Mozione sfiducia, meno voti delle firme raccolte – Doveva essere, almeno secondo le ipotesi delle opposizioni, la notte dei lunghi coltelli. Invece il governatore Rosario Crocetta ha superato il primo scoglio del suo nuovo inizio e ha rimandato al mittente l’attacco sotto forma di sfiducia. I voti contro la mozione sono stati 44, mentre a favore soltanto 37. Si, soltanto. In questi giorni erano stati 40 i politici dell’Ars ad averla firmata e dopo la nuova giunta presentata dall’ex sindaco di Gela, qualcuno si sarà tirato indietro. Contro la mozione ha votato anche il presidente dell’Ars Ardizzone. Se il clima, tra i banchi della maggioranza, era sereno, lo stesso non poteva dirsi tra quelli delle opposizioni che già pregustavano la caduta del presidente Crocetta. Niente da fare. A rimanere a bocca asciutta sono stati soprattutto i grillini, i quali avevano coinvolto, tramite lo “sfiducia day” anche Beppe Grillo. Il guru aveva usato termini pesanti sulla mafia, proprio per attirare l’attenzione su di se. Con il senno del poi si può dire che non è servito a niente.

Le polemiche dei grillini in Aula – Rosario Crocetta prosegue nella sua marcia e proprio agli stellati, ieri sera, ha lanciato un messaggio: «La democrazia è rispetto dell’avversario, anche quando la pensa diversamente. Io sono orgoglioso di far parte di un partito che litiga e polemizza. Lo sfiducia day è stato un flop. Voi grillini vi dovete vergognare. E mi chiedo: cosa c’entra l’Ncd con queste posizioni estreme? Dietro a questa mozione ci sono sollecitazioni esterne anche forti. Raccogliamo la sfida e andiamo avanti». Il Movimento Cinque Stelle è stato etichettato dal governatore come «filomafioso». Parole frutto delle polemiche degli stellati in Aula. Il deputato Foti, a tal proposito, ha attaccato la ricompattata maggioranza: «Il nuovo governo è il frutto di un mercato delle vacche». Sempre dal M5s, Siragusa ha detto: «Dopo due anni di governo Crocetta, la Sicilia è peggiorata. E i siciliani stanno male. E la colpa è solo del governatore. Noi siamo antimafiosi. La mafia è forte, ma c’è anche un’antimafia parolaia, degli indignati a convenienza, quella del presidente Crocetta, che continua a fare affari e che ha interessi di parte da tutelare».

Il Pd si ricompatta. Adesso le riforme – Sulle stesse posizioni dei grillini anche il centrodestra. Diversa, invece, l’idea del Partito Democratico che ha votato compatto contro la sfiducia al governatore. Nonostante le discussioni, molto accese, degli ultimi giorni i democratici hanno mostrato unità al loro interno. Una caratteristica riconosciuta anche dal governatore Crocetta, nel suo discorso conclusivo. Tra gli esponenti del Pd a prendere la parola è stato Gucciardi, il quale ha puntato il dito contro le opposizioni: «Questa è una giornata a tratti surreale. L’opposizione si dimostra immobile, senza un progetto, e anacronistica. Noi raccogliamo un’eredità dolorosa, di fronte alla quale sarebbe meglio non perdere la memoria. Ma l’opposizione fugge, disorientata. E persino impaurita. Queste mozioni sono dannose per la Sicilia, perché sono inutili e rappresentano fumo negli occhi, pura demagogia. Basta con le urla e le liti. Il giorno in cui il presidente della Regione avrebbe dovuto presentare un governo di alto profilo, siamo qui a discutere in maniera incomprensibile una mozione di sfiducia inutile a un governo appena nominato». Ed infatti la mozione non è passata e Crocetta può guardare con fiducia al prossimo obiettivo, presentare la sua nuova squadra e avviare le riforme promesse.

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