L’intesa tra Bianco e Renzi – Catania come Firenze? Più o meno. Le due città italiane sono molto distanti dal punto di vista geografico, ma in ambito politico e amministrativo tendono ad avvicinarsi sempre di più. Nelle scorse settimane avevamo sottolineato la “vicinanza” del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al sindaco catanese Enzo Bianco. Un dialogo iniziato dopo le difficoltà della gestione del Partito Democratico in Sicilia. Un confronto che non si è concluso, ma continua tra il segretario dei democratici e l’esponente liberal del Pd. Ancora Bianco non è il punto di riferimento del premier nell’isola, ma è noto che i due si stimano e non poco. A tal proposito non è un caso la nomina di Enzo Bianco come presidente del Consiglio nazionale dell’Anci nel corso dell’assemblea congressuale dell’associazione dei comuni. Una scelta non banale. Il Pd targato Renzi ha preferito il sindaco etneo al primo cittadino di Roma, Ignazio Marino, che non gode di grande popolarità e stima nella segreteria di via del Nazareno.

«Un servizio comodo e veloce» – Al di là dell’aspetto politico, c’è qualcosa di molto più pratico che accomuna l’ex sindaco di Firenze con l’attuale sindaco di Catania. Si tratta della scelta del comune siciliano di introdurre i biglietti e gli abbonamenti elettronici per quanto concerne il trasporto pubblico. La notizia è stata data ieri nel corso di una conferenza stampa in cui erano presenti, a Palazzo degli Elefanti, il sindaco Enzo Bianco, il presidente dell’Amt Carlo Lungaro, l’assessore alla Mobilità Rosario D’Agata, il direttore tecnico dell’Amt Salvatore Selvaggi, Luciano Pulvirenti responsabile servizi informatici, Vincenzo Villani, Enzo Papetti e James Adriani Pagliotti funzionari di Banca Sella, istituto bancario che ha elaborato l’applicazione per tablet e smartphone “Up mobile”. «Un passo in avanti – ha detto il sindaco – sul piano della modernizzazione e dell’innovazione. E’ un servizio in più, comodo e veloce, da offrire ai tantissimi cittadini che ormai utilizzano quotidianamente telefonini e tablet». Mentre «biglietti e abbonamenti cartacei – ha sottolineato Lungaro – continueranno a essere validi, ma è indubbio che il nuovo servizio offrirà vantaggi sia a chi lo utilizzerà, in termini di tempo e comodità, sia all’azienda in termini di efficienza e ottimizzazione delle risorse».

Il biglietto catanese e quello fiorentino – Già, ma come funziona il nuovo servizio offerto dal comune di Catania? Alla conferenza stampa hanno spiegato ogni passaggio nel dettaglio: «Ai possessori di smartphone o tablet basteranno la connessione a internet, un indirizzo email e una carta di credito. Dopo aver installato l’app, bisognerà seguire l’iter suggerito, configurando il proprio account per velocizzare i pagamenti. I dati della carta di credito sono protetti da un codice personale (codice Up) e sono memorizzati sul server sicuro di Banca Sella. Dopo l’acquisto scorrerà sul display la ricevuta e sarà visibile il “QRcode” da mostrare ad un eventuale controllo. Il biglietto è attivo dopo due minuti dall’acquisto e quindi va fatto poco prima di salire sull’autobus. Procedura simile per il rinnovo dell’abbonamento, che si potrà effettuare senza la necessità del tagliando cartaceo. Con il nuovo sistema, precisano dall’azienda, sarà inoltre possibile offrire incentivi in base al numero di rinnovi e verificare la fedeltà dell’abbonato». Grandi similitudini con Firenze, perché nel capoluogo toscano era stata la vecchia amministrazione guidata da Matteo Renzi a introdurre la possibilità per i cittadini di comprare il biglietto tramite cellulare. Sui bus elettrici di Firenze, infatti, è possibile salire senza comprare un biglietto cartaceo. Alle fermate si trova un cartello con un numero, 4880105, a cui si deve inviare un messaggio con scritto “Ataf”. Dopo qualche istante si riceve la risposta che si deve mostrare al controllore ed è possibile salire sul bus. Il costo è di 1.50 euro. A quanto pare, con piccoli gesti, Firenze e Catania tendono ad avvicinarsi e non solo dal punto di vista politico.

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