L’azzeramento delle indennità – Il ddl del ministro Boschi sulle riforme costituzionali approvato in prima lettura in estate, com’è noto, prevede, tra le varie misure, anche l’abolizione del Cnel. Un processo, salvo imprevisti, irreversibile. In attesa che la legge compia il proprio iter parlamentare, è comparso un provvedimento nella Legge di stabilità che potrebbe anticipare l’azzeramento di tutte le indennità ai membri del consiglio e al presidente già a partire dal gennaio prossimo. Una decisione che ha fatto sobbalzare dalla sedia i membri del Cnel, i quali in questi giorni hanno presentato in audizione alla commissione Bilancio un documento in cui informa che «si riservano la facoltà di impugnare per incostituzionalità la parte della manovra che surrettiziamente sopprime anticipatamente l’ente eludendo le procedure previste dalla Costituzione». Il presidente, Antonio Marzano, e gli altri esponenti del Cnel non ci stanno e hanno dichiarato la loro disponibilità a esercitare la funzione senza alcune indennità di carica. Buoni propositi, ma forse è troppo tardi.

Un “parcheggio di elefanti” – Come ha detto l’editorialista del Corriere della Sera, Sergio Rizzo, nel suo ultimo libro edito da Feltrinelli, “Da qui all’eternità. L’Italia dei privilegi a vita”, «per rimettere in moto l’Italia si devono mettere in discussione i privilegi eterni, occorre abbattere le rendite parassitarie. Cambiare le regole assurde che rischiano di distruggere il Paese». Il Cnel, a quanto pare, è un elemento dell’insieme che prende il nome di “privilegi eterni”. Previsto dalla Costituzione e istituito nel 1957 come stanza di compensazione fra le istanze delle varie forze sociali, un tavolo per far dialogare datori di lavoro e sindacati e produrre proposte di legge. Oggi, invece, come fa notare Sergio Rizzo, si è trasformato in “un cimitero di elefanti” dove vengono parcheggiati professionisti delle associazioni datoriali e soprattutto sindacalisti. Il loro stipendio è di 2.130 euro lordi al mese. È quello che spetta a un consigliere del Cnel e a questo vanno ad aggiungersi i rimborsi spese. Nel 2013 sono stati 3.282.000 per i residenti fuori Roma che si recano a Villa Lubin, sede del Consiglio.

Tra documenti e consulenze esterne – Wow! Cifre rilevanti per produrre dei documenti e per la precisione, dal 1958 al 2013, ne sono stati scritti 970. Sono stati degli scritti utili? I dubbi sono parecchi, considerando che si è lavorato su statistiche del trasporto merci e altro. Poca roba. Mentre ogni quattro anni il Cnel partorisce una proposta di legge e mai nessuna di queste è stata approvata. Sarà la sfortuna. Però, ad essere maliziosi, si potrebbe dire che non viene fatto chissà quale lavoro al Cnel. E proprio per questo non si capisce per quale motivo il Consiglio, tra il 2008 e il 2013, ha distribuito 104 consulenze a singole persone per una spesa di 2.262.000 euro. Ma come? Con tutti quei membri ed esperti c’è bisogno di consulenze esterne? Non finisce qua, perché sempre dal 2008 al 2013 i membri del Cnel si sono fatti diversi viaggetti. In Italia ben 55 e all’estero 147. Quello che si fa in queste “missioni” non è niente di particolare: incontri con i colleghi stranieri, conferenze, riunioni e assemblee.

Trenta sindacalisti tra i consiglieri del Cnel – Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, negli ultimi mesi ha avanzato l’ipotesi di eliminare il Cnel, perché è un ente poco utile e lavora abbastanza. Difficile dargli torto, eppure i sindacati non sono d’accordo con le parole del premier. In tempi non sospetti, era il 27 marzo del 2014, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil chiedevano al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e al presidente Renzi di riformare e non abolire il Cnel: «Pur condividendo la valutazione negativa data dalla commissione per le riforme costituzionali all’attuale configurazione del Cnel ritengono, così come parte della medesima commissione, che esso debba essere oggetto di un’ampia riforma ma che non debba essere soppresso». Prese di posizione che non sorprendono, perché fra i consiglieri del Cnel ci sono trenta sindacalisti. Si va dal vicepresidente Salvatore Bosco della Uil a Giorgio Alessandrini, ex segretario generale della Cisl sanità che è consigliere del Cnel da circa venti anni. I cosiddetti esperti, invece, vengono scelti dalla politica. Si tratta dell’ex deputato del Pci Giorgio Macciotta e Paolo Uggè, sindacalista nel settore degli autotrasporti ed ex sottosegretario ai Trasporti nel governo Berlusconi. La lista, purtroppo, è lunga. Come non menzionare Bruno Storti, tre legislature alla Camera e 18 anni da segretario generale della Cisl e Pietro Larizza, per otto anni capo della Uil e sfortunato candidato nelle liste dei Democratici di Sinistra. Insomma, perché eliminare questo comodo e affollato parcheggio di cemento e sostituirlo con un parco verde e alberato?

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