Un mistero in stile Halloween – Si avvicina una delle feste più amate dai bambini, Halloween, e le storie misteriose iniziano a diffondersi. Vicende, più o meno, conosciute. Del resto non si può inventare chissà che. Favole su streghe, maghi, zombi, cimiteri, mostri. Gli argomenti sono sempre gli stessi. Quest’anno, però, potrebbe esserci una novità. Si tratta della vicenda del Ponte sullo Stretto. Il famoso ponte che dovrebbe collegare la Sicilia con la Calabria è avvolto nel mistero, in una sorta di giallo che calza a pennello con la settimana di Halloween. Già i bambini immaginano questo ponte immerso nella nebbia su un mare calmo e inquietante. Magari dovrebbero attraversarlo per andare a fare il tradizionale “dolcetto o scherzetto”. Si, forse nei loro sogni. Questo ponte, come tutti ben sanno, non è stato mai realizzato. È stato soltanto oggetto di speculazioni politiche. Un motivo per accaparrarsi voti promettendone la costruzione o viceversa lottando e manifestando per impedirne l’edificazione. Però, dopo l’interrogazione parlamentare del capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà, Arturo Scotto, sulla presenza di un rifinanziamento dell’opera nel Def, sembrava fosse tornata di moda la discussione sul Ponte virtuale più famoso d’Italia.

Le proteste si concludono presto – Un qualcosa che aveva fatto allarmare la sinistra italiana, le associazioni ambientaliste e il Movimento Cinque Stelle. I grillini, tramite Alberto Airola, capogruppo del Movimento al Senato, avevano detto: «Non occorre aggiungere altro sulla totale inaffidabilità di Renzi. Intanto con la rinascita del progetto del Ponte sullo Stretto, mafia e affaristi del cemento ringraziano». Perplessità erano state espresse anche da Stefano Lenzi, responsabile relazioni istituzionali del Wwf: «Non si capisce a quale titolo compaia nell’aggiornamento al Def oltre un miliardo di euro destinato al Ponte sullo stretto di Messina». Al coro delle proteste si era aggiunto il Codacons: «Il governo deve fornire chiarimenti urgenti sullo stanziamento di quasi 1,3 miliardi di euro per il Ponte sullo stretto, o la Corte dei Conti sarà chiamata ad indagare sull’ennesimo caso di utilizzo “fantasioso” di soldi pubblici». Polemiche, però, stroncate sul nascere dallo stesso governo che considera il Ponte sullo Stretto un capitolo chiuso.

La precisazione del ministero – Nonostante le idee del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, sulla necessità di costruire l’opera come completamento dell’alta velocità fino a Reggio Calabria e dei lavori di ristrutturazione della Palermo-Messina-Catania, l’esecutivo di larghe intese ha negato qualsiasi volontà di riaprire il capitolo Ponte sullo Stretto. Dunque l’interrogazione del partito di Nichi Vendola sarebbe stata una “svista” o una semplice strumentalizzazione contro il governo. Una polemica che si è spenta in poche ore ed è stato il ministero dei trasporti e delle infrastrutture, con una nota, a ridimensionare la vicenda: «Si tratta della tabella Revoche e reimpieghi, pubblicata sul sito del Cipe per obbligo di legge sin dal gennaio scorso e riportata all’inizio dell’Allegato Infrastrutture. Il Decreto legge 23 dicembre 2013, n. 145 (convertito dalla legge n. 9 del 21 febbraio 2014) stabilisce, all’art. 13, comma 1/bis, che venga pubblicata un’anagrafe dei provvedimenti aventi forza di legge con i quali siano state revocate le assegnazioni disposte con delibere Cipe per la realizzazione di interventi infrastrutturali. Il termine reimpieghi indica non lo stanziamento di risorse a un’opera, ma l’indicazione storica di risorse revocate e non utilizzate né utilizzabili. A riprova che per il Ponte sullo Stretto di Messina non sono state assegnate risorse basta consultare la Tabella 2 dell’Allegato Infrastrutture `Stato dell’arte e degli avanzamenti del programma infrastrutture strategiche” dove alla voce Ponte Stretto Messina (pagina 70) non risultano stanziamenti». Niente da fare, la storia del Ponte sullo Stretto rimarrà qualcosa di affascinante soltanto per favole in stile Halloween. Un ponte da ricordare nei libri dei racconti, magari, considerato il periodo, circondato da mostri e animali mitologici.

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