Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa, è una cittadina patrimonio dell’umanità dal 2002, conosciuta grazie all’antica area di Pantalica, che dista solo un paio di chilometri, ed è la più grande necropoli del Mediterraneo con le sue 5 mila tombe a grotticelle artificiali e per il suo Teatro Greco che domina tutta la Valle dell’Anapo, è sede dal 1997 dell’unico Museo dell’informatica funzionante in Italia. Voluto fortemente e realizzato dai ragazzi guidati da Gabriele “Asbesto” Saverio che con enormi sacrifici e piccole donazioni private hanno realizzato il loro sogno, il Museo è un virtuoso esempio di puro volontariato. Tre organizzazioni, infatti, il Freaknet Medialab, il Dyne.org e il Poetry Hacklab, eccellenze in Italia in campo informatico, capitanate da uno dei più importanti maghi dei computer, appunto Gabriele “Asbesto” Zaverio, tengono aperto il museo a loro spese dopo averlo organizzato.

L’idea principale è quella di recuperare e classificare macchine storiche, con il loro software e la documentazione disponibile, una sorta di percorso storico che attraversa l’evoluzione dei computer, dalle macchine elettromeccaniche attraverso i primi computer meccanici a quelli più moderni e tecnologicamente avanzati, digitali ed elettronici. Oltre duemila computer per lo più funzionanti, utilizzabili dai visitatori, o via internet attraverso i link nelle pagine web del laboratorio Poetry Hacklab. Un museo che preserva, ripara e digitalizza, condividendo in rete, un patrimonio storico fatto di hardware ma anche di documentazioni software, che altrimenti andrebbe perso o disperso in vari luoghi. Il museo d’informatica di Palazzolo Acreide si propone soprattutto di essere “un luogo di formazione che proietti i giovani verso un futuro diverso, più costruttivo, remunerativo e appagante”, un luogo dove si può ricostruire, ad esempio, come si sta facendo in questi giorni un Apple 1 o di studio e approfondimento dal “vivo” della memoria storica fatta di bit e di cultura liquida. Come dice lo stesso Asbeso in una recente intervista:

«Un museo del genere ci motiva e ci fa pionieri di un’area museale unica ed emergente. Dopo aver visto alcuni musei simili all’estero, ci rendiamo conto che alcuni pezzi da noi reperiti e aggiustati rendono il nostro Museo un’eccellenza nel settore». D’altronde macchine come i Commodore, o l’Olivetti Divisumma 14, o ancora l’Hewlett Packard HP-85B, sono “pezzi d’arte” che fanno impazzire gli appassionati del settore. Non mancano poi tutti i sistemi operativi disponibili, VMS, Inx, AIX, Solaris, Digital VAX, IBM RS 6000; i linguaggi di programmazione tra cui ADA, LISP, COBOL, ALGOL; e per la gioia di grandi e piccini un’immensa collezione di programmi e giochi storici. Il museo come abbiamo detto vive esclusivamente di donazioni e grazie alla disponibilità gratuita del gruppo fondatore, ma visto l’alto valore storico, educativo e anche turistico dovrebbe essere sostenuto dalle istituzioni pubbliche. Il Museo dell’informatica di Palazzolo Acreide si trova in Via Carnevale, 17, si può visitare tutti i mercoledì dalle 15.30 alle 18.30, si possono concordare visite in altri orari contattando l’indirizzo email museo@freaknet.org o telefonando allo 0931-1845849.

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