Il metodo Reggio Emilia è stato adottato in molti stati del mondo e ora approda anche all’Expo 2015. E’ stato, infatti, affidato a Claudia Giudici, la Presidente dell’Istituzione Scuole e Nidi dell’Infanzia di Reggio Emilia, il villaggio dei bambini dell’Esposizione universale che si svolgerà a Milano dal primo maggio al trentuno ottobre 2015. D’altronde la scuola dell’infanzia e gli asili nido di Reggio Emilia sono passati alla storia come eccellenze assolute nella loro unicità e sono stati presi a esempio persino negli Stati Uniti d’America. Claudia Giudici ha fatto degli asili pubblici della sua città un punto di riferimento; prima di tutto ha puntato sulla formazione del personale, educatori esperti continuamente aggiornati; poi su gli spazi, pensati e organizzati in modo da stimolare la curiosità, la creatività e l’autonomia dei più piccoli e a favorirne la comunicazione con gli adulti attraverso arredi, materiali e oggetti scelti con cura, tenendo conto delle loro qualità estetiche.

Altri aspetti fondamentale: il rapporto con le famiglie, i genitori che portano i bambini all’asilo nido non devono restare fuori dalla porta, il loro contributo è parte del processo di crescita che i bambini fanno con gli educatori; gli spazi-gioco tematici, “atelier” dedicati all’arte, all’ambiente, alla lettura, al cucinare, ecc. L’ attenzione al singolo con i suoi bisogni e necessità è l’obiettivo educativo principale delle scuole dell’infanzia emiliane, ad esempio, sostituire la carne con altri alimenti quando la famiglia chiede di non somministrarla per motivi religiosi o etici e nel caso dei bambini celiaco non si tratta di sostituire un cibo con un altro, ma di avere e cucinare prodotti senza glutine in luoghi e con utensili incontaminati. Ultima novità introdotta proprio quest’anno l’uso delle bacchette per capire non solo come possono essere utilizzate per mangiare ma anche unire usi, costumi e culture diverse. Ma qual è di fatto la formula vincente attuata ormai da anni nelle scuole delle infanzie e negli asili nido del capoluogo emiliano?

Nessuna formula rivoluzionaria, bada bene a ribadire Claudia Giudici, solo l’applicazione delle teorie di Loris Malaguzzi, grande pedagogista italiano morto nel 1994: il bambino al centro del progetto educativo, un bambino che è visto come soggetto attivo e pensante, invece, che come destinatario di un sapere imposto dall’alto. Gli asili a Reggio Emilia stimolano le capacità espressive e creative dei bambini facendoli vivere in ambienti luminosi, aperti, comunicanti tra di loro e in particolar modo in laboratori “atelier” alla presenza di educatori specializzati in attività artistiche e manuali. E per questo che adesso, Claudia Giudici con le sue idee e i suoi asili nido, approda all’Expo 2015, per creare e organizzare le aree ludiche, ricreative e educative dedicate ai più piccoli, forse è meglio dire, per i più piccoli e dei più piccoli.

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