Dal 1994 è comparso in Europa – Vade retro punteruolo rosso. Il Rhynchophorus ferrugineus è un coleottero curculionide originario dell’Asia meridionale e risulta molto dannoso alle piante di palma. I danni più gravi vengono segnalati nei palmeti da dattero egiziani e della penisola arabica. Nel 1994 l’insetto è comparso per la prima volta nel vecchio continente e per essere precisi in Spagna. Dal 2005 in poi è stato segnalato in alcune regioni italiane, come la Sicilia, la Toscana, la Campania, la Puglia e il Lazio. L’insetto vive nella palma ed è qui che compie il suo ciclo vitale. In seguito la femmina della specie va a deporre le proprie uova (circa 300) in piccole cavità del tronco o in corrispondenza delle superfici di taglio delle foglie. Dopo 2-5 giorni dalla ovideposizione nascono delle larve che si introducono nella palma e si cibano dei tessuti della stessa. Le larve si spostano all’interno della palma scavando tunnel e larghe cavità che diventano il luogo ideale per lo sviluppo dell’insetto. L’intero ciclo vitale dura quattro mesi e nella stessa pianta si sovrappongono più generazioni di punteruolo rosso, fino alla distruzione della pianta.

Il punteruolo rosso come “opportunità” – Ecco come muoiono, una dopo l’altra, le palme diffuse soprattutto nelle zone mediterranee e quindi anche in Sicilia. Palermo, Catania, Messina e gli altri centri dell’isola, ormai da un po’ di tempo, devono fare i conti con una situazione molto complicata. Precauzioni e cure sembrano non ostacolare questa piaga e così sono sempre di più le palme tagliate nella loro parte superiore, oppure caratterizzate da uno strano portamento della chioma. Nonostante la realtà dei fatti, molte amministrazioni comunali insistono nel piantare palme. Le pongono sul lungomare o come presidio di civiltà in vari punti verdi cittadini. Lodevole, ma inutile. Oltre alla necessità di riscoprire le piante autoctone di una zona mediterranea come quella siciliana, occorrerebbe correre ai ripari ed evitare di spendere soldi pubblici per alberi che, prima o poi, verranno attaccati dal punteruolo rosso. Dunque, che fare? La soluzione non è quella di piantare “un pilastro di cemento armato” come diceva lo straripante Cetto La Qualunque, bensì posizionare alberi diversi e variegati e riscoprire le origini ambientali della Sicilia. Insomma il punteruolo rosso, sotto alcuni punti di vista, è un’opportunità per ripensare le origini naturali della Trinacria.

Catania, domani i lecci sostituiranno alcune palme – Uno dei primi comuni ad averlo compreso è Catania. La città amministrata dal sindaco democratico Enzo Bianco ha annunciato, tramite un comunicato stampa, che «in piazza Cutelli saranno piantati dodici alberi di leccio negli spazi che ospitavano le palme eliminate – dopo il tragico evento in cui perse la vita una donna – perché infestate dal punteruolo rosso». Il dottore Annibale Sicurella, consulente del sindaco per il verde, si è soffermato sulle particolarità dei lecci che sono stati donati da Farmitalia alla città di Catania: «Il nome scientifico di queste piante è Quercus ilex e gli esemplari che metteremo a dimora nella piazza sono alti oltre due metri. Si tratta di piante definite “a pronto effetto”, cioè capaci di dare già un riscontro paesaggistico. I lecci sono alberi tipici della macchia e del giardino mediterraneo, a crescita lenta, che mantengono un portamento compatto e soprattutto hanno bisogno di pochissima manutenzione. Domani inoltre provvederemo a impiantare questi alberi con un sistema molto utilizzato in Gran Bretagna e che consiste nell’impiego, al posto del classico tutore a tutta altezza che finisce per indebolire il fusto delle piante, di un palo di ridotte dimensioni che blocca soltanto il primo terzo del tronco».

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