Far convivere le emozioni della storia, dura e inevitabile, e le ali leggere della fantasia non è sempre facile per uno scrittore. E’ quello che è riuscito a fare con maestria Donato Di Capua, artista di Pietragalla, che ha appena dato alle stampe il suo secondo romanzo “Giocando con le spade di legno”, edito da Kimerik. Il romanzo ha recentemente ricevuto un importante riconoscimento letterario, la vincita della 41° edizione del Premio Letterario La Ciociara ed è ambientato nel periodo del Brigantaggio e dell’Unità d’Italia. Il protagonista della storia è Donato, figlio di contadini della Lucania, nato e cresciuto tra la vita dura dei campi; un ragazzo che cresce portando avanti con forza i valori di lealtà e dignità, messi a dura prova a volte dall’asprezza e dalla crudeltà dei proprietari terrieri. Una vita vissuta all’insegna del coraggio, dell’onore e dell’altruismo, sentimenti arricchiti da un ingrediente fondamentale: l’amicizia per Carmine, un compagno di lotta e di condivisione, sia di emozioni che di avventure.

Lo scrittore regala una scrittura semplice, scorrevole, arricchita da alcuni dialoghi dialettali e proverbi popolari; tra le righe si evidenzia il bisogno di spaziare, senza limiti, senza un filone che intrappoli in un ambito specifico: «Mi piace andare a briglia sciolta in un mondo fantastico chiamato scrittura…», ci confessa lo stesso Di Capua. L’autore nel romanzo ha deciso di guardare al periodo che precede l’unificazione italiana, nel quale i briganti si muovono come delinquenti da condannare, e l’ha fatto ribaltando la prospettiva. Ha parlato di uomini alla ricerca di libertà, alla riconquista della loro dignità umana, delle più belle emozioni di cui ogni giorno venivano privati. Tutto questo gli era tolto dal grado più alto della scala sociale, da quello che si chiama potere, inalterato ed intoccabile. Nessuno dei due protagonisti è predominante perché entrambi inducono riflessioni.

La storia è fatta di eventi ma la spiegazione di essi non risiede sempre e solo nei documenti: «Forse è anche in noi e abbiamo il dovere morale di gridare al mondo la nostra storia. Per fare questo ha scelto Carmine e Donato», dichiara lo scrittore. E in “Giocando con le spade di legno”, si intreccia un sogno costruito di semplicità, di legno. Due piccole spade che tagliano l’aria che combattono senza mai sfiorarsi; sono quelle di Carmine e Donato. Svettano tra il grano e nel cielo e sognano la libertà. Mai si incrociano, si incoraggiano a vicenda. Mai si voltano le spalle se non per dividersi con la consapevolezza di ritrovarsi, di essere in fondo un’unica entità alimentata dalla forza di sognare un domani migliore. Lo scrittore aveva già affascinato i lettori con il romanzo d’esordio “Il buio della mente, la luce nell’anima” (sempre edito da Kimerik), vincitore di numerosi premi. Un libro che lo ha fatto conoscere come scrittore emergente, ma lo ha lanciato immediatamente nel mondo della scrittura d’autore. Due grandi successi che sicuramente sono solo l’inizio di un lungo cammino.

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