non solo come enti erogatori di servizi delegati. Se così fosse il rischio chiusura è alle porte, stante che il governo regionale e nazionale hanno conferito ai comuni il compito di svolgere il ruolo di esattori. Occorre uscire fuori da questa logica che non porta a nessuna conclusione, occorre guardare all’attività dei comuni come a quella delle imprese private che alla fine dell’anno debbono produrre degli utili per evitare la chiusura. Occorre avere un pizzico di inventiva e guardare oltre il semplice compitino da svolgere. Occorre avere una visione ampia, attraverso scelte e decisioni da assumere a livello comprensoriale. Piangersi addosso pensando ai tagli nei trasferimenti non è di nessuna utilità per i territori che amministriamo. Occorrerebbe anche sforzarsi di mettere da parte i campanilismi e le ambizioni personali, occorre accelerare il ricambio generazionale, che non significa solo aprire ai giovani, significa cambiare rotta. Oggi amministrare con le regole del buon padre di famiglia non è più condizione necessaria e sufficiente per governare i territori. Da soli non si va da nessuna parte. Ecco, in questo Gaggi si pone l’ambizione di voler svolgere un ruolo da protagonista nelle future scelte del nostro territorio e questo non per fare carriera politica. Viviamo del nostro lavoro per creare delle condizioni nuove, migliori per i giovani che vanno avvicinati e coinvolti nei processi decisionali. Il futuro è loro».

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