Notte da tregenda a Messina – Potenti raffiche di vento, pioggia forte e incessante, fulmini, mare in tempesta. In città e in provincia danni nelle strade e nelle case. Almeno cinque le auto gravemente danneggiate dagli alberi abbattuti nel capoluogo, mentre sulla costa jonica, da Scaletta a Taormina, sono state decine gli alberi che hanno impedito la circolazione sulla statale 114. Viabilità ripristinata grazie alle transenne attorno agli alberi sradicati, ma si consiglia di muoversi con prudenza lungo l’Orientale Sicula. Dove i disagi maggiori si riscontrano a Galati Marina e a Santa Margherita, a causa delle forti mareggiate, con onde fino a quattro metri, che hanno allagato la strada e alcune case affacciate su di essa. La furia del mare ha reso impraticabile il porto di Tremestieri, al quale, per la verità, basta poco per riempirsi di sabbia data la qualità del progetto e dei lavori con cui è stato realizzato. Le navi, comunque, sono state dirottate al porto di Messina e sono le uniche che, pur con difficoltà, stanno continuando a solcare lo Stretto. Aliscafi e imbarcazioni veloci, per Reggio e per le Eolie, restano al sicuro negli ormeggi.

Oggi città paralizzata – Dalla serata di ieri i Vigili del Fuoco hanno registrato oltre 70 interventi, mentre il trasporto pubblico in città resta difficoltoso. Linea del tram sospesa e sostituita dagli autobus, che però non raggiungono le zone collinari. Sensata, a questo punto, la chiusura di scuole e università stabilita dal sindaco Accorinti anche per oggi. La situazione della viabilità avrebbe altrimenti raggiunto alti livelli di criticità. Chiuso, sempre per ordinanza del Comune, anche il cimitero, nella cui zona gli allagamenti delle strade sono più rilevanti del consueto, dato che lì, quando piove, l’acqua sale puntualmente. Difficoltà anche nel trasporto ferroviario, con ritardi consistenti fin da stamattina. Sia in direzione Palermo sia in direzione Catania. Verso il capoluogo regionale, infatti, nella notte si è allagata la galleria peloritana, causando anche danni elettrici. Le corse hanno potuto iniziare con circa due ore di ritardo, ma numerose sono le soppressioni dei regionali per Palermo e per Milazzo. Verso la città dell’Etna, invece, nessuna cancellazione, ma ritardi elevati a causa di interruzioni elettriche alla stazione di Contesse, oltre agli alberi che nella notte sono caduti tra Letojanni e Alcantara.

No, la Madonnina no! – Colpito duramente anche il simbolo di Messina. La statua della Madonnina che accoglie le navi all’entrata del porto è rimasta seriamente danneggiata, probabilmente dalla potenza del mare: divelte la “o” di “vos” e la “p” di “ipsam” nella frase di benedizione tanto cara ai messinesi, “vos et ipsam civitatem benedicimus”. Vedremo quanto passerà prima che questo cardine dell’identità cittadina venga riportato alla normalità. Ma il mare non si è fatto sentire solo nella zona sud di Messina, perché anche a Paradiso le onde hanno superato la spiaggia e raggiunto la pista ciclabile, obbligando alla chiusura della 114 di prima mattina, intorno alle 5. E in questo disastroso scenario, non poteva mancare l’immondizia, che ha invaso soprattutto le strade di Pistunina, dov’era ammassata da giorni a causa della chiusura della discarica di Mazzarò. Addetti di MessinAmbiente all’opera, in attesa che dal centro di raccolta di Catania arrivi l’ok al conferimento dei rifiuti messinesi. Cosicchè, quando tornerà il sole, non si dovrà passare dall’emergenza maltempo all’emergenza “munnizza”.

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[Foto copertina di Simona Piraino]

[Santa Margherita, Messina Fotogallery di Marina Morabito / Blogtaormina ©2014]

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