Le intenzioni del Crocetta ter – Quando Rosario Crocetta, in campagna elettorale, prometteva di “rivoluzionare” la Sicilia, si riferiva anche a tutti gli sprechi della regione. Le situazioni dei forestali e della formazione erano citate, spesso e volentieri, come due contenitori da risanare. Oggi che l’ex sindaco di Gela è diventato governatore, quel risanamento promesso non è avvenuto. Almeno per il momento. “U presidenti si scuddau”, è il commento dei pensionati che la mattina si incontrano su una panchina e commentano, giornale alla mano, i fatti del giorno. Chissà come replicherebbe il vulcanico governatore della Sicilia, speriamo non denigrandoli e considerandoli dei “mafiosi”. Sono soltanto dei vecchietti con la coppola e le bretelle, la divisa tipica dei siciliani di una certa età. Il Crocetta ter, nelle intenzioni del suo attore principale, dovrebbe essere il governo delle riforme e del rilancio della Sicilia. “Picchi fino a ora babbiamu?”. E così il presidente ha promesso un’operazione verità sui forestali e un rilancio di questa figura sul territorio regionale.

I forestali e l’obiettivo del governatore – A tal proposito Crocetta ha detto: «Un grande progetto per utilizzare al meglio i lavoratori forestali con l’obiettivo di salvaguardare il territorio per anni devastato e sottoposto a un notevole rischio ambientale e intanto un grande operazione verità: scopriremo che non è vero che in Sicilia il settore costa di più che in altre Regioni, anzi in Lombardia le cose non funzionano cosi perfettamente come vogliono fare credere. I forestali possono diventare una grande risorsa per la Sicilia, abbiamo già cominciato a mettere ordine riducendo la spesa corrente da 400 a 200 milioni di euro con progetti produttivi per investimenti per ulteriori 90 milioni». Ma come? Prima bisognava disboscare la giungla dei forestali e adesso occorre dimostrare che la Lombardia ha più spese della Sicilia? A cosa serve una gara tra chi è più spendaccione? I propositi del vulcano siculo erano altri. Gli obiettivi erano di sfoltire l’esercito dei forestali e renderli più funzionali alle esigenze dell’isola. Un’operazione delicata e al momento Crocetta, nonostante sia riuscito a respingere la mozione di sfiducia, non sembra avere la forza di realizzare un’impresa del genere e forse per un motivo del genere ha cambiato “idea”.

La tattica del presidente – Altro tema è quello della formazione. Con dipendenti non pagati da circa 24 mesi, il presidente promette, da un po’ di tempo, la soluzione del problema. In realtà non è cambiato nulla e i dipendenti della formazione si sono spazientiti. Allora, per cercare di calmare le acque, il governatore ha dichiarato: «Abbiamo già pronti 10 milioni per finanziare la cassa integrazione ai dipendenti degli enti di formazione professionale». Soldi che potrebbero non bastare, perché il ministero del Lavoro ha negato alla regione la possibilità di estendere la cassa integrazione agli esuberi dei corsi di formazione, in quanto lavoravano in enti senza fini di lucro. Sarebbe una mazzata per gli enti e i loro dipendenti. Sembra non esserci via d’uscita da una vicenda del genere, ma il governatore Rosario Crocetta ha promesso che gli ammortizzatori sociali che non coprirà lo Stato, verranno coperti dalla regione. Un qualcosa che, a quanto pare, era stato previsto dall’ex assessore Nelli Scilabra: «Sapevamo che il ministero avrebbe limitato i fondi e per questo motivo al punto 6 del Piano Giovani abbiamo destinato le prime risorse per fronteggiare l’emergenza». Tamponi, temporeggiamenti necessari. Ma qual è la soluzione definitiva alla questione formazione?

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