Il “progresso” della Roma – Dal “tiro a bersaglio” a “porta romana”. È stato questo il progresso della Roma contro i campioni tedeschi del Bayern Monaco. La formazione di Guardiola è stata meno spietata rispetto al match di qualche giorno fa, dove si era imposta all’Olimpico per 7-1 e davanti al proprio pubblico ottiene, come si dice nel gergo calcistico, il massimo risultato con il minimo sforzo. L’incontro è stato deciso dalle reti del francese Frank Ribery e del tedesco Mario Gotze. I bavaresi hanno controllato la partita e hanno costretto la Roma, per quasi tutti i 90 minuti, a giocare nella propria metà campo. Gli uomini di Garcia hanno fatto fatica a ripartire e forse sono arrivati in Germania storditi e ridimensionati dopo l’umiliazione dei sette gol. Comprensibile. Il tecnico francese si è detto soddisfatto di alcuni progressi dei suoi giocatori e considerando l’incredibile sconfitta del Manchester City contro il Cska Mosca per 2-1, adesso la formazione capitolina è seconda in classifica, a pari punti con gli inglesi, e padrona del proprio destino.

Dal “tiki taka” al “porta romana” – È una consolazione. Un punto da cui ripartire. Meglio lasciarsi alle spalle il doppio incontro con il Bayern Monaco, che in questo momento della stagione è una squadra imbattibile. Per un simile motivo la Roma si è accontentata a giocare a “porta romana”. Una tradizione che affonda le proprie radici nei cortili e nelle piazze italiane. Tutti in campo, in una piccola porzione di campo, uniti dall’obiettivo di fare gol al portiere di turno. Le azioni devono avvenire con passaggi spettacolari, senza che la palla tocchi terra. Un vero e proprio assedio all’estremo difensore, che ruota in base agli errori dei giocatori. Ecco, ieri sera, più o meno, è successa la stessa cosa. La Roma ha assistito alle azioni del Bayern senza riuscire a replicare in modo convincente. Non si trattativa del “tiki taka” che mister Guardiola ha fatto conoscere nel Barcellona. È la tattica della “porta romana”. Divertirsi, chiudere l’avversario nella propria metà campo e fare qualche gol senza affondare il colpo finale.

I limiti della Roma e le parole di De Rossi – La Roma ha assistito impotente allo schema e le parole di Daniele De Rossi sono state emblematiche: «Ce l’abbiamo messa tutta. L’abbiamo affrontata diversamente rispetto all’andata, abbiamo ammesso che loro sono più bravi e abbiamo preso le contromisure ma non è bastato, anche se abbiamo fatto una diversa figura. I primi tempi con Bayern e Napoli sono episodi, perché questa squadra ha abituato a ben altre prestazioni: quella di oggi era una partita impossibile e si riparte da domenica, che forse è ancora più importante. Non dimentichiamo che ci mancano giocatori fondamentali, ma è riduttivo parlare di loro, l’organico è forte anche così e può fare un grandissimo campionato». Già, con il Bayern la Roma ha scoperto i propri limiti. Si è resa conto di essere una squadra, al momento, con le potenzialità adatte per vincere il campionato e non certo la Champions League. Per la coppa dalle grandi orecchie ci vuole tempo. I giocatori giallorossi devono imparare a giocare a “porta romana” e soltanto dopo potranno dire la loro in Europa. Fino a quel momento meglio concentrarsi su altri obiettivi.

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