I timori del Cdr – Lo storico quotidiano della sinistra italiana e in passato del Partito comunista, non è più in edicola da qualche settimana. È tenuto in vita soltanto dalla dedizione e dalla passione dei giornalisti e dei tecnici della testata fondata da Antonio Gramsci. Grandi discussioni si sono aperte sul quotidiano e visitando il sito dell’Unità ci si può rendere conto della tensione e della rabbia che serpeggia tra i lavoratori e gli affezionati lettori. Il Comitato di redazione continua a esprimere «profonda preoccupazione per il prolungarsi dei tempi per il ritorno de “l’Unità” in edicola» e aggiungono che «sarebbero inaccettabili ipotesi diverse che dovessero stravolgere le caratteristiche del quotidiano storico della sinistra italiana». Già, chissà allora come verrà considerata la proposta d’acquisto delle testata da parte dell’editore Andrea Palombo, 34 anni ed ex esponente del Popolo della Libertà. Una notizia destinata a suscitare delle polemiche nel popolo della sinistra nostrana.

Palombo prova a soffiare l’Unità a Veneziani – Palombo, che ha preso le redini dell’impero cartaceo di Giuseppe Ciarrapico editando il quotidiano Latina Oggi (poi Oggi Latina e Quotidiano di Latina ) e le testate gemelle in provincia di Frosinone, ha tenuto a tranquillizzare i lettori e i lavoratori dell’Unità: «La mia intenzione è di riportare stabilmente l’Unità in edicola salvaguardando i lavoratori e mantenendo in equilibrio il bilancio della testata. È questo il cuore della mia proposta imprenditoriale». Palombo dovrà competere, per l’acquisizione della storica testata della sinistra italiana, con Daniela Santanché, con il banchiere Matteo Arpe e con l’editore di gossip Guido Veneziani. Proprio Veneziani, secondo le indiscrezioni riportate dal “Fatto Quotidiano”, sarebbe il favorito numero uno per diventare il nuovo proprietario del quotidiano. Però Palombo è deciso a giocarsi le proprie carte. Al momento è consigliere comunale a Latina, eletto nel Pdl e dichiaratosi indipendente nel 2013.

«Percorso autonomo e indipendente dalla politica» – L’editore, però, ha assicurato di volere un «percorso autonomo e indipendente dalla politica. Sicuramente il nostro piano prevede l’uso di tutta la forza lavoro all’interno del Nie (editrice del quotidiano Unità)». I lettori del giornale della sinistra italiana dovrebbero stare tranquilli, secondo Palombo. «L’Unità può vivere se tornerà ad essere lo storico quotidiano della sinistra italiana. Tutelerò il fascino per il suo bagaglio storico e culturale», ha precisato l’ex politico del centrodestra. Propositi che rischiano di rimanere tali, perché Guido Veneziani ha formalizzato una proposta di 10 milioni di euro con il Partito Democratico socio al 5 per cento. L’editore di riviste come Stop, Vero, Rakam e Miracoli punta a diventare socio di maggioranza della nuova società editrice dell’Unità, nella quale entrerebbe anche la fondazione di recente costituita dal Pd, con una piccola quota. Dovrebbe essere l’intesa con i democratici a fare andare in porto l’accordo con Veneziani. L’obiettivo è rivedere “L’Unità” in edicola entro fine anno. Ad ogni costo? Secondo i diretti interessati, no. Intanto l’altro giornale del Partito Democratico, “Europa”, non vive tempi migliori e come annunciato dal direttore, Stefano Menichini, non è un dramma («Non ci piangeremo addosso oggi consegnando per l’ultima volta le copie di Europa ai distributori e alle edicole»). Forse questa crisi è l’opportunità per ripensare i giornali di partito e il loro ruolo nella società? Chissà.

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