Riprende la telenovela – Gli appassionati tireranno un sospiro di sollievo. La telenovela sul ponte di Messina ricomincia. Dopo che il governo di Mario Monti, nel 2012, aveva bloccato eventuali lavori messi sul tavolo dal precedente esecutivo di Silvio Berlusconi, oggi, a distanza di due anni, torna la possibilità di riprendere il progetto ormai famoso. A sorpresa il governo di larghe intese di Matteo Renzi, infatti, potrebbe finanziare, tramite il Def, Documento di economia e finanza, la società Stretto di Messina Spa. Anzi, come hanno fatto notare i deputati di Sel, alla società di costruzioni sarebbero indirizzati ben 1.287.324.000 di euro. Alcuni sostengono si tratti di un errore a margine di un documento molto delicato e in realtà non sarebbe la prima volta che un governo dichiari di opporsi a una grande opera e alcuni ministri, al suo interno, cerchino di portarla a compimento. Nel governo Monti successe quando l’ex premier aveva espresso in pubblico la propria contrarietà, mentre i ministri Passera e Clini provarono in tutti i modi a riaprire i lavori del ponte di Messina.

Sel nota l’allegato nel Def – Oggi, forse, potrebbe succedere la stessa cosa. Se da un lato il Partito Democratico sembra contrario all’edificazione del ponte, il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha dichiarato più volte che «il ponte sullo Stretto e’ assolutamente indispensabile e necessario, soprattutto se il governo investirà sull’alta velocità fino a Reggio Calabria». Allora quell’allegato nel Def non dovrebbe essere casuale. Sono stati i deputati di Sinistra Ecologia e Libertà ad accorgersi della presenza di questo finanziamento alla società Stretto di Messina spa e il capogruppo alla Camera di Sel, Arturo Scotto, ha attaccato il governo di Matteo Renzi sottolineando la continuità dell’esecutivo con quelli precedenti: «Segno di una continuità tra gli anni passati e la nouvelle vague di Renzi. Questo atto si iscrive dentro una scelta ben chiara che il governo ha fatto negli ultimi mesi di sostenere grandi opere e non la più grande opera di cui ha bisogno il nostro Paese: il riassetto idrogeologico».

Il Ncd è favorevole e il Pd? – Il partito di Nichi Vendola ha presentato un’interrogazione parlamentare, in cui si possono leggere tutte le perplessità del partito di sinistra: «E’ di una eccezionale gravità, considerato che l’Allegato Infrastrutture rappresenta il documento programmatico del governo per eccellenza in materia infrastrutturale e il sospetto che questa riassegnazione possa essere varata anche successivamente alla discussione della legge di stabilità 2015, considerate le esternazioni recentemente rese dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti in favore della realizzazione del ponte stesso». Sta di fatto che sulla vicenda occorre fare chiarezza. Il Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano, da sempre, appoggia la costruzione dell’opera. Il ministro Lupi, in diverse occasioni, si è espresso in favore del ponte che sarebbe una sorta di completamento dei futuri investimenti «sul raddoppio della Messina-Catania-Palermo, riducendo da 4 a 2 ore la percorrenza». Il governo deve far luce su quali sono i suoi obiettivi, almeno riguardo il ponte sullo Stretto. Intanto le cittadine e i cittadini di Messina, che con il passare dei mesi hanno sempre più difficoltà a oltrepassare lo Stretto, tra riduzioni di corse di navi e aliscafi, non sarebbero contrari a priori a un’opera che per decenni è stata oggetto di scontro politico.

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