L’accordo che preannuncia un’intesa più importante? – Da qualche giorno, ormai, i duri attacchi di Beppe Grillo sono passati in secondo piano. Anzi, a dire la verità, l’ex comico genovese non esterna più le sue colorate affermazioni contro il governo di larghe intese e il sistema in generale. È andato in letargo? Difficile dirlo, ma qualcosa, forse, bolle in pentola. Un silenzio che ha prodotto un incredibile accordo tra Partito Democratico e Movimento Cinque stelle, i quali sono riusciti a far eleggere i propri candidati alla Consulta e al Csm. Wow, chi l’avrebbe mai detto. Forza Italia è rimasta a guardare e i due acerrimi nemici hanno raggiunto un’intesa in grado di sbloccare una situazione che aveva oltrepassato i limiti della decenza. Il risultato politico di questo accordo è fondamentale e forse può aprire nuovi scenari in vista dell’elezione del presidente della Repubblica. Si, perché Giorgio Napolitano nelle prossime settimane dovrebbe fare un passo indietro.

L’intuito di Parisi e le difficoltà di Berlusconi – A capirlo prima di tutti è stato l’ex ministro Arturo Parisi, uno degli ideologi del Partito Democratico e forse una delle poche personalità che dentro di se si è sentita sempre e solo “democratica”, senza bisogno di aggiungere altri aggettivi del Novecento. Ma questa è un’altra storia. Secondo il professore «è accaduta una cosa enorme. Berlusconi non governa più i suoi, il patto del Nazareno è messo a dura prova e in prospettiva per il Pd diventa impossibile votare il presidente della Repubblica soltanto con Forza Italia…». In effetti Berlusconi non riesce a tenere più le redini del suo partito, per la gioia di Angelino Alfano e del progetto del Nuovo Centro Destra. E allora si potrebbero aprire, in vista dell’immediato futuro, nuove prospettive politiche. Non certo caratterizzate dagli streaming, che si sono dimostrati inutili e inefficaci teatrini. Però nelle stanze della politica romana potrebbe nascere una sorta di accordo in vista dell’elezione di un nuovo Capo dello Stato.

Fucile messo da parte, per vari motivi – Tutto è possibile. Certo un’intesa del genere porrebbe fine al governo di larghe intese e al Patto del Nazareno. Quindi potrebbe nascere in seguito, quando verrà approvata la famosa legge elettorale. Si tratta di semplici ipotesi nel mondo della politica italiana, ma Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio già pregustano un ruolo da protagonisti nella scelta del futuro inquilino del Quirinale. Quindi è meglio mettere da parte il fucile dei “vaffanculo”. Non è prudente, almeno per il momento. Non lo è stato durante l’elezione dei membri del Csm e della Consulta e ha funzionato. Grillo e i suoi hanno tirato i remi in barca. Non si sa per quanto tempo, forse fin quando tornerà la forte corrente. Chissà. In realtà oltre ad aver messo in un angolo il fucile dei “vaffanculo”, Beppe Grillo ha esaurito le cartucce. Si, perché le recenti proteste sindacali hanno canalizzato quel consenso tanto caro al Movimento Cinque Stelle verso il leader della Fiom, Maurizio Landini, che da sinistra può essere la soluzione per ridimensionare l’avanzata degli stellati. La semplicità, la passione e le storiche lotte di Landini sono ben viste da una parte dell’elettorato grillino e se dovesse nascere un nuovo soggetto politico a sinistra, con a capo l’esponente della Fiom, sarebbero guai per Beppe Grillo e la sua creatura. Soprattutto in questo momento in cui le cartucce dei “vaffanculo” sono finite e il M5s appare come uno dei tanti partiti del Parlamento italiano.

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