Riequilibrare l’ordine delle cose – “Sicilia bedda mia Sicilia bedda” cantava Franco Battiato in uno dei suoi brani più belli (ne conoscete qualcuno brutto?). Un amore incondizionato verso questa terra e non potrebbe essere altrimenti. Natura, storia, tradizioni e cucina si uniscono in un tutt’uno e rendono l’isola del Mediterraneo un luogo unico al mondo. La solita menata che ogni anno attrae centinaia di migliaia di turisti e viaggiatori da ogni parte del mondo, non lascia indifferenti molti siciliani che, come se si trovassero in un mito del mondo classico, cercano in tutti i modi di riequilibrare questa eccessiva bellezza. Non è possibile essere così belli e perfetti sulla faccia della terra e così qualcosa che non va deve esserci. Allora molti siciliani si impegnano, si “amminchiano” in ogni periodo dell’anno per ridimensionare la lucentezza della loro terra e, a dir la verità, ci riescono con una certa bravura. Nelle ultime settimane si era diffusa la notizia di una vera e propria parentopoli alle Poste siciliane, che aveva coinvolto figli di sindacalisti.

Tutti sulle ambulanze e in ufficio – Come se non bastasse tutto ciò, ecco che dal lordume bellissimo della Sicilia fuoriesce un’altra parentopoli. Questa volta ad essere coinvolto è il 118. Il numero per l’aiuto in caso di problemi di salute, a quanto pare, nell’isola serve anche per sistemare parenti stretti di politici, sindacalisti, dirigenti dell’assessorato alla Salute. Tutti insieme sulle ambulanze delle città della Trinacria. “Minchia”, esclamerà il vecchietto seduto su una panchina di Palermo. Come fanno a salire tutte queste persone sulle ambulanze? Sembra di richiamare alla memoria la battuta di Cetto La Qualunque, che in campagna elettorale, per accaparrarsi voti, prometteva “un forestale per ogni albero”. Oggi il barbaro Cetto non fa più ridere. La realtà è diventata comicità e il riferimento non è soltanto a Beppe Grillo. Se proprio si volesse rispondere al vecchietto assiepato su una panchina sicula, si potrebbe dire che molti parenti di sindacalisti e politici non salgono sulle ambulanze. Molti sono in ufficio, belli seduti dietro a una scrivania.

Aggiungi un posto alla Seus – Magari poi li si incontra per strada e si lamentano del lavoro. Eh, ma è una lagna di circostanza, pittoresca. Si sa, un posto fisso e dietro una scrivania fa “scialare”, è il tramite che permette di fare i propri comodi. A quanto pare le assunzioni risalgono all’epoca del governo Cuffaro e si sono tramandate di amministrazione in amministrazione. Del resto la tradizione è importante da queste parti. Che fate, babbiate? I beneficiati non sono stati ancora rimossi, ma stanno al proprio posto (fisso) alla Seus, società controllata in toto dalla regione. Ma facciamo qualche nome. Negli organici della Seus, come amministrativa, lavora Liliana Carollo, sorella di Fiorella Greco, ex collaboratrice del capo dell’Ispettorato sanitario Saverio Ciriminna e oggi inquadrata nella segreteria particolare dell’assessore Lucia Borsellino. Alla Seus è impiegato anche Massimo Staro, figlio dell’ingegnere Giovanni Staro, che in assessorato si occupava proprio del servizio di emergenza. Un posto, alla Seus, ce l’ha anche Umberto Scillieri, parente stretto dell’ex dirigente generale della Sanità Luigi Castellucci. E, con la qualifica di impiegato amministrativo, figura negli organici della società Bruna Palmeri, sorella di Adriana, una funzionaria dell’assessorato che si occupa di acquisti. Ma Bruna Palmeri è anche cognata di Gigi Caracausi, segretario regionale della Funzione pubblica Cisl.

Un giramento di cabbasisi! – Intrecci che farebbero girare i cabbasisi al commissario Salvo Montalbano, che manderebbe tutti a “catafottersi”. Ma non finisce qua. Ci sono anche i parenti dei sindacalisti, che se poi qualcuno li chiama casta si offendono pure. Ecco Claudio Dolce, nipote di Angelo Fullone, il predecessore di Caracausi alla guida della Funzione pubblica Cisl. Benedetta Rizzo, moglie di Giovanni Cucchiara, che per conto della Federazione sindacati indipendenti si è occupata negli ultimi anni delle vertenze che riguardavano il 118. Fa l’autista-soccorritore alla Seus anche Salvatore Di Maria, figlio di Gianfranco Di Maria, segretario provinciale di Caltanissetta della Funzione pubblica Cisl. Nella Seus trova spazio pure Gaspare Di Carlo, fratello di Alfonso, stretto collaboratore del deputato del Pd Angelo Capodicasa. Allora non era una semplice impressione. Esci di casa e trovi un’ambulanza, dal benzinaio c’è l’ambulanza, lungo la strada statale ti fai da parte almeno tre volte per farti superare da un’ambulanza. Figghioli, almeno allargate gli uffici e dategli una scrivania ciascuno. Così risolviamo il problema del traffico.

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