L’eccezione della favola – Nelle favole, a volte, capita di assistere al rovescio della medaglia. Un drago, o in questo caso un Grifone, che riesce ad avere la meglio su una Vecchia signora non è qualcosa che si vede tutti i giorni. Anzi nei racconti che siamo abituati a leggere o a gustarci al cinema, accade sempre il contrario. Un anno fa la vicenda si era svolta nel più classico degli scenari. Il Grifone, nella sua tana, attaccava, si divincolava, metteva in difficoltà la Vecchia signora giunta sul suo campo e soltanto alla fine, grazie a una magia di Andrea Pirlo, i campioni d’Italia erano riusciti a imprigionare il Grifone e a sconfiggerlo. Un ko che bruciò il Grifone, nel senso letterale del termine, perché aveva fatto di tutto nei novanta minuti per battere la nemica storia. Ieri sera, invece, è accaduto l’esatto contrario. Il Grifone ha ottenuto la sua vendetta con la stessa tattica con cui la Vecchia signora aveva vinto dodici mesi fa. È la favola del calcio.

Nessuna magia bianconera, perché non c’era Pirlo – La Juventus, per tutto il match, ha messo alle strette il Genoa. Ha colpito un palo nel primo tempo con Llorente, è andata vicina al gol con altre azioni avvolgenti e nella ripresa l’ingresso di Alvaro Morata ha vivacizzato la partita. È stato Perin e le sue parate prodigiose a salvare il risultato. I bianconeri hanno stretto gli avversari nella propria metà campo, ma non c’è stato nulla da fare. E così, al quarto minuto di recupero, complice un passaggio sbagliato di Giorgio Chiellini, gli uomini che Gasperini ha fatto entrare negli istanti conclusivi, Matri e Antonini, hanno concretizzato al meglio un’azione e hanno battuto Buffon. Tra gli uomini di Massimiliano Allegri c’era incredulità e rabbia. Il Genoa ha ottenuto la sua vendetta. I liguri pensavano a questa partita da un anno e non gli era andata giù la sconfitta dello scorso campionato. Non è servita nessuna magia bianconera per incantare il Grifone. E non poteva essere altrimenti, perché il mago più bravo, Andrea Pirlo, era seduto in panchina.

L’urlo del Grifone e l’amarezza della Vecchia signora – Le virtù magiche di Arturo Vidal hanno continuato a rimanere nascoste, mentre Paul Pogba ha dovuto combattere sia contro gli avversari che contro un terreno di gioco in pessime condizioni. Lo stesso vale per tutti i suoi compagni di squadra. In effetti è difficile rimproverare qualcosa alla Juventus. Forse di aver sbagliato, come sempre, troppe occasioni sotto porta. Considerando la partita ravvicinata contro il Palermo, Llorente avrebbe potuto riposarsi e Morata avrebbe dovuto giocare dal primo minuto. L’ex attaccante del Real Madrid è apparso in ottime condizioni e ha messo in seria difficoltà, con la velocità e la tecnica, la difesa avversaria. Il Grifone è stato fortunato, ma la fortuna è un qualcosa che premia i meritevoli. Allora non tutto è riconducibile a essa. Quando l’arbitro ha fischiato la fine dell’incontro, l’urlo del Grifone ha fatto tremare lo stadio. La vendetta è stata realizzata e la Vecchia signora è tornata con amarezza nella proprio stadium. Il calcio non finisce mai di stupire e in questo caso avrebbe sorpreso anche uno scrittore di favole, che non avrebbe mai pensato di concludere in questo modo il proprio racconto.

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[Genova-Juventus 1-0, Foto Mauricio Pinilla/Ansa 2014]

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