Senza ombra di dubbio il mese di novembre ci ha dimostrato che l’estate è finita e lo ha fatto nel peggiore dei modi investendo l’isola con piogge torrenziali e venti che poi mostrano i loro effetti consequenziali: alberi divelti, strade allagate, frane e smottamenti. Tutto questo, oltre agli evidenti disagi alla circolazione ferroviaria e stradale, può anche mettere a repentaglio l’incolumità pubblica, come accaduto qualche giorno fa a Catania, quando una signora ha perso la vita a causa della caduta di un albero. Stamane la situazione in alcune zone della Sicilia orientale destava molta preoccupazione: l’autostrada A 18, non lontano dallo svincolo di Giarre, si presentava totalmente allagata tanto da assomigliare a una piscina e non a una delle più importanti arterie siciliane. C’erano rami di alberi sulla carreggiata caduti a causa del forte vento e smottamenti e frane dovute alle copiose precipitazioni, tanto che si è reso necessario l’intervento in più punti delle squadre dei vigili del fuoco e degli operai della manutenzione.

Svariate pattuglie della polizia stradale hanno garantito il controllo e la sicurezza e alleviato i disagi degli automobilisti incolonnati a causa dei rallentamenti. Ma tutto ciò può essere davvero definito “casuale e totalmente imprevedibile?”. Assolutamente no! Se è vero che alcune concause sono da ritenersi “pure coincidenze” è pur vero che il tempo meteorologico non è più quello di una volta e oramai  le stagioni risultano stravolte rispetto al passato. Dobbiamo abituarci ad avere a che fare, con una certa “regolarità”, con delle condizioni meteo “proibitive” e alle conseguenze connesse. Oggi, inoltre, rispetto al passato abbiamo a disposizione tutta una serie di metodologie scientifiche, che ci consentono di effettuare delle previsioni con una buona dose di attendibilità! Ovviamente sarebbe impossibile monitorare tutto il territorio siciliano, anche per via dei costi che risulterebbero proibitivi. Ma cosa è stato fatto di concreto a protezione della popolazione civile per evitare il ripetersi di  tragedie come quelle di Giampilieri e Scaletta Zanclea? Poco o nulla.

Si lavora sempre per “tamponare le emergenze”, ma come la mettiamo con la prevenzione? La caduta di alcuni massi lungo la strada statale 114 nella zona di Capo Taormina, come documentato da Blogtaormina, avrebbe dovuto ricordarcelo. Invece niente! Dopo la rimozione dei macigni e un rattoppo lungo la rete paramassi (avvenuti perlomeno in tempi celeri), nulla di più. Basta volgere lo sguardo in alto per rendersi conto che il costone roccioso risulta essere “altamente instabile”, soprattutto in caso di ulteriori nubifragi. A riguardo si è anche pronunciato il professore Franco Ortolani, che con l’autorevolezza e competenza che gli è propria ci ha messo in guardia sui possibili rischi che corriamo. In un contesto del genere non vorremmo essere considerati delle “Cassandre o dei gufi”.

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[Frana A18 Giarre, Foto di Ernesto Fichera/Blogtaormina ©2014]

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