Ecco la sintesi del confronto tra Napolitano e Renzi – Ecco la sorpresa. Paolo Gentiloni è stato nominato ministro degli Esteri del governo di Matteo Renzi. Un nome che rappresenta un punto d’incontro tra la visione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il presidente del Consiglio. Niente da fare per la rosa di donne proposta dal premier, che ha cercato in tutti i modi di mantenere la parità di genere nell’esecutivo di larghe intese. Non ha convinto neanche il profilo di Luca Cordero di Montezemolo, che dalla serata di ieri era diventato uno dei possibili sostituti di Federica Morgherini, nuovo Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea. Paolo Gentiloni compirà 60 anni il prossimo 22 novembre, romano e di nobili origini, è nobile di Filottrano, di Cingoli e di Macerata. In gioventù aderì a un partito di estrema sinistra, ma con il trascorrere del tempo si sposterà su visioni moderate. Da sempre è stato sensibile a tematiche ambientaliste e guarda caso ha diretto la rivista “La nuova ecologia”, giornale vicino a Legambiente.

Dalla Margherita al Partito Democratico – A proposito di legami forti, Paolo Gentiloni ha avuto un ottimo rapporto con Francesco Rutelli, di cui fu portavoce e assessore al Giubileo e al Turismo quando l’ex esponente del Partito Democratico era sindaco di Roma. Il legame con la capitale si rafforzerà con il trascorrere degli anni e nel 2012 si è candidato alle primarie del centrosinistra come sindaco di Roma, ma è stato sconfitto da Ignazio Marino, attuale primo cittadino. È stato coordinatore della campagna dell’Ulivo per le elezioni politiche del 2001 e nello stesso periodo era stato uno dei fondatori della Margherita. Sempre nel 2001 è entrato in Parlamento come deputato della Camera e qui è iniziata la sua ascesa politica. Paolo Gentiloni, laureato in scienze politiche, giornalista professionista ed esperto in comunicazione, ha ricoperto la carica di presidente della Commissione di Vigilanza Rai (2005-2006) e ministro delle Comunicazioni (2006-2008). Dunque non è la prima volta di Gentiloni come ministro, ma l’incarico alla Farnesina è, senza ombra di dubbio, più prestigioso.

Le sfide che attendono Gentiloni – Ha creduto dal primo minuto al progetto del Partito Democratico e ha fatto parte del comitato dei 45 fondatori del Pd nel 2007. Renziano da tempi non sospetti, in questa legislatura è deputato in Parlamento, fa parte della Commissione Esteri ed è presidente della sezione Italia-Stati Uniti dell’Unione Interparlamentare. Paolo Gentiloni avrà un compito delicato. Le questioni internazionali sono molteplici e difficili da risolvere. Lo scontro tra Russia e Ucraina e la questione energetica, l’instabilità del Medio Oriente con l’avanzata dei fondamentalisti islamici dell’Is, il ruolo del mar Mediterraneo e i continui sbarchi di immigrati sulle coste siciliane, i rapporti con l’Unione europea e soprattutto con la Germania, il dialogo con i giganti della Cina, India, Brasile e Sudafrica e infine servirà stringere un patto più forte con gli Stati Uniti. Poi un capitolo a parte spetta alla questione dei marò, dove servirà una soluzione in tempi rapidi. La strada per Gentiloni è in salita e su di lui si è raggiunta l’intesa dopo che Napolitano aveva espresso riserve su Lia Quartapelle e Marina Sereni, mentre Renzi non era favorevole alla scelta di Lapo Pistelli.

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