Dal 23 al 26 ottobre Libera ha convocato la terza edizione di Contromafie, gli Stati Generali Dell’Antimafia, aperta in plenaria Venerdì 24 ottobre presso l’Auditorium della Conciliazione in Roma. Sono stati quattro giorni di grande impegno, confronto, studio per fare il punto sulla lotta alle mafie e alla corruzione nei loro risvolti sociali, politici, economici, culturali che hanno visto sei aree tematiche e trenta gruppi di lavoro: “Il ruolo della Lobbies Finanziare e le Istituzioni Europee; La tratta degli esseri umani, la lotta alla schiavitù del nuovo millennio; Testimoni di giustizia e parti civili alla ricerca della verità; Confisca e riuso sociale, strumenti ed esperienze Europee; Mettiamoci in gioco contro azzardopoli; Strategie di contrasto ai reati nel sistema bancario e finanziario; Tangentopoli 2.0 la corruzione e gli strumenti di contrasto; Sapere Universitario e ricerca a servizio della lotta contro le mafie e la corruzione; L’Ambiente Violato, ecomafie e non solo; Impresa bene comune le aziende confiscate per il lavoro vero; Diritti Intangibili e Dignità umana; Il mercato internazionale delle droghe; Ripensare agli Strumenti di contrasto alle mafie, proposte e riforme; Tackling Illegal Economy, il contrasto all’economia illegale; I reati dei colletti bianchissimi; Il servizio Pubblico, proposte per una riforma necessaria per la democrazia; La legislazione e le istituzioni Europee nella lotta al crimine organizzato; Querele, diffamazioni e minacce, il quarto potere sotto tiro;  Sport e prevenzione, verso una rete sociale antidoping; Libere il Welfare, i beni confiscati per l’inclusione sociale; Enti Locali e buone prassi per una politica trasparente; La libertà non ha pizzo; La storia attraverso la storia, la memoria delle vittime innocenti; Schiavi dell’usura, vittime di un’ economia malata; L’etica nella professione e l’etica come professione; Tra la scuola e la città i laboratori del cambiamento; La cultura e il sapere dalla finzione al reale nella battaglia per la legalità; La frontiera nel carcere, la dignità nella pena; Dal contrasto patrimoniale all’Agenzia Nazionale per i beni confiscati, una riforma necessaria; I segreti della Repubblica nelle Carte Degli Archivi Italiani”.

Con il contributo di oltre 200 volontari tra educatori, operatori sociali, magistrati, docenti universitari, forze di polizia, giornalisti, donne e uomini di cultura, imprenditori, rappresentanti di associazioni e sindacati. Ha aperto Contromafie alle ore 11 lo scrittore Roberto Saviano con “Artiglieria di parole che hanno un peso specifico”  (Cultura Antimafia In Europa): “Ho voluto iniziare con un fatto di cronaca, la storia di “Felina” la ragazza che a causa dei suoi tweet contro il narcotraffico è stata uccisa in Messico”, lo scrittore ha continuato il suo intervento parlando di diritti negati in Italia, riferendosi alle carceri, a gli Iter giudiziari troppo lenti, alla dilaniante corruzione. Conclude poi lo scrittore con le parole: “Il sogno nutre anche se non si realizza” in seguito accenna anche all’importanza di iniziare a parlare di legalizzazione. Ecco subito dopo Don Luigi: “E’ giunto il momento di dire basta, è giunto il momento di parole autentiche e di azioni efficaci che possono porre un argine alla violenza della criminalità organizzata e della corruzione, due facce della stessa falsa moneta che è servita per coprire le violenze e comprare le coscienze, per guastare l’economia e danneggiare l’ambiente, per asservire la politica ed oscurare l’informazione, per svuotare diritti innescare processi di disuguaglianza e di perdita di dignità dell’essere umano. Dobbiamo riconoscere senza timori colpe e omissioni del passato e del presente. No, alla rimozione del passato, dobbiamo davvero scoprire cosa è accaduto, non possiamo archiviare le stragi, non può essere tutto solo Totò Riina in questo paese e se questa è la verità su cui si è arrivati, non possiamo accontentarci, la verità è una grande responsabilità, non c’è una strage in questo paese di cui si conoscano i responsabili, non dobbiamo lasciare soli quanti continuano tra difficoltà e pericoli a cercare la verità nei vari ambiti. Noi abbiamo permesso alle mafie di esistere e di questo è stata complice anche un’Antimafia Conformista, che si è accontentata di verità ufficiale, che si è nascosta dietro bandiere di Partiti e di Lobbies , le mafie sono la corruzione del potere, non si sconfiggono se non si combatte la corruzione”.

Don Luigi ribadisce: “Vanno evitate sulla politica le semplificazioni, le generalizzazioni, l’antipolitica, la politica ha anche dei mascalzoni ma molti sono onesti. E’ sempre un dovere distinguere per non confondere, l’Italia non è libera, la politica non può essere eterna mediazione, ci sono buone idee che vengono svuotate, ho visto il lavoro della Commissione Antimafia, i progetti del governo, contributi delle commissioni, buone idee, cose belle, ma c’è il rischio che vengano svuotate per non scontentare nessuno. Così chi viene scontentata alla fine è la speranza di giustizia”. Ed ecco che seguono dopo Luigi Ciotti, Pietro Grasso – Presidente Senato Della Repubblica, Ignazio Marino – Sindaco Roma Capitale, Nicola Zingaretti – Presidente Regione Lazio, Nunzio Galantino – Segretario Generale Conferenza Episcopale Italiana, Sebastiano Tinè – Direzione Home Affairs Commissione Europea, Rosy Bindi – Presidente Commissione Parlamentare Antimafia, Franco Roberti – Procuratore Nazionale Antimafia, Andrea Orlando – Ministro Della Giustizia, Roberto Montà – Presidente Avviso Pubblico, Elisa Marincola ed Enrico Fontana Coordinatore Nazionale di Libera, Sabriana Alfonsi – Presidente Municipio I Roma Capitale. Testimonianze: Stefano Rodotà, Giovanni Tizian, Giusi Nicolini, Daniela Marcone, Lucio Cavazzoni, John Christensen e l’intervento di Givani Contro Mafie.

Sabato 25 sono seguiti i lavori delle sei aree tematiche suddivise in trenta gruppi di lavoro. Domenica 26 ottobre è stata la giornata conclusiva con apertura dei lavori e ospiti tra cui, Nardi Suxo Iturri – Ministro Della Trasparenza e Anticorruzione in Bolivia che dice: “La Bolivia era il paese più corrotto del mondo e per questo il nostro presidente ha deciso di avviare un processo di lotta alla corruzione con la creazione del Ministero per la Trasparenza e la lotta contro la corruzione Ministro che ho l’onore di reggere da oltre nove anni”. In seguito prende la parola Nando Dalla Chiesa che afferma: “Ci dobbiamo chiedere, proprio perché io credo che sia vero quello che ha detto Don Luigi, dopo questo Contromafie non si potrà continuare come prima, ci devono essere delle svolte quando un’associazione come Libera si mobilità in questo modo e produce uno sforzo anche intellettuale – associativo così forte anche verso l’esterno, c’è una domanda che dobbiamo porci, se noi sosteniamo che l’educazione alla legalità parte dalle scuole, se sosteniamo che si comincia dai bambini, che bisogna iniziare dalle nuove generazioni e se l’educazione alla legalità è iniziata nei primi anni 80, se dopo 30 anni questo paese è più corrotto di prima, che cosa non ha funzionato in questa educazione alla legalità?”.

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