Il Quirinale muove le lancette della politica – Un mercoledì di fuoco. Anche se l’Italia è sferzata da pioggia e maltempo, nei palazzi della politica sale la temperatura e nelle prossime ore il clima sarà molto caldo. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, incontrerà alle 18 il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, mentre in serata è prevista la direzione del Partito Democratico. Due ostacoli da superare dopo le conferme arrivate dal Quirinale del passo indietro del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, entro fine anno. È una corsa contro il tempo. Ancora una volta è il capo dello Stato a muovere le lancette della politica italiana e così il premier ha annunciato che entro dicembre il Parlamento dovrà approvare la legge elettorale. Per farlo, però, sembra sia necessaria qualche correzione al famoso Patto del Nazareno. Alcuni accorgimenti voluti dagli spettatori interessati e non dai protagonisti del faccia a faccia, ovvero Renzi e Berlusconi. E infatti il Nuovo Centro Destra dovrebbe avere un ruolo chiave nelle nuove modifiche dell’Italicum.

I mal di pancia di Giachetti e Brunetta – In questi giorni si è parlato di introduzione delle preferenze, soglie al 40 per cento per il premio di maggioranza e sbarramento d’ingresso al 3 per cento. «I candidati saranno scelti con il metodo delle preferenze, a eccezione dei capilista individuati dalle forze politiche per ciascuna delle circoscrizioni che saranno almeno 75 e non più di 100. I capilista non saranno candidabili in più di dieci circoscrizioni», è questo quello che si legge nel documento uscito dalla riunione della maggioranza di larghe intese. Un accordo che non è piaciuto al “renziano” e vicepresidente della Camera, Roberto Giachetti: «Il mix tra preferenze e maxi collegi è un’ulteriore contraddizione, un’altra concessione ai proporzionalisti». A questo mal di pancia va ad aggiungersi quello di Renato Brunetta, il quale senza usare troppi giri di parole ha detto che “Renzi ha buttato via il Patto del Nazareno”. Ma queste parole dovrebbero essere messe da parte. La posta in gioco è troppo alta per i forzisti e così il documento proposto da Berlusconi ai suoi ha incassato il via libera dei componenti, anche dell’ala che fa riferimento al “dissidente” Raffaele Fitto.

La minoranza Pd pensa al dopo Italicum – Nel Partito Democratico, invece, le perplessità non arrivano soltanto da Giachetti, ma in serata dovrebbero esternare il loro ennesimo fastidio anche le cosiddette minoranze. Cuperliani e civatiani sono pronti a dare battaglia sul nuovo Patto del Nazareno. Ieri sera, a tal proposito, Matteo Renzi ha lanciato una frecciata alle opposizioni: «Se si chiama minoranza c’è un motivo ed è perché ha perso. Non abbiamo fatto tutto questo lavoro per far scrivere la legge di Stabilità a Fassina e quella del lavoro a Damiano». Parole destinate a rendere infuocata l’assemblea del Pd di questa sera, ma l’impressione è che le minoranze stiano già pensando al dopo. Si, dopo l’approvazione della legge elettorale il mondo della politica si guarderà intorno e in base alle esigenze numeriche dettate dall’Italicum, si formeranno alcune nuove formazioni politiche. Se quasi tutta Scelta Civica e una parte del Nuovo Centro Destra guardano con sempre maggiore interesse al Partito Democratico di Matteo Renzi, a sinistra nascerà, in breve tempo, un soggetto politico. Ci stanno lavorando Landini, Civati, Fassina, Vendola e ben nascosti anche Bersani e D’Alema, pronti a tirarsi indietro se dovessero avere il sentore di un’idea fallimentare.

Dietro l’angolo c’è la Terza Repubblica – I tempi sembrano maturi e il leader della Fiom, Maurizio Landini, dovrebbe essere il simbolo di questo nuovo soggetto politico che rinnegherebbe il sogno ulivista di Romano Pordi e quello riformista di una sinistra europea. Sarebbe un partito di sinistra radicale, alternativa. Da Bertinotti a Vendola fino a Landini e Civati. Il Patto del Nazareno 2.0 è pronto ad accelerare il progetto di una parte dei progressisti italiani. La Terza Repubblica è dietro l’angolo, ma nella curva finale potrebbero esserci degli incidenti imprevisti. Per questo è ancora tutto possibile. La prudenza sarà massima, ma le lancette del Quirinale scorrono inesorabili. Per questo motivo serve prendere una decisione in breve tempo. Bisognerà usare l’intelligenza e mettere da parte l’istinto e infatti, in queste ore, gli istintivi per eccellenza della politica italiana non rilasciano nessuna dichiarazione.

Foto Roberto Monaldo/LaPresse

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