La Sicilia e il problema del “traffico” – «Il problema di Palermo è il traffico», e noi aggiungiamo di tutta la Sicilia. Era una delle battute più celebri del film “Johnny Stecchino” con uno straripante Roberto Benigni. In realtà il regista toscano non si sbagliava. Il traffico rimane una piaga di questa bellissima terra. Una zavorra che ostacola il normale percorso amministrativo della regione. Si, ma che avete capito? Non mi riferivo al traffico automobilistico, che rappresenta un capitolo a parte per tutta l’Italia. Parlo del traffico causato da una miriade di consulenti e collaboratori esterni, che intasano il normale percorso della politica della Trinacria. Ostacolano nel senso che intascano cospicue somme di denaro, che soprattutto in un momento come quello attuale potrebbero essere utilizzate per fare altro. Bloccano la politica che viene privata di risorse fondamentali per il bene del territorio. Ma è qui che sta il bello. Come spesso accade nel traffico automobilistico, sono i protagonisti principali a creare l’ingorgo. Si, in questo caso sono proprio i politici siciliani a contribuire a bloccare la situazione.

Tutti i consulenti di Crocetta – Come ha documentato il quotidiano regionale “Live Sicilia”, i consulenti e i collaboratori del governo di Rosario Crocetta e dell’Ars sono più di 100 per un costo che supera i 400 mila euro lordi al mese. Spesso e volentieri questi consulenti sono semplici “ripescati” della politica. Ex assessori, ex componenti degli uffici di gabinetto, ex trombati che per magia non sono più “ex” quando gli viene affidato un nuovo incarico. È il caso di Salvatore Calleri, scartato nell’ultimo rimpasto e recuperato come consulente giuridico con particolare attenzione alla gestione dei beni confiscati. Ma il governatore Crocetta, che alcuni con malizia chiamano “Cetto Crocetta”, ama circondarsi di molti consulenti. Si tratta di Antonello Pezzini, superconsulente per il Patto dei sindaci, che aveva lasciato la Sicilia dopo qualche battibecco con l’ex assessore Marino. E come con citare Sami Ben Abdelaali, esperto del presidente per i rapporti con i paesi del Mediterraneo, del mondo arabo e dell’Africa, una volta componente del regime dittatoriale di Ben Ali, in Tunisia. Infine ci sono il costituzionalista Giuseppe Verde, che è invece il responsabile del Sepicos (organo di controllo delle performance regionali chiuso qualche anno fa per la sua inutilità) e Salvatore Parlato ricopre l’incarico di consulente del governatore dopo l’addio alla giunta di Luca Bianchi.

I politici dell’Ars e i collaboratori esterni. Ma quanti sono? – Neanche gli assessori vogliono privarsi dei loro “preziosi” consulenti e così l’Ars ha stanziato in bilancio una cifra che sfiora i 3,5 milioni di euro. In verità è in calo di circa 300 mila euro rispetto al passato, ma al momento, tra i corridoi di Palazzo dei Normanni, transitano addirittura sessanta consulenti esterni. Che confusione, che traffico. Servirebbe un vigile, a patto che non venga pagato con altri soldi pubblici, è chiaro. Magari un volontario. Si, lo so. È pura utopia. Soprattutto se si va a vedere che il fascino poco discreto di consulenti e collaboratori ha colpito tutti: il presidente Ardizzone, dell’Udc, può contare su quattro collaboratori “addetti alla segreteria”. Il loro contratto prevede dodici mensilità e il compenso lordo oscilla tra i 2.500 euro e i 2.750 euro. Poi c’è l’onorevole del Megafono Salvatore Oddo, che in segreteria vanta ben 13 collaboratori esterni. Neanche fosse il presidente degli Stati Uniti! L’ex grillino e vicepresidente dell’Ars, Antonio Venturino, fa riferimento a cinque “addetti alla segreteria”. Franco Rinaldi del Pd, invece, ne ha 10 di collaboratori e il suo collega di partito, Anthony Barbagallo, ne ha sei. A distanza di ventitré anni, il film “Johnny Stecchino” è uscito nel 1991, il problema della Sicilia rimane “il traffico”, si ma di consulenti e collaboratori esterni.

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