Via dei Pescatori e Isola Bella, Foto di Andrea Jakomin/Blogtaormina ©2014
Via dei Pescatori e Isola Bella, Foto di Andrea Jakomin/Blogtaormina ©2014

Il Belvedere di Taormina, un terrazzo panoramico – Gaetano Rizzo, nel testo Taormina e i suoi dintorni, opera del 1902, offre una bella descrizione di questo terrazzo, nei pressi della scalinata che conduce sino a Isola Bella. «È un gradito luogo di riposo dopo una bella passeggiata lungo la via provinciale, ricca di panorami. Qui i paesani convengono d’estate, nelle ore vespertine, a discorrere tranquillamente e a godere l’aria fresca e pura che viene dai monti o l’acre odore d’alga che sale dalla marina sottostante». La cittadina, agli inizi del XX secolo, è già avvezza alle visite dei viaggiatori stranieri ma la gente del posto, non rinuncia alle proprie abitudini, che oggi sono condivise dai numerosi turisti che vi soggiornano. Il terrazzo del Belvedere, si trova vicino a quella che viene detta la “Guardiola” perché vi si trovava un posto di guardia, risalente all’epoca araba, postazione d’avvistamento delle navi. La vista abbraccia la costa sottostante e dà la possibilità di ammirare l’Etna e la baia di Naxos.

Via dei Pescatori, rimando a un antico mestiere – All’imbocco con la via Guardiola Vecchia e vicino al Belvedere, inizia la scalinata che giunge sino alla via Nazionale S. S. 114, terminando di fronte alla piazzetta Isola Bella. Un tempo, era la strada che i pescatori taorminesi percorrevano a piedi per scendere a mare, e raggiungere la spiaggia di Isolabella o la vicina spiaggia di Mazzarò. Dopo, rifacendo lo stesso percorso in salita, tornavano in città con le ceste cariche di pesci, rivendute al mercato o di casa in casa. Poetica è l’immagine che dà il Rizzo di un pescatore che si trovava giù all’isola: «tira ivi all’asciutto la sua sdrucita barchetta, valica quel tratto di mare a piedi nudi, raccogliendo sul ginocchio i vecchi calzoni di filaticcio». La via dei Pescatori, ha nel nome, tutto il senso di una tradizione antica che è quella di una comunità costituita non solo di borghesi e nobili ma anche di artigiani, agricoltori, pastori e pescatori. La gente del popolo, che tanta curiosità ha destato negli studiosi del folklore come Giuseppe Pitrè e negli intellettuali stranieri, giunti dall’Europa per recuperare la scintilla dell’origine umana.

Il contenzioso tra il comune e Miss Mabel Hill – Il percorso offre la vista di Isola Bella, Mazzarò, Spisone, Letojanni e tutta la riviera a nord di Taormina, compresa la vista di Capo S. Alessio. Il nome alla strada, è stato dato il 23 maggio del 1905, giorno in cui la giunta comunale del tempo, si determinava a favore dell’inserimento della via nella toponomastica ufficiale; un atto di omaggio ad una classe sociale che si trovava raccolta nella zona detta “u burrico” (il borgo), tra il Piano Bagnoli e la Via Giovanni Di Giovanni. Tuttavia, da ciò che è emerso dall’analisi delle fonti d’archivio, sembra sia scattato un contenzioso tra Miss Mabel Hill, filantropa inglese a Taormina dal 1898, e il comune. L’oggetto del contendere era proprio la scalinata. Miss Mabel Hill asseriva, che la via non poteva far parte del pubblico demanio poiché rientrante nelle proprietà della stessa, che aveva acquistato i terreni limitrofi dove si trovava la Guardiola. Ma dato il diritto al pubblico passaggio, consolidato nel tempo dai pescatori, quando nel 1906 era stata presentata la denuncia, era troppo tardi e la via dei Pescatori, era strada comunale a tutti gli effetti. Miss Mabel Hill, donna con la vocazione di educatrice, aveva tra le sue proprietà anche l’ex convento dei Frati Minori Osservanti; luogo dove aveva istituito una scuola e un laboratorio di ricamo, rivolto alle giovani taorminesi. A Missi Mabel Hill, inoltre, si deve nel 1911, l’arrivo dei Padri Salesiani, per favorire l’educazione e l’inserimento sociale dei giovani cittadini.

Isola bella, una perla che sorge dal mare – Isola Bella, è una piccola isola, da cui si può godere del fantastico scenario della baia circostante, separata dalla terraferma da un breve tratto sabbioso, che con la bassa marea è percorribile a piedi. La donazione di Isola Bella a Taormina, è stata fatta da re Ferdinando I di Borbone, nel 1806, in concomitanza con una sua visita in città. In seguito, l’isola entra a far parte delle proprietà di Lady Trevelyan, la quale aveva sposato il medico taorminese Salvatore Cacciola, e affascinata da Taormina aveva reso Isola Bella e il Parco che poi sarà la Villa comunale, luoghi accoglienti e originali. Lady Trevelyan aveva fatto costruire sull’isola, una piccola casa ed aveva introdotto le prime essenze esotiche ed alcune specie di uccelli. Sono stati numerosi gli scrittori e gli artisti che hanno magnificato la bellezza dell’isola, tra cui Goethe, Byron, Geleng e il barone Wilhelm Von Gloeden, che a quanto sembra è colui che per primo, l’ha battezzata “Isola Bella”. I passaggi di proprietà dell’isolotto, si sono avvicendati sino a che nel 1954, la famiglia di imprenditori messinesi dei Bosurgi, acquista l’isola e qui fa costruire una villa che diviene la loro residenza.

I Bosurgi e l’amore per l’ambiente –  I Bosurgi, avevano un’azienda di trasformazione degli agrumi ed erano noti per la notevole attenzione all’ambiente e al paesaggio. La villa da loro costruita, rispecchia questa filosofia di vita. L’edificio, che può essere visitato, è perfettamente integrato tra le asperità delle rocce calcaree; ha stanze e belvederi sovrapposti, che sono collegati con scalette esterne ed interne. Ci sono pareti e volte in pietra, passaggi nascosti da finti muri che si aprono come cancelli, in armonia con la morfologia dell’isola. Le terrazze, la vegetazione presente, la vista degli scenari costieri e dei rilievi taorminesi, possono considerarsi unici al mondo per le atmosfere che regalano e la perfetta immersione nel paesaggio. L’azienda dei fratelli Leone ed Emilio Bosurgi, però, subisce un tracollo e nel 1982 viene dichiarato il fallimento a cui è legato il destino di Isola Bella. Nel 1984, un’intesa tra la Regione Sicilia, il Comune e l’Assessorato regionale ai beni culturali, si muove per la tutela e dichiara l’isola, “monumento naturale”. Nel 1987, viene istituto il museo naturalistico e nel 1990, Isola Bella viene acquistata dall’Assessorato ai beni culturali. A seguire, nel 1998, viene istituita la riserva naturale orientata che comprende anche i fondali marini attorno. Dal 2010, Isola Bella entra a far parte del Parco archeologico di Naxos, rientrando anche nella lista dei siti d’interesse comunitario.

I caratteri morfologici, la flora e la fauna – Isola Bella, è al centro dell’insenatura tra Capo Sant’Andrea e Capo Taormina, considerata più che un’isola, una “propaggine della terraferma” perché collegata dalla striscia di spiaggia ghiaiosa che nella parte centrale, resta sommersa a seconda delle condizioni meteo e delle maree. Ha un’estensione di circa ottomila metri quadri e un insieme di rocce molto frastagliate nella parte più vicina al mare. L’isolotto è un orto botanico dove accanto alle essenze endemiche e le piante ornamentali esotiche, vi sono anche ulivi, introdotti nel tempo, dai diversi proprietari. Tra le specie spontanee, alcune delle quali sono rare e a rischio estinzione, si riconoscono il Garofano rupicolo, il Cavolo biancastro, il Vedovino delle scogliere, e la piccola pianta erbacea che cresce sulle rocce marittime attorno all’isola e a capo Taormina, la Limonium Jonicum Brullo. Tra la fauna, degna di menzione, è un’altra specie endemica, la Lucertola dal petto rosso, esemplare rarissimo e presente solo su Isola Bella.

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